La scuola in Italia: situazione inaspettata?
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- targzeta
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Re: La scuola in Italia: situazione inaspettata?
Io non sono molto d'accordo con l'ultimo punto, lo zaino pesante. Nell'età dello sviluppo non si dovrebbero portare dei pesi sproporzionati sulla schiena. Dall'altra parte neanche gli e-book mi piacciono come soluzione. Che fare? Io opterei per gli armadietti.
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Re: La scuola in Italia: situazione inaspettata?
Guarda Spina, quelli della mia (forse anche tua) generazione sono tutti sani e robusti. I bambini di oggi sono gracili da fare schifo, proprio perche' essendo l'eta' dello sviluppo il fisico deve svilupparsi. Ossa e muscoli devono imparare a essere sotto pressione e crescere. E sicuro non lo fanno con un iPad. 10 chili sulle spalle fanno solo che bene.
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Re: La scuola in Italia: situazione inaspettata?
Concordo, ecco perchè per quanto mi riguarda gli istituti professionali non hanno molto senso.Paoletta ha scritto:anche io concordo in pieno con EmaDaCuz, in particolare sul discorso sulle materie astratte: una buona versione di greco non serve a nulla, ma e' un ottimo esercizio mentale! Se gli studenti a scuola non imparano a far lavorare la testa cosa ci vanno a fare?
Se si va a scuola è per imparare l'italiano, la matematica e un po di lingue straniere.
Se poi vuoi fare il meccanico o l'operaio, farai fuori esperienza, avendo così le capacità
di districarti nei problemi quotidiani con più facilità.
Nove persone su dieci non sanno leggere una busta paga, questo è a dir poco imbarazzante.
Alla posta un ragazzo di 25 anni davanti a me non sapeva dove mettere la firma, una scena tristissima da vedere nel 2010.
Giardiniere, meccanico, idraulico, architetto, serve tutto nella vita, ma una buona istruzione di base è d'obbligo anche per
chi spala terra dalla mattina alla sera.
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Re: La scuola in Italia: situazione inaspettata?
Sono punti di vista. Io credo che per sviluppare il corpo ci voglia del sano sport fatto bene. Penso che portare troppo peso sulla schiena non faccia bene al fisico, soprattutto durante l'età dello sviluppo.EmaDaCuz ha scritto:Guarda Spina, quelli della mia (forse anche tua) generazione sono tutti sani e robusti. I bambini di oggi sono gracili da fare schifo, proprio perche' essendo l'eta' dello sviluppo il fisico deve svilupparsi. Ossa e muscoli devono imparare a essere sotto pressione e crescere. E sicuro non lo fanno con un iPad. 10 chili sulle spalle fanno solo che bene.
Dire che quelli delle nostre generazioni sono sani e robusti mentre quelli delle generazioni attuali sono gracili mi sembra una generalizzazione debole che non ha comunque nulla a che vedere con il problema del peso dello zaino. Infatti ci possono essere molti fattori per cui, ammesso che sia come dici, oggi i ragazzi sono più fragili; ad esempio il fatto che molti passano il loro tempo davanti alla PS3 invece che andare a giocare fuori.
Emanuele
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Re: La scuola in Italia: situazione inaspettata?
Sono nato nel '91 quindi non penso di appartenere alla vostra generazione. E mi sono anche diplomato quest'anno (quindi ho vissuto la situazione scolastica attuale da vicino). Eppure sono abbastanza robusto (mi hanno persino messo a dieta)EmaDaCuz ha scritto:Guarda Spina, quelli della mia (forse anche tua) generazione sono tutti sani e robusti.
