Free as in Freedom
Moderatore: Staff
Regole del forum
1) Citare sempre la versione di Slackware usata, la versione del Kernel e magari anche la versione della libreria coinvolta. Questi dati aiutano le persone che possono rispondere.
2) Per evitare confusione prego inserire in questo forum solo topic che riguardano appunto Gnu/Linux in genere, se l'argomento è specifico alla Slackware usate uno dei forum Slackware o Slackware64.
3) Leggere attentamente le risposte ricevute
4) Scrivere i messaggi con il colore di default, evitare altri colori.
5) Scrivere in Italiano o in Inglese, se possibile grammaticalmente corretto, evitate stili di scrittura poco chiari, quindi nessuna abbreviazione tipo telegramma o scrittura stile SMS o CHAT.
6) Appena registrati è consigliato presentarsi nel forum dedicato.
La non osservanza delle regole porta a provvedimenti di vari tipo da parte dello staff, in particolare la non osservanza della regola 5 porta alla cancellazione del post e alla segnalazione dell'utente. In caso di recidività l'utente rischia il ban temporaneo.
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sir_alex
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- Iscritto il: lun 21 mar 2005, 0:00
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In generale io sono d'accordo con malasanapianta, volevo aggiungere che ho letto il libro e concordo abbastanza nel dire che rms è un po' estremista, e lo è perchè rifiuta completamente il software proprietario; io mi sento un po' più dalla parte di torvalds, ovvero se esiste un software proprietario buono, non vedo erchè non prenderne atto; non è un delitto usarlo, mentre secondo me è stupido rifiutare completamente la cosa solo perchè proprietaria... certo, una volta preso atto di questo, magari mi precipito a migliorarne la controparte sotto gpl, ma questa si chiama concorrenza. E non la vedo così male, se fatta come si deve (senza monopoli di sorta...
!
- gallows
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Questo rappresenta IMO il pensiero di massima di Torvalds e sono d'accordo a metà.In merito al celebre flame su BitKeeper, Linus Torvalds ha scritto:"Would I prefer to use a tool that didn't have any restrictions on it for kernel maintenance? Yes. But since no such tool exists, and since I'm personally not very interested in writing one, _and_ since I don't have any hangups about using the right tool for the job, I use BitKeeper.
È vero, se non esiste un prodotto free (inteso come software libre) per fare una certa cosa *non* è uno scandalo usarne uno closed o non-free. Però provare a scriverlo (in questo caso e simili) secondo me è un dovere morale verso la comunità. (Che diamine, stiamo parlando di gente che scrive driver!!)
Stallman forse è un po' estremista, ma a me piace così. È una delle persone che stimo di più in assoluto e gli siamo _tutti_ debitori.
- masalapianta
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gia, peccato che ora che esistono tool liberi come svk+subversion o gnu arch che fanno quello che serve a Torvalds (ad esempio sviluppo con repository distribuiti) continui ad usare bitkeeper.gallows ha scritto:Questo rappresenta IMO il pensiero di massima di Torvalds e sono d'accordo a metà.In merito al celebre flame su BitKeeper, Linus Torvalds ha scritto:"Would I prefer to use a tool that didn't have any restrictions on it for kernel maintenance? Yes. But since no such tool exists, and since I'm personally not very interested in writing one, _and_ since I don't have any hangups about using the right tool for the job, I use BitKeeper.
gia, se anche Stallman avesse ragionato come Torvalds, avrebbe usato il driver proprietario per la famosa stampante e oggi non esisterebbe GNU/LinuxÈ vero, se non esiste un prodotto free (inteso come software libre) per fare una certa cosa *non* è uno scandalo usarne uno closed o non-free. Però provare a scriverlo (in questo caso e simili) secondo me è un dovere morale verso la comunità. (Che diamine, stiamo parlando di gente che scrive driver!!)
mah, non lo so ... penso che la vera spinta stallman l'abbia avuta nel periodo della lisp machine ...masalapianta ha scritto: gia, se anche Stallman avesse ragionato come Torvalds, avrebbe usato il driver proprietario per la famosa stampante e oggi non esisterebbe GNU/Linux
comunque sono curioso di vedere cosa accadrà quando (e se) HURD sarà maturo . Prevedo scintille ...
