Pendrive formattate su Linux non lette da dispositivi Android [SOLVED]

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gian_d
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Re: Pendrive formattate su Linux non lette da dispositivi Android

Messaggio da gian_d »

[Rispondo a Joe]
Raramente formatto delle pendrive in più partizioni, di solito (come in questi casi) il file system è "spalmato" su un'unica partizione, la radice, per intenderci. Al contrario, mi è capitato una volta di avere problemi con l'installazione di una slackware da pendrive perché al boot dava un kernel panic. Ci è voluto del tempo per rendermi conto che il problema era generato dal fatto che copiavo l'immagine iso sulla prima partizione della pendrive e non sulla radice della pendrive. In altri termini facevo dd -o /dev/sdd1 invece di dd -o /dev/sdd.

Sul fatto che i miei colleghi usino una pendrive con NTFS non posso dire nulla. Dubito che qualcuno di loro abbia formattato la pendrive, per esperienza posso dirti che di solito hanno la formattazione che aveva la chiavetta all'acquisto. Anzi, ti assicuro che la maggior parte di loro sa cosa sia un file system. Da quello che ho capito è probabile che le chiavette vengano vendute con una formattazione predisposta in fat32 o in exfat.

- Non ho pensato di darvi l'output di lsblk
- le pendrive in questione sono due modelli differenti di chiavette Verbatim, mai avuto problemi con queste pendrive
- la lavagna è una YASHI, non so che modello
- la versione di Android non la conosco. Ho poca familiarità con android quindi non sono andato a cercare in queste lavagne la versione, ancora devo familiarizzare con la loro interfaccia che ricorda quella di un tablet con qualche piccola differenza

gian_d
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Re: Pendrive formattate su Linux non lette da dispositivi Android

Messaggio da gian_d »

ilmich ha scritto:
mar 8 nov 2022, 18:54
android si basa sul kernel linux.. quindi in potenza fa e gestisce le stesse cose.
chiaramente poi dipende dal vendor.. immagino che la versione creata per le lavagne nn abbia le cose che si hanno su un telefono o su una TV (gestione della SIM.. storage aggiuntivo.. supporto che so a gamepad etc etc)

evidentemente la versione che utilizzi è 'minimal' e quindi a parte le cose base che servono ad una lavagna (accesso dispositivi usb con pochi filesystem supportati) nn vi è altro

io nn ci perdersi troppo il sonno anche perché nn hai modo di visionare log/smanettare con il dispositivo android
Hai inquadrato alla perfezione il contesto!

Aggiungo una cosa. Da quel poco che mi è capitato di osservare, è vero che Android è basato sul kernel linux, ma si tratta di un kernel fortemente patchato. Me ne sono resto conto anni fa quando installai un fork di android su un portatile. L'architettura del sistema è tale da renderlo completamente diverso da tutte le distribuzioni Linux. Se non ricordo male la maggior parte degli applicativi da riga di comando che usiamo nelle distribuzioni Linux, per intenderci i comandi bash, non funzionano.

Aggiungo un'altra cosa. A queste lavagne manca peraltro una funzionalità essenziale: l'impostazione per una gestione multiutenza. Probabilmente richiede una configurazione ad hoc a livello di amministrazione, ma almeno nella scuola in cui sono non c'è una competenza tale da configurare questa funzionalità, pertanto ci ritroviamo tutti a dover condividere lo stesso account. Tant'è che nella circolare di servizio del dirigente scolastico è imposto il divieto di effettuare accessi ad internet con credenziali e di installare app (roba da chiodi, direbbe Kit Carson).

Insomma, siamo tornati indietro di 25 anni, ai tempi in cui nelle scuole c'erano per lo più postazioni con Windows 95/98. Conoscendo il modus operandi standard degli insegnanti dubito che queste lavagne dureranno molto :-D

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Re: Pendrive formattate su Linux non lette da dispositivi Android [SOLVED]

Messaggio da gian_d »

A margine, per chi non li conoscesse, segnalo due caratteristiche a favore di questi display interattivi.