A parte gli scherzi: non è con lo zaino pesante che i ragazzi si irrobustiscono. A volte si comprano e si fanno portare libri inutili che neanche si usano. Ho libri richiesti che ho acquistato e che stanno ancora imballati. L'educazione fisica (almeno nella mia scuola) (spina siamo conterranei
Per quanto riguarda le materie astratte: non devono essere bandite, ma nemmeno imposte. Deve essere l'alunno a scegliere cosa imparare. Se a me la filosofia non interessa (non a tutti può piacere, come qualsiasi cosa) non devo sentirmi obbligato a studiarla. Se uno è un genio in matematica ma una frana in latino (non è vero quel che si dice, cioè: se sei bravo in matematica sei bravo in lettere classiche sono due cose completamente diverse tra loro. Tra l'altro chi esce da un classico di matematica sa poco e niente) perchè deve studiarlo? Tanto per sprecare tempo? Tempo che potrebbe occupare approfondendo le sue conoscenze e magari un giorno diventare qualcuno. Purtroppo la scuola non deve essere uno strumento dedito all'inculcare nozioni. Ma deve essere un valido strumento che permette alle persone di trovare il loro giusto percorso di studi che li porti a diventare produttivi e competitivi nel campo scelto. Questa scuola cerca di creare una società di intellettuali che sanno tutto, ma questo è impossibile. Ognuno ha degli interessi particolari e non può essere costretto a studiare cose che dimenticherà nel giro di un mese. Ognuno deve essere libero di studiare le materie che lo interessano; senza essere fermato perchè ha lacune in altre materie. Non dimentichiamoci che Einstein è stato bocciato più volte e per di più era un asino in matematica (i conti li faceva la moglie). Eppure è stato un fisico di importanza cruciale. Se fosse nato in questo paese con questa scuola, di sicuro sarebbe un contadino o un disoccupato...perchè non lo si riterrebbe idoneo.
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Re: La scuola in Italia: situazione inaspettata?
Verissimo. Ne ho alcuni delle mie figlie ancora col cellophane e addirittura con il nomeatomix600 ha scritto:... A volte si comprano e si fanno portare libri inutili che neanche si usano. Ho libri richiesti che ho acquistato e che stanno ancora imballati...
appiccicato sopra dal libraio!
E non si riesce nemmeno a venderli, visto che ormai la gente è smaliziata e quei libri non
li compra più...
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Re: La scuola in Italia: situazione inaspettata?
Qui casca l'asino.atomix600 ha scritto:[Ognuno ha degli interessi particolari e non può essere costretto a studiare cose che dimenticherà nel giro di un mese. Ognuno deve essere libero di studiare le materie che lo interessano; senza essere fermato perchè ha lacune in altre materie.
1- Non e' l'aneddoto che e' importante, cio' che conta e' il percorso che si fa per arrivare all'aneddoto. E' quello che ti resta dentro. Per il resto c'e' il libro o il manuale, che nella vita potrai sempre consultare in qualsiasi occasione. Io non mi ricordo, ad esempio, la formula di struttura del Saquinavir, ma so che essendo un farmaco contro la HIV proteasi deve avere certe caratteristiche e so perche' un gruppo funzionale e' messo li'. Se mi serve proprio la formula, cerco Saquinavir su Google ed ho risolto. Stesso discorso per filosofia, non mi interessa conoscere la storia del Velo di Maya di Schopenhauer, quanto piu' che altro sono felice di sapere che qualcuno prima di me ha pensato, tramite un percorso ben piu' articolato del mio semplice empirismo, che il mondo come appare e' una visione distorta della realta'. E sono felice di comprendere questo percorso, di rendermi conta che le idee possono essere sviluppate. Tanto per dire, ho scritto Velo di Maya (la prima cosa che mi e' venuta in mente), ma non mi ricordavo esattamente cosa fosse. Mi e' bastato cercare su Google e voila'. Ho letto ed ho interpretato, perche' la mia esperienza mi ha portato a capire il percorso di sviluppo dell'idea. Se avessi soltanto avuto la nozione, Velo di Maya sarebbero solo tre parole messe in croce anche dopo un'approfondita lettura dell'argomento.
2- Nessuno di ferma se non sai qualcosa. Questo e' perche' esistono diversi tipi di indirizzi. Nessuno ad liceo classico verra' bocciato perche' in matematica non e' una cima. Come probabilmente in un istituto professionale e' piu' importante saper avvitare un bullone che conoscere l'inglese... Ma una conoscenza di base, come quella impartita dalle scuole di oggi, e magari anche critica e ragionata, cosa che dovrebbe essere la normalita', e' richiesta dalla societa'. Altrmenti di cosa parliamo? Di cosa ragioniamo? Di fuffa? Ed allora non lamentiamoci del livello della nostra TV, per la quale la cultura e il ragionamento sembrano tabu'.
