Software illegale per 7 imprese su 10
Inviato: mer 21 feb 2007, 12:34
http://www.pmi.it/software/news/370/sof ... su-10.html
solamente 200 controlli in tutta Italia?
solamente 200 controlli in tutta Italia?
menomale che sono stati solo 200 e non 2000 o 20.000 altrimenti avrebbero buttato giu l`economia .solamente 200 controlli in tutta Italia?
E, nell'articolo, se al posto di "pirateria" sostituiamo "OpenSource" le implicazioni economiche rimarrebbero invariate, o no?La pirateria non è soltanto un rischio per le imprese non in regola ma anche un notevole danno per il settore dell'informatica e per tutto il sistema economico. Secondo uno studio di IDC, infatti, se il tasso di pirateria in Europa (attualmente pari al 35%) diminuisse del 10% porterebbe il settore del software da 236 a 326 miliardi di euro, con il conseguente guadagno di 19 miliardi di euro per i sistemi fiscali nazionali e la creazione di circa 155.000 nuovi posti di lavoro.
Che non vedo cosa c'entri l'open source con la pirateria. In ogni caso l'open source crea ricchezza e lavoro, la pirateria vanifica invece il lavoro di molte persone.first ha scritto:E, nell'articolo, se al posto di "pirateria" sostituiamo "OpenSource" le implicazioni economiche rimarrebbero invariate, o no?
che ne pensate
il 99% del software di largo consumo non e' scritto in Italia, le implicazioni sono ovviefirst ha scritto:E, nell'articolo, se al posto di "pirateria" sostituiamo "OpenSource" le implicazioni economiche rimarrebbero invariate, o no?La pirateria non è soltanto un rischio per le imprese non in regola ma anche un notevole danno per il settore dell'informatica e per tutto il sistema economico. Secondo uno studio di IDC, infatti, se il tasso di pirateria in Europa (attualmente pari al 35%) diminuisse del 10% porterebbe il settore del software da 236 a 326 miliardi di euro, con il conseguente guadagno di 19 miliardi di euro per i sistemi fiscali nazionali e la creazione di circa 155.000 nuovi posti di lavoro.
che ne pensate
si, vedi mysql o trolltechMi rispondo da solo: programmi opensource dovrebbero prevedere licenze a pagamento se utilizzati in contesto extra-privato...
ma e' fattibile sta cosa?
Non proprio visto che si fa riferimento a meno entrate per il fiscomasalapianta ha scritto: il 99% del software di largo consumo non e' scritto in Italia, le implicazioni sono ovvie
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il software libero in un'economia come l'Italia genererebbe forte spinta in quanto non andrebbe a sottrarre quote di mercato ad aziende Italiane che producono software proprietario (perche' tali aziende in Italia non esistono, se non quelle che fanno software su commissione), creerebbe nuove opportunita' per aziende che volessero offrire customizzazioni di software libero, non sottrarrebbe mercato a chi fa assistenza, perche' la richiesta sarebbe la stessa e cambierebbe solo la piattaforma.first ha scritto:Non proprio visto che si fa riferimento a meno entrate per il fiscomasalapianta ha scritto: il 99% del software di largo consumo non e' scritto in Italia, le implicazioni sono ovvie
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tutto questo e' assolutamente irrilevante; se la tal ditta distribuisce tal software sotto tal licenza, o ne rispetti tutti i termini d'uso o eviti di usare quel software; chi ti costringe a usarlo? l'abitudine? cavoli tuoi, quando l'hai scelto avresti dovuto tener conto che ti saresti legato mani e piedi a quel produttore; se non sei stato previdente apri il portafogli e paghi, oppure migri, oppure e' giusto che la finanza ti faccia il c*lo a taralloLuci0 ha scritto:Comunque dalla mia esperienza ho notato che i software più installati a sbafo (piratato é una parola forte in quanto spesso le licenze sono presenti anche se in numero inferiore alle installazioni) sono spesso i vecchi Sistemi (.. non) Operativi Microsoft e gli Office senza attivazione, sia perchè spesso nelle ditte si tende a risparmare sull' hardware, e quindi é impossibile installare versioni recenti... Inoltre se si mettono su dei PC più recenti questi renderebbero inevitabilmente obsoleti quelli acquistati in precedenza, e quindi si tende ad reinstallare il sofware un pò obsoleto e conosciuto all'utente finale per evitare di trovarsi con un vistoso calo di produttività nell' ufficio dopo aver acquistato dei PC nuovi e più performanti!!!
Insomma da tempo gli interessi di Bill non coincidono più con gli interessi degli imprenditori ... che giustamente chiedono che ad un nuovo investimento corrisponda un aumento di produttività e un rinnovo parziale dei PC porterebbe sicuramente ad un peggioramento (forse solo temporaneo) della produttività. L' alternativa é la sostituzione di tutto il parco macchine e di tutto il software, soluzione che presenta sicuri costi economici e con un sicuro elevato rischio di calo di produttività a breve termine ... il risultato finale é davanti agli occhi di tutti !!!
Ho notato anche che per applicativi verticali come CAD, contabilità, e software specializzati dotati spesso di sistemi di protezione anche fin troppo vessatori, vengono acquistati regolarmente, e non costano poco, spesso bisogna pagare costi non indifferenti per il contratto di assistenza !!
Insomma la gente é disposta a pagare il software se é utile e produttivo, se é protetto dalla copie abusive e se ci sono vantaggi ad avere un supporto continuativo ...
Secondo voi Microsoft fornisce ed é eventualmente in grado di fornire pagando tutte queste cose ...!!!
masalapianta ha scritto:il software libero in un'economia come l'Italia genererebbe forte spinta in quanto non andrebbe a sottrarre quote di mercato ad aziende Italiane che producono software proprietario (perche' tali aziende in Italia non esistono, se non quelle che fanno software su commissione), creerebbe nuove opportunita' per aziende che volessero offrire customizzazioni di software libero, non sottrarrebbe mercato a chi fa assistenza, perche' la richiesta sarebbe la stessa e cambierebbe solo la piattaforma.first ha scritto:Non proprio visto che si fa riferimento a meno entrate per il fiscomasalapianta ha scritto: il 99% del software di largo consumo non e' scritto in Italia, le implicazioni sono ovvie
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Le entrate del fisco sono irrilevanti se confrontate alla spinta economica che avrebbe l'introduzione in massa del software libero nelle realta' pubbliche e private italiane