Moltissimi dei mali del nostro paese hanno la loro origine a scuola.
Ciò che si è imparato a scuola rimane impresso nella memoria per tutta la vita e non mi riferisco alla storia ed alla geografia (che spesso durano il tempo di un'interrogazione), quanto, piuttosto, alle relazioni sociali, alle ideologie, ai valori... Io mi vanto di avere avuto un'ottima insegnante alle elementari, la quale mi ha fatto capire l'importanza di determinate cose, mi ha inculcato la repulsione verso altre, mi ha insegnato la tolleranza, la considerazione degli altri e, oltretutto, mi ha fatto imparare anche le suddette storia e geografia, facendomi cogliere lo spunto interessante, l'argomento curioso, l'aneddoto storico, tutto ciò insomma che potesse stuzzicare l'immaginazione di un bambino. La scuola, prima di tutto dovrebbe essere questo e, invece, mi pare che stia andando sempre più verso una sclerotizzazione retorica ed insulsa, con ripetute riforme decisamente peggiorative...
eclettismo o specializzazione?
Il problema non penso consista tanto da come vogliamo definire i voti, da quanti anni debba durare l'uno o l'altro ciclo scolastico oppure se i bambini debbano andare in prima elementare a cinque anni, tre mesi e quattro giorni piuttosto che a sei... Il problema principale, secondo me, è quello di stabilire cosa vogliamo dalla scuola. Dimentichiamo forse che la scuola non è altro che la fonte originale di una società? È lì che nascono le professionalità con cui avremo tutti a che fare, i nostri medici come i nostri meccanici, i nostri avvocati come i nostri poliziotti... Insomma, la credibilità di una nazione nasce e cresce nella sua scuola e non mi pare che il nostro paese brilli in credibilità...
La presunzione della scuola così com'è è quella, secondo me, di voler insegnare troppe cose, col risultato che, in effetti, se ne insegnano ben poche. Sembra il destino della mia vita: voler fare troppe cose per poi non saperne fare nemmeno una veramente bene... Comunque, ecco la mia proposta:
* le scuole dovrebbero essere veramente riformate in senso specialistico, già dalle cosiddette medie; ogni scuola avrebbe un piano di studi finalizzato alla formazione di determinate professionalità, non trascurando, naturalmente, le nozioni base della cultura generale; dovrebbero naturalmente esistere anche scuole interdisciplinari...;
* durante le elementari (età da stabilire con criteri pedagogici...), si rileverebbero, anche ripetutamente, le potenzialità dei bambini, magari mediante adeguati test psico-attitudinali;
* in base a queste rilevazioni, si individuerebbe, a priori, l'indirizzo preferenziale per ognuno di loro, destinando alle scuole interdisciplinari i soggetti che si rivelassero più eclettici; naturalmente l'indirizzo non dovrebbe essere imposto, ma certamente incentivato...
Credo che avremmo una scuola quantomeno più efficace. Con un corso di studi così personalizzato, le professionalità uscenti sarebbero veramente credibili.
strumenti
Chi non si è perlomeno infastidito nel constatare il peso, sia reale che economico dei libri che i nostri bambini sono costretti a portare sulle loro spalle? A chi non è almeno balenato il sospetto di una qualche speculazione in mezzo a tanta carta stampata? Chi non si è mai chiesto perchè, per una sola materia, bisogna spesso comprare tanti libri?
Oggi si fa un bel parlare di informatica nella scuola... Ma a nessuno è venuto in mente che, con l'informatica potremmo risolvere alla grande i suddetti problemini? Ecco cosa farei io: via tutti i libri (con un notevole risparmio, tra l'altro, di carta) e pc portatile per tutti! Il nostro bravo studente andrebbe a scuola con quell'unico peso; arrivato a scuola, lo collegherebbe alla LAN e da lì accederebbe a tutti i testi, memorizzerebbe le lezioni per casa, svolgerebbe i compiti... Insomma tutte le attività si svolgerebbero sul portatile. Naturalmente, ogni tanto bisognerebbe anche scrivere a manina , non fosse altro che per non perdere l'abitudine

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- Chi comprerebbe il portatile?
Bella domanda... Io penserei inizialmente ad un tandem: acquisto privato, magari con finanziamento agevolato, e consistente contributo statale.