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Re: La scuola in Italia: situazione inaspettata?
1-Giustissimo! Giusto al 100%! Sapessi quanto migliorerebbe ciò nel rendimento, cambiare anche aria non fa mai male! Si conoscono posti diversi, si parte, si cresce, si esplora... Non così! Io sinceramente partirei fuori da Palermo(anche perché c'è gente "troppo" schiacciata, è impossibile che giro la testa da un lato e vedo quello che squaglia, l'altro che lecca e l'altro che ha già finito e fuma). È impossibile che in un istituto viene detto 2 mesi prima in una circolare che verrà la polizia cinofila un giorno x, e poi i professori vanno a dire agli alunni che arriveranno la settimana prossima.Mobilità interscolastica. Mi piacerebbe vedere studenti del nord andare al sud e quelli del sud andare al nord. Secondo me fare esperienze fuori dal proprio luogo natio ci renderebbe più umili e più rispettosi verso gli altri e verso le altre culture. Sinceramente trovo orribile essere etichettati come "polentoni" o come "terroni" (o magari anche peggio come "porci") ed essere giudicati solo per quello che si è e non per quello che si fa.
Ovviamente la cosa andrebbe fatta bene, non significa semplicemente "spedire" i ragazzi in altre situazioni, ma obbligarli ad interagire con altri ragazzi di origini diverse, farli "lavorare" insieme.
2-Sono al secondo anno dell'I.T.I.S. A.Volta, il biennio è uguale per tutti... Mi trovo a trovare materie che non mi troverò mai più nella vita e sinceramente ho anche paura di essere rimandato a fine anno... Una materia di queste è: Tecnologia! Non sono capace a fare tutte queste linee, diversi segmenti, linee parallele e tutti sti casini, non mi interessa, non voglio farli, è un rifiuto personale che ho... Farei volentieri chimica, farei volentieri informatica e per ora l'unica cosa che abbiamo fatto da 2 anni è giocare coi giochini in flash e non solo, se avessimo voluto fare un po di ricerche non avremmo potuto! Persino slacky.eu era bloccato da dansguardian e non volevo nemmeno smanettarci con quei computer di cacca, perciò mi accontentavo, chiudevo gli occhi e tiravo avanti e mi facevo i fatti miei, andava a finire a scherzo. Ora mi ritrovo una professoressa nana, iper-cattolica, odiosa al 100% che quando chiedo di scendere in laboratorio ti sputa in faccia, gente ignorante e non aggiornata, se fai anche un discorso etico e metti in ballo la M-Teoria ti prendono a parole perché pensano che siano tutte frottole(che considero più reale della storiella dell'arcangelo gabriele). Io da grande non voglio fare né l'architetto, né il chimico, né il fisico e nemmeno l'economista!(Diritto ed Economia è una materia che considero poco utile a parer mio, per diversi motivi, ma poi si va OT).
3-Laboratori non funzionanti, siamo senza gas in aula di chimica! A volte non possiamo nemmeno fare degli esperimenti perché manca il GAS a scuola.
4-Mi giro e vedo crocifissi ovunque.
5-Gite non ne facciamo i primi anni...
6-Ho paura che le scuole vengano trasformate in private! La scuola deve essere statale...
7-La scuola è troppo generalizzata, il sistema è sbagliato, vorrei un sistema un po più soggettivo, non dico che voglio studiare quello che mi piace, ma nemmeno trovarmi una scuola troppo generalizzata con pochi rami e che verranno raggiunti dopo 2 anni almeno...
Mi sto trovando un po in difficoltà per ora, troppi libri di testo, troppi casini, il professore ormai non è più un professore per noi studenti, ha la figura del nemico... E non capisco perché NOI alunni dobbiamo vedere i professori come nemici e perché i professori devono fare lo stesso con noi, troppo nostalgici di qualcosa che non esiste più, i tempi cambiano, le annate cambiano, gli alunni cambiano, le tecnologie cambiano, trovo gente incompetente ed ottusa, ma non solo a scuola... Ma vorrei che le cose cambiassero, ma non so come e nemmeno quando... Ma non penso nemmeno che quello che chiedo è troppo o meglio:
-Occasione di partire, e di spostarsi nel territorio italiano, come l'esercito insomma...