Il primo, decisamente interessante, è che si può collegare un computer per mezzo di un cavo HDMI trasformando così la lavagna in uno schermo supplementare del computer. Questo fa sì che ciascuno possa usare il proprio sistema operativo invece dell'android della lavagna. Il sistema operativo della lavagna resta in background perciò si può in qualsiasi momento switchare, utile ad esempio per usare la funzione lavagna.

L'altro aspetto positivo è che con un cavo USB si può sfruttare il touch della lavagna come mouse per il sistema operativo collegato. In questo caso serve il collegamento USB su una porta specifica dedicata oltre al collegamento HDMI. Sicuramente predisposto per un sistema Windows e forse OSX, dubito però che questa funzionalità possa essere sfruttata in modo indolore in un sistema Linux, sicuramente bisognerà impostare qualcosa nel sistema per attivare questo input. Nella migliore delle ipotesi forse bisognerà smanettare per configurare libwacom o libinput o qualche altra libreria di X per impostare il display interattivo come periferica di input. Prima o poi farò delle prove quando troverò il tempo di farlo, ma non ci perderò certo il sonno :-D

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joe
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Re: Pendrive formattate su Linux non lette da dispositivi Android [SOLVED]

Messaggio da joe »

Boh non entro nel merito per ignoranza. Ti dico la verità, ricordo lezioni interessanti e coinvolgenti apprese al primo colpo e impresse nella memoria in parte ancora oggi che erano tenute alla lavagna, quella nera coi gessi bianchi o al più qualcuno rosso e giallo. Allo stesso tempo ho ricordi di lavagne luminose e lucidi preparati in anticipo da chi spiegava... tutto molto più pulito e lineare, ma anche molto meno coinvolgente, col rischio anche di distrarsi più facilmente.
Non saprei se queste robe similtablet abbiano realmente una qualche utilità...
Dal punto di vista della funzionalità, il dispositivo deve risultare funzionante, e per esperienza se si lascia che chiunque possa installarvi sopra applicazioni a gogò potrebbe anche non essere una buona idea. In un ufficio c'era sempre un PC in panne e guarda caso puntualmente un paio di tizi si davano un gran da fare per installarci sopra svariati tools di velocizzazione del PC (figurarsi) o anti malware a destra e a manca. Alla fine abbiamo risolto alla radice: creato account guest (era un win7) e account amministratore protetto da password.
Il risultato è che in svariati anni ci abbiamo messo mano un paio di volte per via di una ram bruciata e l'impiego di un SSD. La principale utente di quel PC riesce comunque a fare qualche piccolo casino di tanto in tanto ma pazienza. Mi spiace per i tizi di cui sopra, anche loro avranno voluto in fondo solo divertirsi un po'... ma non si può avere tutto.
Questo per dire che se un PC o una lavagna digitale o quel che sia deve avere una funzione principale e assicurarla all'utenza, è abbastanza comprensibile che solo l'amministratore possa eseguirci sopra operazioni potenzialmente critiche come anche solo l'installazione di applicazioni, che può sì sembrare qualcosa di "easypeasy" terra terra, ma in realtà non lo è in generale.

Tornando in tema può essere che in qualche modo quella lavagna sia predisposta per leggere solo dispositivi rimovibili come chiavette USB che siano formattate nei più comuni filesystem che di solito sono proprio FAT32 o exfat. Per cui mi sa che non hai alternative se non quelle di adattarti alla situazione e scegliere ad esempio exfat che come è già stato scritto sopra dovrebbe superare le limitazioni di FAT32 e allo stesso tempo esser riconosciuto un po' ovunque da qualsiasi dispositivo. Alla fine la cosa importante è riuscire a passare il materiale dalla chiavetta alla lavagna.

