esattamente ed infatti a quel punto ci sono arrivato un po di righe sotto quando ho parlato di "diritto naturale" su un certo tipo di cosealbatros ha scritto:Il problema è più a monte, si tratta di decidere fino a che punto si può decidere dell'uso che altri faranno delle proprie creazioni.ci vogliamo mettere in testa che non esistono licenze non giuste? una licenza esprime solo la volonta' dell'autore d'un software circa il suo uso e redistribuzione, NON puo' essere ingiusta per definizione, il codice e' suo e qualsiasi decisione in merito e' automaticamente giusta.
Non può essere ingiusta la volontà dell'autore di un programma, possono, a parer mio, esserlo le leggi che stabiliscono fino a che punto la volontà dell'autore può essere protetta dall'uso diverso da quello stabilito dall'autore che altri vorrebbero fare della sua opera.
non concordo nelle tue conclusioni, nel senso che e' vero che puo' non esser giusto il concetto stesso di licenza codificato nelle leggi di uno stato, ma nel momento in cui accetti quello stato e le sue leggi diventa automaticamente "giusta" (nel senso che perde di significato il fatto stesso di criticarla, perche' e' cosa che riguarda l'autore e nessun altro) ogni licenzaSono le conseguenze e gli obblighi imposti dalla legge, le condizioni di uso che si vengono effettivamente a creare che possono, a parer mio, essere ritenute ingiuste, così che la licenza, che sul piano delle intenzioni non è classificabile in base a criteri soggettivi come giusta o sbagliata, lo diventa nella sua applicazioni pratica.
quel che dico e' che la legge puo' esser ingiusta ma fintanto che c'e' va rispettata e in quel contesto qualsiasi licenza diventa giusta in quanto esprime la volonta' dell'autore, stante il fatto che la legge che tutela tale volonta' puo' esser sbagliataSe mi dici che, qualsiasi decisione prenda l'autore, le sue volontà debbano sempre essere rispettate e tutelate dalla legge, allora concordo con te che viene a cadere il senso della valutazione sul giusto e lo sbagliato a proposito di una licenza.
certo che si ma non nei termini di "giusto" o "sbagliato" perche' non ha senso (per i motivi di cui sopra)Sono d'accordo con te sulla prima parte di queste affermazioni, ma allora su tutto ciò che non può essere considerato come facente parte del "diritto naturale" non si dovrebbero poter esprimere giudizi e valutazioni?il concetto di diritti su un'idea non e' giusto per definizione, non esiste alcun diritto naturale su cose immateriali, men che meno esiste alcun diritto naturale di "copia"; son diritti artificiali messi in piedi per tutelare un modello economico che si basa sulla concorrenza (che puo' andar benissimo per carita', ma non mi si venga a parlare di giusto e non giusto).
non concordo, su tutto quello che non e' diritto naturale il concetto di giusto o sbagliato perde di significato, mentre ha senso parlare di conveniente o non conveniente (in relazione ad altre leggi, ad un sistema economico o in generale a un contesto sociale);Nel nostro sistema di leggi vi sono vari concetti lontani dal diritto naturale, ma non per questo non si è cercato di dare loro una regolamentazione in base a quanto ritenuto dal legislatore giusto, sbagliato o conveniente.
la confusione sullo giusto o sbagliato avviene perche' la gente vivendo in un determinato contesto acquisisce tramite il senso comune certi concetti artificiali ed acquisendoli in maniera inconscia li percepisce come naturali (ma da qui a dire che lo siano, e quindi a poter parlare di giusto o sbagliato, ce ne passa)
esattamente, negli effetti ma non nella decisione, ma se ti guardi intorno (tassone, fsf, ecc..) il proselitismo che si cerca di fare e' atto a influenzare la decisione e non a disquisire sugli effetti (cosa perfettamente sensata come ho gia detto)Mi pare sia ben diversa la scelta di un compagno o una compagna, così come tutte le scelte che riguardano l'individuo e basta (es. che film gli piacciono, come vota, in cosa crede, come veste, cosa mangia, che cosa legge, eccetera), da quella che riguarda la scelta di un "modello di contratto" in cui si stabiliscono i termini di uso di un software, che riguardano, certamente negli effetti e non nella decisionenessuno impedisce a nessun altro di criticare la gpl3, stante il fatto che e' piu' o meno come criticare tizio perche' si e' fidanzato con caia e non con sempronia, puoi farlo, ma se poi tizio ti viene a dire "ma che vuoi? come ti permetti? fatti i mazzi tuoi" ha tutte le ragioni del mondo
assolutamente nessuna prova solo tanto cinismo e malizia piu' una discreta conoscenza dei miei polliE' una tua impressione o hai delle prove o almeno degli indizi a supporto di questa tua affermazione?Citazione:
La stessa FSF ha elaborato diverse bozze prima del rilascio della versione ufficiale proprio per incoraggiare le persone alla discussione e a formulare un parere o una critica costruttiva.
piu' realisticamente la fsf lo ha fatto per "tastare" il terreno e rendersi conto su quanto consenso potessero contare per diffondere la licenza;
mica tanto bene essere tornato, ripigliare a lavorare e' stato un traumaVolevo scriverlo prima, lo faccio ora: bentornato dal viaggio di nozze!