-Gente un po più aggiornata, anche nei modi di fare.(L'Italia è forse uno dei paesi che ha più professori "anziani").
-Meno spese.
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Re: La scuola in Italia: situazione inaspettata?
Questo discorso mi ricorda le questioni che mi sono posto a mio tempo quando ho iniziato le superiori in un istituto tecnico industriale ed ero "affamato" di informatica (visto che alle elementari ed alle medie non si era affrontata minimamente). Domande del tipo :"A che mi serve saper limare un pezzo di ferro fino a che non è piatto e non c'è l'intreccio, visto che non voglio specializzarmi in meccanica?" mi sono balenate in testa più e più volte durante il primo biennio (comune a tutti) senza arrivare a capirne il motivo e criticando la situazione.atomix600 ha scritto: Per quanto riguarda le materie astratte: non devono essere bandite, ma nemmeno imposte. Deve essere l'alunno a scegliere cosa imparare. Se a me la filosofia non interessa (non a tutti può piacere, come qualsiasi cosa) non devo sentirmi obbligato a studiarla. Se uno è un genio in matematica ma una frana in latino (non è vero quel che si dice, cioè: se sei bravo in matematica sei bravo in lettere classiche sono due cose completamente diverse tra loro. Tra l'altro chi esce da un classico di matematica sa poco e niente) perchè deve studiarlo? Tanto per sprecare tempo? Tempo che potrebbe occupare approfondendo le sue conoscenze e magari un giorno diventare qualcuno.
In seguito, ho rivalutato queste esperienze con materie "estranee" al mio campo e sono contento di averle affrontate a suo tempo (anche a malavoglia, intendiamoci) perché non fanno altro che allargare gli orizzonti, ricordandoti che al mondo non esiste solo la tua specializzazione e che nella tua vita potresti essere chiamato ad affrontare cose al di fuori delle tue competenze, nondimeno importanti per il tuo futuro.
Avere una base di conoscenza ampia (di largo respiro) ti concede il lusso di poterti poi concentrare nei campi che veramente ti interessano, sapendo di non esserti "perso dei pezzi" grandi come case. Tale base di conoscenza dovrebbe essere quella fornita dalla scuola dell'obbligo (e qui il condizionale è tristemente dovuto...).
Tornando al tuo discorso sulla scelta delle materie di studio da parte degli alunni (all'americana, per intenderci), col senno di poi mi trovo in disaccordo con te.
Innanzitutto, l'esempio che porti non è molto significativo: se uno fosse un genio in matematica e si ritrovasse sommerso dal latino, questo forse lo vedrei più come sintomo di percorso didattico sbagliato, laddove una scelta di base (la scelta dell'istituto superiore) si è potuta compiere.
Re: La scuola in Italia: situazione inaspettata?
E quì ti sbagli Ema. Mai generalizzare. Ci sono scuole in cui lo fanno. Anche per un debito non recuperato perdi l'anno. Dopotutto la legge parla chiaro. E molti professori dalle vedute ampie come un "corridoio" di 10 cm la applicano ad oltranza (la mia professoressa di greco che non ha potuto bocciare solo perchè la nostra preside non l'ha permesso e per protesta ha cambiato scuola dove ha campo libero. Ora abbiamo avuto noi questa fortuna. Ma non tutte le scuole ce l'hanno).
Comunque forse hai frainteso il mio discorso. Io non dico che quelle materie debbano essere abolite. Ci mancherebbe. Dico solo che la cultura deve essere una cosa voluta e non dovuta. Uno deve studiare quel determinato tipo di materia solo se gli interessa. Ovvio che almeno la nostra lingua, la storia contemporanea, geografia (a livelli generali), EDUCAZIONE CIVICA (quanti italiani che non sanno nemmeno il nostro ordinamento politico), un pò di matematica base e l'inglese vanno messe come discipline curriculari
Per il resto, se io voglio rimanere ignorante. È un problema mio.