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Re: Pendrive formattate su Linux non lette da dispositivi Android [SOLVED]

Messaggio da ilmich »

relativamente ad android si e no.. se da un lato il kernel linux lancia come primo processo il programma init (che su Slackware fa una cosa.. su debian altro e via dicendo) quindi nel caso di android parliamo di un sistema basato interamente su frambuffer (invece che roba più complessa del serve x) e l'init nn fa altro che avviare 4 cose predefinite.. restano di fatto sistemi simili ma con set di programmi chiaramente differenti.
per questioni di sicurezza e di utilita per l'utente finale android nn ha i classici comandi unix.. pero volendo puoi compilarli senza problemi (a che pro su un telefono è n'altro discorso)

lo sottolineo sicuramente per cose inutili nel contesto del post... pero sicuramente ci sono meno differenze fra android e Slackware rispetto ad android e un *BSD (dove li davvero l'architettura del sistema è differente)
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gian_d
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Re: Pendrive formattate su Linux non lette da dispositivi Android [SOLVED]

Messaggio da gian_d »

joe ha scritto:
mar 8 nov 2022, 19:51
Boh non entro nel merito per ignoranza. Ti dico la verità, ricordo lezioni interessanti e coinvolgenti apprese al primo colpo e impresse nella memoria in parte ancora oggi che erano tenute alla lavagna, quella nera coi gessi bianchi o al più qualcuno rosso e giallo. Allo stesso tempo ho ricordi di lavagne luminose e lucidi preparati in anticipo da chi spiegava... tutto molto più pulito e lineare, ma anche molto meno coinvolgente, col rischio anche di distrarsi più facilmente.
Non saprei se queste robe similtablet abbiano realmente una qualche utilità...
Alla fine la morale è sempre quella: non è tanto lo strumento quanto l'uso che se fa. L'efficacia di una metodologia didattica consiste nell'ottimizzazione dei protocolli di comunicazione e questi variano in funzione di un contesto strutturale e dinamico. Se si prescinde da questo presupposto qualsiasi buona intenzione è destinata a produrre una bolla di sapone.
Dal punto di vista della funzionalità, il dispositivo deve risultare funzionante, e per esperienza se si lascia che chiunque possa installarvi sopra applicazioni a gogò potrebbe anche non essere una buona idea. In un ufficio c'era sempre un PC in panne e guarda caso puntualmente un paio di tizi si davano un gran da fare per installarci sopra svariati tools di velocizzazione del PC (figurarsi) o anti malware a destra e a manca. Alla fine abbiamo risolto alla radice: creato account guest (era un win7) e account amministratore protetto da password.
Il risultato è che in svariati anni ci abbiamo messo mano un paio di volte per via di una ram bruciata e l'impiego di un SSD. La principale utente di quel PC riesce comunque a fare qualche piccolo casino di tanto in tanto ma pazienza. Mi spiace per i tizi di cui sopra, anche loro avranno voluto in fondo solo divertirsi un po'... ma non si può avere tutto.
Questo per dire che se un PC o una lavagna digitale o quel che sia deve avere una funzione principale e assicurarla all'utenza, è abbastanza comprensibile che solo l'amministratore possa eseguirci sopra operazioni potenzialmente critiche come anche solo l'installazione di applicazioni, che può sì sembrare qualcosa di "easypeasy" terra terra, ma in realtà non lo è in generale.
Conosco molto bene il contesto perché per anni, tra il 2000 e il 2008, ho gestito le strutture informatiche di una scuola: postazioni, rete locale, sito web, connessioni a internet, tutte mediate da un server proxy con Squid e Dansguardian che giravano in una Slackware. E l'ho fatto con un sistema dittatoriale: tolte alcune postazioni con Windows 98, le altre, tutte in dual boot con Windows 2000/XP e Slackware o Ubuntu, erano rigidamente sottoposte alla mia volontà. Solo io potevo metterci le mani e lo facevo a mio giudizio insindacabile. Colleghi e studenti storcevano un po' il naso, però sapevano bene, e lo riconoscevano, che potevano contare su di me per qualsiasi problema o esigenza, perché le cose funzionavano. Poi arrivò un nuovo preside che non era d'accordo con questa filosofia, fino a impormi di sbloccare gli accessi, sia i sistemi sia la connessione. Ho obbedito, contemporaneamente mi sono dimesso da un incarico, dopo un anno ho cambiato scuola a causa del clima conflittuale. Due anni dopo alcuni colleghi mi hanno confidato che si sentiva la mia mancanza perché le cose hanno iniziato ad andare a rotoli.
Tornando in tema può essere che in qualche modo quella lavagna sia predisposta per leggere solo dispositivi rimovibili come chiavette USB che siano formattate nei più comuni filesystem che di solito sono proprio FAT32 o exfat. Per cui mi sa che non hai alternative se non quelle di adattarti alla situazione e scegliere ad esempio exfat che come è già stato scritto sopra dovrebbe superare le limitazioni di FAT32 e allo stesso tempo esser riconosciuto un po' ovunque da qualsiasi dispositivo. Alla fine la cosa importante è riuscire a passare il materiale dalla chiavetta alla lavagna.
Per carità, il NTFS non me l'ha prescritto il medico, l'ho sempre usato per le pendrive perché non ho mai avuto problemi fino a oggi. Adesso che è stato individuato il problema mi adatto di conseguenza, per me usare la FAT32 non costituisce alcun limite. Non la uso per conservare film, il file più grosso che potrei avere ha poco più di un GB e in ogni caso non dovrei neppure trasferirlo perché quel file può essere gestito solo attraverso Qgis e quindi su un computer mio. I file che devo conservare nella chiavetta sono semplici scansioni dei libri di testo, immagini grafiche, slideshow in PDF e qualche filmato o altro file multimediale che al massimo potrà avere qualche decina di MB di peso. Roba che può tranquillamente transitare in FAT32, senza neppure bisogno dell'exfat

