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Re: la strada del sistemista linux/unix

Inviato: sab 2 gen 2021, 19:53
da F4B1CK
lablinux ha scritto:
gio 31 dic 2020, 11:23
magari la presenza è richiesta una volta al mese. Puoi tranquillamente lavorare da remoto, è una condizione anomala quella italiana dove il lavoro da remoto è poco considerato.
Con la pandemia, è da mazro che lavoro da remoto (svillupatore IT). Anche i sistemisti lavorano da remoto. L'azienda (più di 200 persone) ha faticato le prime settimane ad organizzare e ampliare le connessioni ma ormai è lo standar.
Non so se finità l'emergenza Covid rientreremo in sede o meno. La mia speranza, come quella di altri colleghi, sarebbe un mix, 2 giorni in sede e tre da remoto.

PS la 'fregatura' di lavorare da remoto è che non ci sono straordinari, mi è capitato di lavorare anche di domenica praticamente a gratis
Da me capita anche con il lavoro in sede. Spesso e volentieri, dato che risultano sempre presenti emergenze imprescindibili (ovvero non hanno saputo gestire i tempi di rilascio o gli accordi con il cliente e ci andiamo di sotto noi di sistemi). Cosa che però a breve cercherò di far capire a chi di dovere, oppure a farmela pagare come si deve.

Tutto il mondo è paese

Re: la strada del sistemista linux/unix

Inviato: sab 2 gen 2021, 19:57
da F4B1CK
rik70 ha scritto:
gio 31 dic 2020, 13:37
La fregatura vera di tutta questa faccenda è che prima o poi le aziende italiane capiranno che da remoto un lavoratore che so... indiano... costerà 'n' volte meno di uno "autoctono".

E in un sistema nel quale per restare "competitivo" devi per forza far leva sul costo del lavoro(ormai dopo 20 anni possiamo darlo per assodato) il conto è presto fatto.

Perdonate la ventata di ottimismo.
Finché l'Italia sarà gestita da manager che non guardano alla qualità del lavoro, ma al costo, andrà così. Come citava BRG, è vero che il software di bordo del Boeing 737 MAX è stato fatto da remoto dagli indiani, ma è anche vero che ha causato incidenti non di poco conto perché c'erano bug gravi e non erano stati fatti i test opportuni.

Se chi comanda non capisce questo, offrendo ai propri clienti in primis qualità, le aziende italiane di fatto diventeranno delle succursali dell'india con gli stessi standard qualitativi (ovviamente senza fare di tutta l'erba un fascio, ci sono ovunque persone estremamente preparate, ma quelle si pagano anche se sono di nazionalità estera)