E poi c'è chi ha anche problemi in più di una materia. E allora? deve essere bocciata? Mentre va avanti chi ha imparato la pappardella a memoria e poi scalda gli uffici pubblici (e di gente incompetente ne abbiamo abbastanza). Quanti professionisti (anche medici, che sono laureati) sanno fare il loro mestiere? Eppure a scuola ci sono andati. Ma rimangono comunque incompetenti. Ecco perchè dico che ognuno deve essere in grado di formarsi una cultura propria. Perchè la cultura non è solo Manzoni, Goethe o Schopenauer. Ma è anche l'open source. È anche il saper coltivare (che non è semplice come si possa pensare). È anche saper riparare un'automobile. Perchè allora queste altre "culture" non vengono valorizzate allo stesso livello?
Ripeto, IMHO, la scuola non deve insegnare il sapere ma il saper fare attraverso corsi extra (quindi oltre alle materie curriculari) a scelta degli studenti.
Ad esempio voglio studiare: Economia, Latino, Informatica e Pittura. Mi impegno nelle materie che ho scelto di fare. Della fisica, della filosofia e delle altre cose non me ne può fregar di meno. In questo modo gli alunni avranno molta più voglia di andare a scuola perchè finalmente potranno dedicarsi a ciò che gli piace. Io ad esempio avevo compagni che si addormentavano sui banchi nell'ora di filosofia proprio perchè non gli interessava. Però uno di questi aveva un talento enorme per il disegno e ragionava con la propria testa. Con le scuole basate sui corsi gli alunni hanno la possibilità di scoprire di avere talenti che con questo ordinamento scolastico non si sognano nemmeno di avere.
Poi, costruiamo biblioteche all'interno delle scuole dove gli alunni possano studiare in gruppo e se hanno problemi chiedere ai professori. Proprio come nell'università. Non credo di dire cose insensate perchè se si vuole, qualcosa per migliorare questa scuola si può fare. Non capisco perchè l'italia debba essere sempre la più retrograda nel contesto europeo in ogni campo.
Inoltre la storia degli indirizzi scolastici è una bufala: un bambino a 15 anni che cosa può sapere del mondo lavorativo? Come fa a scegliere la scuola adatta alle sue idee lavorative? Ha solo 15 anni ed io a 15 anni penso a giocare, come tutti i miei coetanei, a pallone, alla PS3 ecc. È anche vero che quì in italia o pensi prima il tuo futuro o finisci a fare il precario, però così mi sembra esagerato.
Comunque forse hai frainteso il mio discorso. Io non dico che quelle materie debbano essere abolite. Ci mancherebbe. Dico solo che la cultura deve essere una cosa voluta e non dovuta. Uno deve studiare quel determinato tipo di materia solo se gli interessa. Ovvio che almeno la nostra lingua, la storia contemporanea, geografia (a livelli generali), EDUCAZIONE CIVICA (quanti italiani che non sanno nemmeno il nostro ordinamento politico), un pò di matematica base e l'inglese vanno messe come discipline curriculari
Per il resto, se io voglio rimanere ignorante. È un problema mio.
E poi c'è chi ha anche problemi in più di una materia. E allora? deve essere bocciata? Mentre va avanti chi ha imparato la pappardella a memoria e poi scalda gli uffici pubblici (e di gente incompetente ne abbiamo abbastanza). Quanti professionisti (anche medici, che sono laureati) sanno fare il loro mestiere? Eppure a scuola ci sono andati. Ma rimangono comunque incompetenti. Ecco perchè dico che ognuno deve essere in grado di formarsi una cultura propria. Perchè la cultura non è solo Manzoni, Goethe o Schopenauer. Ma è anche l'open source. È anche il saper coltivare (che non è semplice come si possa pensare). È anche saper riparare un'automobile. Perchè allora queste altre "culture" non vengono valorizzate allo stesso livello?
Ripeto, IMHO, la scuola non deve insegnare il sapere ma il saper fare attraverso corsi extra (quindi oltre alle materie curriculari) a scelta degli studenti.
Ad esempio voglio studiare: Economia, Latino, Informatica e Pittura. Mi impegno nelle materie che ho scelto di fare. Della fisica, della filosofia e delle altre cose non me ne può fregar di meno. In questo modo gli alunni avranno molta più voglia di andare a scuola perchè finalmente potranno dedicarsi a ciò che gli piace. Io ad esempio avevo compagni che si addormentavano sui banchi nell'ora di filosofia proprio perchè non gli interessava. Però uno di questi aveva un talento enorme per il disegno e ragionava con la propria testa. Con le scuole basate sui corsi gli alunni hanno la possibilità di scoprire di avere talenti che con questo ordinamento scolastico non si sognano nemmeno di avere.