gian_d
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Re: Pendrive formattate su Linux non lette da dispositivi Android [SOLVED]

Messaggio da gian_d »

ilmich ha scritto:
mar 8 nov 2022, 21:08
relativamente ad android si e no.. se da un lato il kernel linux lancia come primo processo il programma init (che su Slackware fa una cosa.. su debian altro e via dicendo) quindi nel caso di android parliamo di un sistema basato interamente su frambuffer (invece che roba più complessa del serve x) e l'init nn fa altro che avviare 4 cose predefinite.. restano di fatto sistemi simili ma con set di programmi chiaramente differenti.
per questioni di sicurezza e di utilita per l'utente finale android nn ha i classici comandi unix.. pero volendo puoi compilarli senza problemi (a che pro su un telefono è n'altro discorso)

lo sottolineo sicuramente per cose inutili nel contesto del post... pero sicuramente ci sono meno differenze fra android e Slackware rispetto ad android e un *BSD (dove li davvero l'architettura del sistema è differente)
Non entro nel merito perché sono totalmente ignorante. Ho solo espresso la mia impressione, ovvero quella di una somiglianza a basso livello ma di una sostanziale differenza che rende ingestibile il sistema senza l'interfaccia grafica, almeno per le mie competenze: anche entrando nella shell di un android non saprei cosa farci e come farlo :-D
E aggiungo che non sono interessato a farlo. Sono vecchio e stanco, ho impiegato anni a familiarizzare con la Slackware e soddisfa tutti i miei bisogni. Tra qualche anno peraltro andrò in pensione e non avrò neppure il bisogno di tenermi aggiornato con queste diavolerie pseudodidattiche, Windows e Android li lascio a Microsoft e Google, l'unica contesto in cui me li troverò tra i piedi è un android che gira su un dispositivo che uso sostanzialmente come telefono. Per tutto il resto conterò solo sulla mia Slackware. Sperando di schiattare prima di Pat, altrimenti saranno dolori :-D

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