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Matematica: dimostrazione e sfida
Inviato: ven 18 mag 2007, 16:29
da Absolut
Ciao ragazzi. Allora vi pongo un problema e vorrei sapere se qualcuno di voi è in gradi di dimostrarlo. Prendiamo una superficie. Poi due punti esterni alla superficie A e B distinti.Considerando un vettore che parte da a e diretto verso la superficie, questo viene riflesso e giunge a B. Individua così un punto sulla puperficie diciamo C. Consideriamo la normale nel punto C, alla superficie stessa.
Sostengo che la superficie che minimizza il percorso da A a B e che contiene contemporaneamente il punto A, il punto B, e la normale alla superficie di riflessione nel punto C, è essere un piano.
Sapreste dimostrarlo!?
thanks! ciao!
Inviato: ven 18 mag 2007, 16:52
da albatrosla
Se ho ben capito, mi sembra che la cosa sia vera se la superficie riflettente il vettore è planare. Altrimenti, il vettore che giunge alla superificie e quello che ne diparte - così, senza dimostrazioni, ma ragionando in modo spiccio - non fanno necessariamente parte di un piano. Nel caso di superficie piana, invece, credo che i due vettori giacciano sullo stesso piano, ortogonale alla superficie di riflessione e cui compete anche il vettore ortogonale in C. Comunque, sono le 17 o quasi e il turno di lavoro sta finendo: non garantisco lo stato dei miei neuroni

Inviato: ven 18 mag 2007, 17:12
da elettronicha
Per 3 punti A, B, C nello spazio passa uno e un solo piano, ma non è detto che questo contenga la normale, ovvero sia parallelo alla normale, dipende dalle coordinate dei punti. quindi quanto vuoi dimostrare, secondo me, non è vero in generale.
Re: Matematica: dimostrazione e sfida
Inviato: ven 18 mag 2007, 18:35
da Eurialo
Io non ho capito benissimo quello che vuoi dire....
Allora... e' dato un piano, diciamo alpha, e due punti A e B giacenti entrambi in uno stesso semispazio aperto individuato da alpha. Consideriamo poi:
- una retta r passante per A e non parallela ad alpha, che incontra quindi tale piano in C;
- la retta s che passa sia per B che per C
- la retta t perpendicolare ad alpha in C
Poi non ho capito cosa intendi con:
slackvitto ha scritto:
Sostengo che la superficie che minimizza il percorso da A a B e che contiene contemporaneamente il punto A, il punto B, e la normale alla superficie di riflessione nel punto C, è essere un piano.
Vuoi forse dire che, detta v la retta che passa per A e per B, questa e' complanare alla retta t?
Attendo ulteriori delucidazioni!
Ciao!
Inviato: ven 18 mag 2007, 18:35
da lamarozzo
stai parlando di riflessione "fisica" del raggio vettore?
perche' la prima legge dell'ottica dice proprio quello che cerchi tu, ossia che raggio incidente, raggio uscente e normale al piano in cui avviene la riflessione devono essere coplanari. Questo vale anche se la superficie e' curva purche' abbia un piano tangente nel punto di riflessione.
Comunque la tua definizione di minima superficie non e' molto chiara. Forse intendi dire che il minimo percorso dei raggi e' quello che passa per una superficie che contiene anche la normale. In questo caso ti viene in aiuto il principio di Fermat che dice proprio che il cammino ottico deve essere minimo tra sorgente e ricevente (punti A e B).
scusa se sono stato piu' fisico e meno matematico, questione di declinazione professionale

Inviato: ven 18 mag 2007, 18:48
da elettronicha
lamarozzo ha scritto:stai parlando di riflessione "fisica" del raggio vettore?
perche' la prima legge dell'ottica dice proprio quello che cerchi tu, ossia che raggio incidente, raggio uscente e normale al piano in cui avviene la riflessione devono essere coplanari. Questo vale anche se la superficie e' curva purche' abbia un piano tangente nel punto di riflessione.
Io non ho supposto la riflessione fisica di campi elettromagnetici, ma una qualsiasi riflessione "storta"