Poi, costruiamo biblioteche all'interno delle scuole dove gli alunni possano studiare in gruppo e se hanno problemi chiedere ai professori. Proprio come nell'università. Non credo di dire cose insensate perchè se si vuole, qualcosa per migliorare questa scuola si può fare. Non capisco perchè l'italia debba essere sempre la più retrograda nel contesto europeo in ogni campo.
Inoltre la storia degli indirizzi scolastici è una bufala: un bambino a 15 anni che cosa può sapere del mondo lavorativo? Come fa a scegliere la scuola adatta alle sue idee lavorative? Ha solo 15 anni ed io a 15 anni penso a giocare, come tutti i miei coetanei, a pallone, alla PS3 ecc. È anche vero che quì in italia o pensi prima il tuo futuro o finisci a fare il precario, però così mi sembra esagerato.
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Re: La scuola in Italia: situazione inaspettata?
Questo paragrafo dimostra quello che si diceva prima. Si procrastina ad infinitum la responsabilizzazione del "ragazzo".atomix600 ha scritto: Inoltre la storia degli indirizzi scolastici è una bufala: un bambino a 15 anni che cosa può sapere del mondo lavorativo? Come fa a scegliere la scuola adatta alle sue idee lavorative? Ha solo 15 anni ed io a 15 anni penso a giocare, come tutti i miei coetanei, a pallone, alla PS3 ecc. È anche vero che quì in italia o pensi prima il tuo futuro o finisci a fare il precario, però così mi sembra esagerato.
Una volta a 14 anni si sceglieva il futuro, non si dormiva la notte pensando a che scuola scegliere, ponendosi dei dubbi e parlando coi professori e andando a visitare gli istituti superiori.
Oggi a 15 anni si vuole divertirsi e giocare alla PS3... E si pretende, con una tracotanza non indifferente, di costruirsi il proprio percorso curricolare, senza rendersi conto che tutto serve, che la scuola insegna ad accettare i compromessi, a destreggiarsi tra percorsi ad ostacoli che non esisterebbero in caso di scelta di un curriculum personalizzato. E soprattutto, come ammetti tu, senza sapere cosa possa essere utile in futuro, dato che a 15 anni non puoi sapere nulla del mondo lavorativo.
Ad esempio, se non mi fossi imbattuto nella chimica al quarto anno di liceo, oggi probabilmente non sarei un (quasi) dottore di ricerca in chimica farmaceutica che insegna chimica all' universita'. E fidati che la chimica non mi era mai sembrata particolarmente interessante. E aggiungo che alla fine di quel quarto anno di liceo avevo il corso di recupero in chimica.
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Re: La scuola in Italia: situazione inaspettata?
Bo... io le prime equazioni le ho viste alle medie, però tra prima e seconda elementare si faceva di conto senza troppi problemi. Forse le divisioni erano un po' più ostiche e se non ricordo male erano state "trattate" anche in terza.
Mia nonna aveva fatto 3 classi elementari, però sapeva fare bene i conti, leggere, scrivere benino lettere (altro che moltiplicazioni in quinta). Raccontava spesso del "timore" nei confronti dell'insegnante che ai suoi tempi non andava per le leggere (magari essere messi fuori dalla porta!...).
Quanto a pesi sulla schiena, il problema purtroppo non erano i libri...
Ad ogni modo, un insegnante autorevole passa senz'altro per l'educazione dei genitori degli alunni, questo è fuori discussione, bisogna anche capire chi appoggia il preside/direttore, se parteggia per il gradimento delle famiglie o per la fiducia verso l'insegnante.
Trovo però che specie a livello universitario, molti corsi potrebbero essere più organizzati e metodici, gli esami maggiormente aderenti alle spiegazioni in aula ecc. In tanti casi mi è capitato di non capire quale fosse il fine di particolari esercitazioni o progetti da consegnare all'esame. Quando poi l'ho capito, ho anche concluso era che l'insegnate ad essere stato puttosto confusionario, e non io così tardo.