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sir_alex
- Linux 3.x

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Bè secondo me hurd sono al cazzeggio, dicano quel che dicano... in fondo, saranno 15 anni che ci lavorano? E non è ancora pronto, quantomeno esiste una versione accompagnata a debian ma un kernel a posto non credo lo sia ancora... e a me pare si siano in fondo adagiati sugli allori, ovvero ormai il kernel ce l'hanno per i loro scopi, è sotto gpl, buona notte. No?
- absinthe
- Iper Master

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scusa se ribadisco ma lo sviluppo software non è il mio campo: si sta dicendo che in sostanza il 90% dell'attività di programmatore è fondamentalmente un lavoro a progetto dove si realizza un prodotto su commissione.
In sostanza si pattuisce un compenso ed al termine del lavoro (semplificando il discorso eliminado penali etc...) il programmatore viene pagato ed a quel punto viene rilasciato il programma. ho ben capito? se è così credo che allora si possa mangiare anche con la gpl.
rimane un fatto: e se il committente non accetta un software in gpl? ad esempio: io sto lavorando ad un sistema prototipale (quindi non sviluppo di applicativi stand-alone) su commissione. Il proponente è però un privato che ha intenzione di brevettare l'idea -in pratica ha avuto l'idea, ci mette i soldi ma non ha le competenze- e non vorrebbe spiattellare in giro tutto il lavoro commissionato. cosa potrei dire per convincerlo a farmi rilasciare il codice sotto gpl? chiedo perchè io i soldi dopo il lavoro li prendo comunque ed in effetti nel giro di pochi mesi dal "rilascio" sono quello che meglio potrà "hackerare" il codice, fornendo garanzie di "monopolio di mercato" nel brevissimo periodo, però il committente in pratica si ritrova a pagare lo sviluppo di un progetto sperimentale che poi sarebbe di pubblico dominio (è vero che l'hacking richiede tempo... ma anche ricerca+sviluppo sono molto costosi e forse richiedono più soldi di quelli necessari per pagare un hacker che mantenga il progetto per conto terzi).
per capirci: anche lo sviluppo di prodotti sperimentali che richiede molti fondi per la ricerca può giovarsi della GPL (lato committente intendo)?
scusate l'eventuale confusione,
M.
In sostanza si pattuisce un compenso ed al termine del lavoro (semplificando il discorso eliminado penali etc...) il programmatore viene pagato ed a quel punto viene rilasciato il programma. ho ben capito? se è così credo che allora si possa mangiare anche con la gpl.
rimane un fatto: e se il committente non accetta un software in gpl? ad esempio: io sto lavorando ad un sistema prototipale (quindi non sviluppo di applicativi stand-alone) su commissione. Il proponente è però un privato che ha intenzione di brevettare l'idea -in pratica ha avuto l'idea, ci mette i soldi ma non ha le competenze- e non vorrebbe spiattellare in giro tutto il lavoro commissionato. cosa potrei dire per convincerlo a farmi rilasciare il codice sotto gpl? chiedo perchè io i soldi dopo il lavoro li prendo comunque ed in effetti nel giro di pochi mesi dal "rilascio" sono quello che meglio potrà "hackerare" il codice, fornendo garanzie di "monopolio di mercato" nel brevissimo periodo, però il committente in pratica si ritrova a pagare lo sviluppo di un progetto sperimentale che poi sarebbe di pubblico dominio (è vero che l'hacking richiede tempo... ma anche ricerca+sviluppo sono molto costosi e forse richiedono più soldi di quelli necessari per pagare un hacker che mantenga il progetto per conto terzi).
per capirci: anche lo sviluppo di prodotti sperimentali che richiede molti fondi per la ricerca può giovarsi della GPL (lato committente intendo)?
scusate l'eventuale confusione,
M.