, in cui un raggio può anche cambiare la sua direzione dopo essersi riflesso. ed è chiaro che un piano non possa contenere i 2 punti e la normale.
Inviato: ven 18 mag 2007, 19:37
da lamarozzo
in questo caso (riflessione storta) il punto C non e' piu' univoco perche' diventano infiniti (tutti i punti della superficie).
Il punto C della riflessione fisica (ammesso, data la superficie che si studia, che esista) e' quello che permette di minimizzare il percorso tra A e B ed il piano che contiene i raggi vettori contiene anche la normale.
Inviato: ven 18 mag 2007, 20:42
da pont
"Sostengo che la superficie che minimizza il percorso da A a B e che contiene contemporaneamente il punto A, il punto B, e la normale alla superficie di riflessione nel punto C, è essere un piano."
secondo me tutto questo problema è mal posto.
intanto non si capisce bene (ma si intuisce a malapena) cosa vuol dire "riflesso" . (io subito avevo preso, come superficie, un piano con A da una parte e B dall'altra).....
supponiamo che la superficie in questione sia un piano (lo chiamo "piano superficie") e che i punti A e B stiano dalla stessa parte.
comunque la strada più corta per andare da A a B passando per un punto C del piano superficie sta ovviamente su un altro piano (lo chiamo "piano soluzione").
per trovare questo piano soluzione devi considerare la direzione normale al piano superficie.
la direzione normale del piano superficie e del vettore che unisce i punti A e B generano le direzioni del piano soluzione.
una volta che ho le direzioni del piano soluzione mi trovo IL piano soluzione che è quello che passa per A e B .
piano soluzione e piano superficie intersecati mi danno una retta. su questa retta ci sarà il punto C che rende minimo il percorso ACB (si trova facendo la distanza euclidea di A e B dalla retta ..si individuano 2 punti A' e B' ...e C dovrebbe essere (A'-B')\2 ).
per le considerazioni sopra esposte il piano soluzione contiene la strada più corta ACB e anche la normale al piano superficie nel punto C
in questo caso (cioè quando la superficie in questione è un piano) avresti ragione ...se invece la superficie non è un piano allora questo ragionamento non vale più e in generale non è vero.....pensa ad una superficie fatta a forma di montagna con A da una parte e B dall'altra.....e adesso dimmi: che significato devo dare al termine "vettore riflesso" ?
spero di aver in quelche modo contribuito a fare un po' di chiarezza.saluti.
Inviato: ven 18 mag 2007, 20:47
da Toni
se lo vuoi dimostrato
fai 3 cose :
1 un disegno ben fatto
2 scrivi un ipotesi
3 una tesi
ciao
Inviato: ven 18 mag 2007, 20:47
da Absolut
Ho scritto bene mi sembra: il vettore parte da A, viene riflesso e giunge a B, è quindi avvio che i punti sono dalla stessa parte..
comunque, credo basti aplpicare la legge di Snellius - Cartesio e dovrebbe venire....
Inviato: ven 18 mag 2007, 20:52
da Toni
e poi un altra cosa
quando parli di superficie devi essere piu preciso,
esempio superfice puo essere una parte di piano
superfice puo essere un cilindro etc etc
Inviato: ven 18 mag 2007, 20:53
da Absolut
il_notturnista ha scritto:e poi un altra cosa
quando parli di superficie devi essere piu preciso,
esempio superfice puo essere una parte di piano
superfice puo essere un cilindro etc etc
intendevo qualsiasi superficie
Inviato: ven 18 mag 2007, 22:00
da lamarozzo
scusami ma non si capisce proprio. Cosa intendi per una superficie che minimizza un percorso? Il percorso è fissato perchè stai dicendo che si va da A a B attraverso C mediante vettori, cioè percorsi rettilinei, quindi non ci sta proprio nulla da minimizzare.
Poi dici che basta applicare la legge di Snell. Allora stai parlando proprio di riflessione ottica! Quindi per dimostrare che i vettori AC,CB e la normale sono coplanari basta prendere un qualunque testo di fisica e vedere la dimostrazione della I legge dell'ottica geometrica!
Se non ho capito cosa intendi, fammi sapere più precisamente qual è quadro della situazione.

Inviato: ven 18 mag 2007, 22:51
da Absolut
Per l'esattezza per tre punti ci passa un piano ma nn solo, anche una superficie curva ad esempio. In quest'ultimo caso la distnza tra i tre putni non sarebbela minima gisuto!?
quindi dovrebbe essere un piano. ma questo contine però la normale alla superficie!? secondo me si...
Inviato: ven 18 mag 2007, 23:14
da albatros
Ma vuoi ricavare la legge della riflessione dal principio di Fermat?