È capitato diverse volte: ci si affretta con una marea di appunti quando un buon fascicolo di dispense omnicomprensive risolverebbe agevolmente il problema rendendo la lezione più facile da seguire e anche da spiegare.
Se ogni corso universitario fosse acompaganto da video e dispense con esempi d'esame, gli insegnanti potrebbero limitarsi a dare spiegazioni mirate su richiesta degli studenti e dedicare il tempo ad organizzare approfondimenti, progetti ed esercitazioni più spinte ed articolate ed organizzare ovviamente gli esami, altro che obbligo di frequenza...
A distanza di anni, penso che anche una materia come il latino, a qualcosa serva, soprattutto a livello di ragionamento. L'impressione è che ora si insegni molto a fare, e poco a valutare. Il "saper fare" è giusto ma viene sempre dopo il "sapere perchè si sta facendo". Alcuni coetanei che hanno dato qualche ripetizione hanno rilevato una certa incapacità degli studenti ad affrontare problemi diversi dal solito... notando un apprendimento quasi mnemonico di procedure varie che ovviamente salta completamente cambiando e camuffando i dati iniziali.
Le materie astratte dovrebbero se non altro dare un input prprio in questa direzione, porsi le domande giuste insomma. E perchè no, anche un po d'educazione civica non guasterebbe...
PS. Non si fa in tempo a postare che giungono sempre nuovi posts...discussione hoOot!
Mia nonna aveva fatto 3 classi elementari, però sapeva fare bene i conti, leggere, scrivere benino lettere (altro che moltiplicazioni in quinta). Raccontava spesso del "timore" nei confronti dell'insegnante che ai suoi tempi non andava per le leggere (magari essere messi fuori dalla porta!...).
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Ad ogni modo, un insegnante autorevole passa senz'altro per l'educazione dei genitori degli alunni, questo è fuori discussione, bisogna anche capire chi appoggia il preside/direttore, se parteggia per il gradimento delle famiglie o per la fiducia verso l'insegnante.
Trovo però che specie a livello universitario, molti corsi potrebbero essere più organizzati e metodici, gli esami maggiormente aderenti alle spiegazioni in aula ecc. In tanti casi mi è capitato di non capire quale fosse il fine di particolari esercitazioni o progetti da consegnare all'esame. Quando poi l'ho capito, ho anche concluso era che l'insegnate ad essere stato puttosto confusionario, e non io così tardo.
È capitato diverse volte: ci si affretta con una marea di appunti quando un buon fascicolo di dispense omnicomprensive risolverebbe agevolmente il problema rendendo la lezione più facile da seguire e anche da spiegare.
Se ogni corso universitario fosse acompaganto da video e dispense con esempi d'esame, gli insegnanti potrebbero limitarsi a dare spiegazioni mirate su richiesta degli studenti e dedicare il tempo ad organizzare approfondimenti, progetti ed esercitazioni più spinte ed articolate ed organizzare ovviamente gli esami, altro che obbligo di frequenza...
A distanza di anni, penso che anche una materia come il latino, a qualcosa serva, soprattutto a livello di ragionamento. L'impressione è che ora si insegni molto a fare, e poco a valutare. Il "saper fare" è giusto ma viene sempre dopo il "sapere perchè si sta facendo". Alcuni coetanei che hanno dato qualche ripetizione hanno rilevato una certa incapacità degli studenti ad affrontare problemi diversi dal solito... notando un apprendimento quasi mnemonico di procedure varie che ovviamente salta completamente cambiando e camuffando i dati iniziali.
Le materie astratte dovrebbero se non altro dare un input prprio in questa direzione, porsi le domande giuste insomma. E perchè no, anche un po d'educazione civica non guasterebbe...
PS. Non si fa in tempo a postare che giungono sempre nuovi posts...discussione hoOot!
Re: La scuola in Italia: situazione inaspettata?
