Considerazioni su GoogleEarth 4.2 e il closedsource.
Inviato: dom 26 ago 2007, 15:36
Non so se avete provato GoogleEarth 4.2 con tutte le nuove funzionalità come, ad esempio, la possibilità di guardare la sfera celeste da qualunque punto della Terra.
Tutto bellissimo ma ... c'è un evidente problema che si chiama closedsource!
Quelli di Google si ostinano a non rilasciare il codice sorgente e il risultato è che GoogleEarth è un programma straordinario con il difetto però di essere scritto con i piedi; e così, una notevole quantità di schede video, anche relativamente potenti, non risultano supportate.
Come sappiamo, tutte le applicazioni opensource (o anche parzialmente opensource) per Linux, basate sulle OpenGL, girano tranquillamente su qualunque scheda video dotata di accelerazione 3D; basti pensare ad esempi come Celestia, Stellarium, Quake, etc.
Con GoogleEarth la situazione è completamente differente; un ristretto numero di fortunati (o quasi) possessori di alcuni modelli di schede video (nVidia, ATI e Matrox, etc) riescono a far partire questo programma con risultati spesso piuttosto deludenti.
Con certe schede video (Matrox Millennium) si riesce a far partire il programma solo in modalità 16 bpp, mentre con altre vengono supportati i colori a 32 bpp ma si ottengono prestazioni scarsissime.
La scusa fornita da Google è che GoogleEarth sfrutta particolari servizi OpenGL presenti solo sulle schede video dell'ultima generazione; la realtà però è che Google, pur di non fornire il codice sorgente di GoogleEarth installa proprie librerie come le glibc e libGLU. In sostanza, GoogleEarth sotto Linux sfrutta solo in minima parte (e in modo pesssimo) l'accelerazione grafica fornita dalla propria scheda video.
Nel mio caso (GeForce 7600GS, CPU Dual Core AMD64 X2 4200+, kernel 2.6.22 SMP), Quake 3 Arena a 1280x1024, 32 bpp, triple buffering, texture detail high, etc, gira ad una media di 500 FPS; invece, GoogleEarth 4.2 durante la rotazione del globo mi manda ogni tanto la CPU al 140% (una cosa mai vista) e rallenta notevolmente per poi riprendersi.
E la situazione sta peggiorando di versione in versione; con la precedente 4.1 le prestazioni erano almeno decenti.
Grazie all'opensource, Google si sta ormai avviando a surclassare il colosso Microsoft; come al solito, però, si sfrutta l'opensource solo per l'aspetto affaristico ma non ci si preoccupa minimamente di rispettare la filosofia del codice aperto e libero.
Come è successo per altri programmi closed, il rilascio del codice sorgente ha permesso di ottenere enormi miglioramenti in termini di prestazioni e funzionalità; sarebbe opportuno che anche Google andasse in quella direzione visto che ormai la situazione sta diventando sempre più insostenibile.
Tutto bellissimo ma ... c'è un evidente problema che si chiama closedsource!
Quelli di Google si ostinano a non rilasciare il codice sorgente e il risultato è che GoogleEarth è un programma straordinario con il difetto però di essere scritto con i piedi; e così, una notevole quantità di schede video, anche relativamente potenti, non risultano supportate.
Come sappiamo, tutte le applicazioni opensource (o anche parzialmente opensource) per Linux, basate sulle OpenGL, girano tranquillamente su qualunque scheda video dotata di accelerazione 3D; basti pensare ad esempi come Celestia, Stellarium, Quake, etc.
Con GoogleEarth la situazione è completamente differente; un ristretto numero di fortunati (o quasi) possessori di alcuni modelli di schede video (nVidia, ATI e Matrox, etc) riescono a far partire questo programma con risultati spesso piuttosto deludenti.
Con certe schede video (Matrox Millennium) si riesce a far partire il programma solo in modalità 16 bpp, mentre con altre vengono supportati i colori a 32 bpp ma si ottengono prestazioni scarsissime.
La scusa fornita da Google è che GoogleEarth sfrutta particolari servizi OpenGL presenti solo sulle schede video dell'ultima generazione; la realtà però è che Google, pur di non fornire il codice sorgente di GoogleEarth installa proprie librerie come le glibc e libGLU. In sostanza, GoogleEarth sotto Linux sfrutta solo in minima parte (e in modo pesssimo) l'accelerazione grafica fornita dalla propria scheda video.
Nel mio caso (GeForce 7600GS, CPU Dual Core AMD64 X2 4200+, kernel 2.6.22 SMP), Quake 3 Arena a 1280x1024, 32 bpp, triple buffering, texture detail high, etc, gira ad una media di 500 FPS; invece, GoogleEarth 4.2 durante la rotazione del globo mi manda ogni tanto la CPU al 140% (una cosa mai vista) e rallenta notevolmente per poi riprendersi.
E la situazione sta peggiorando di versione in versione; con la precedente 4.1 le prestazioni erano almeno decenti.
Grazie all'opensource, Google si sta ormai avviando a surclassare il colosso Microsoft; come al solito, però, si sfrutta l'opensource solo per l'aspetto affaristico ma non ci si preoccupa minimamente di rispettare la filosofia del codice aperto e libero.
Come è successo per altri programmi closed, il rilascio del codice sorgente ha permesso di ottenere enormi miglioramenti in termini di prestazioni e funzionalità; sarebbe opportuno che anche Google andasse in quella direzione visto che ormai la situazione sta diventando sempre più insostenibile.