Nel caso dei corsi c'è una sfumatura leggermente diversa. Alcune passioni sono innate, altre vengono col tempo. Scegliendo i corsi ognuno può scegliere attraverso degli stage all'interno di essi ciò che gli piace. Se poi una materia comincia ad interessarti puoi tranquillamente iscriverti a quel corso. E se non vai bene vieni bocciato in quel corso e non in tutto.EmaDaCuz ha scritto:Oggi a 15 anni si vuole divertirsi e giocare alla PS3... E si pretende, con una tracotanza non indifferente, di costruirsi il proprio percorso curricolare, senza rendersi conto che tutto serve, che la scuola insegna ad accettare i compromessi, a destreggiarsi tra percorsi ad ostacoli che non esisterebbero in caso di scelta di un curriculum personalizzato. E soprattutto, come ammetti tu, senza sapere cosa possa essere utile in futuro, dato che a 15 anni non puoi sapere nulla del mondo lavorativo.
Ad esempio, se non mi fossi imbattuto nella chimica al quarto anno di liceo, oggi probabilmente non sarei un (quasi) dottore di ricerca in chimica farmaceutica che insegna chimica all' universita'. E fidati che la chimica non mi era mai sembrata particolarmente interessante. E aggiungo che alla fine di quel quarto anno di liceo avevo il corso di recupero in chimica.
Inoltre, IMHO, non è vero che tutto serve. Io ad esempio di latino e greco non riesco più a fare per bene una versione (a distanza di mesi) perchè non ho l'allenamento di prima. Non ricordo Socrate. Di lui ti posso dire solo che era greco. Questo perchè queste materie le ho dovute studiare forzatamente.
Allora mi potresti rispondere: perchè non hai cambiato scuola? Perchè arrivati ad un terzo anno o quarto anno non è facile.
Poi quello che dici tu: tutto serve non vale per la scuola di oggi. Se tutto serve perchè non posso studiare lo spagnolo insieme al latino e al greco? Potresti rispondermi ci sono i corsi privati. Ma se non ho i soldi? Che faccio? Vedi alla fine si arriva ad un punto morto. Solo che con la scuola fatta con i corsi si risolve il problema.
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Re: La scuola in Italia: situazione inaspettata?
Appunto, quello che deve restare non e' il saper fare una versione di latino (io mi ricordo prima e seconda declinazione, con la terza gia' son morto) ma il percorso che ti ha portato a capire come fare una versione. Sei arrivato al liceo (immagino) senza sapere cosa fosse il latino, sei arrivato ad un punto dove almeno una semplice versione sei riuscito a tradurla. In mezzo hai dovuto capire come si affronta un problema (la traduzione) che non ti eri mai posto. E' una questione di metodo, niente di piu'. Magari adesso non te ne rendi conto, ma vedrai che le connessioni logiche che hai dovuto crearti nell'affrontare una versione ti torneranno utili in futuro. A questo serve la scuola generalista. E capirai anche che nella vita non serve (sempre) sapere le cose, ma bisogna sapere come affrontare i problemi, gli ostacoli.atomix600 ha scritto:Io ad esempio di latino e greco non riesco più a fare per bene una versione (a distanza di mesi) perchè non ho l'allenamento di prima. Non ricordo Socrate. Di lui ti posso dire solo che era greco. Questo perchè queste materie le ho dovute studiare forzatamente.
Il problema di fallire l'anno poi e' una puttanata pazzesca perche', ripeto, lo sforzo che viene richiesto per avere la sufficienza in ogni materia e' veramente nullo (sempre che l'indirizzo scolastico scelto sia quello giusto).
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Re: La scuola in Italia: situazione inaspettata?
Da mettere in cornice.joe ha scritto: A distanza di anni, penso che anche una materia come il latino, a qualcosa serva, soprattutto a livello di ragionamento. L'impressione è che ora si insegni molto a fare, e poco a valutare. Il "saper fare" è giusto ma viene sempre dopo il "sapere perchè si sta facendo". Alcuni coetanei che hanno dato qualche ripetizione hanno rilevato una certa incapacità degli studenti ad affrontare problemi diversi dal solito... notando un apprendimento quasi mnemonico di procedure varie che ovviamente salta completamente cambiando e camuffando i dati iniziali.
Le materie astratte dovrebbero se non altro dare un input prprio in questa direzione, porsi le domande giuste insomma. E perchè no, anche un po d'educazione civica non guasterebbe...