Cappuccino? No, un PC.
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Regole del forum
1) Rispettare le idee altrui.
2) Evitare le offese dirette.
3) Leggere attentamente le risposte ricevute
4) Scrivere i messaggi con il colore di default, evitare altri colori.
5) Scrivere in Italiano o in Inglese, se possibile grammaticalmente corretto, evitate stili di scrittura poco chiari, quindi nessuna abbreviazione tipo telegramma o scrittura stile SMS o CHAT.
6) Appena registrati è consigliato presentarsi nel forum dedicato.
La non osservanza delle regole porta a provvedimenti di vari tipo da parte dello staff, in particolare la non osservanza della regola 5 porta alla cancellazione del post e alla segnalazione dell'utente. In caso di recidività l'utente rischia il ban temporaneo.
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- touchstyle
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Cappuccino? No, un PC.
Fonte : http://www.buonenotizie.it/asp/articolo ... oloID=1110
Invece di un altro cappuccino, prenditi un computer!
7 febbraio 2006. Un c@ppuccino per un PC è l’iniziativa promossa dal Governo italiano per favorire l’acquisto di un computer portatile agli studenti delle Università italiane, statali e non statali. Il progetto prevede la creazione di un fondo di garanzia di 10,5 milioni di euro, promosso dalle banche che aderiranno all’iniziativa (per ora Banca Intesa). Questo fondo di garanzia sarà utile agli studenti per acquistare un PC portatile con le seguenti caratteristiche:
• essere nuovo di fabbrica e presente a listino,
• dotato di certificato di garanzia e di assistenza tecnica,
• corredato di manualistica tecnica d'uso hardware e software in lingua italiana,
• corredato di sistema operativo in lingua italiana a scelta dello studente e di corrispondente licenza d'uso a tempo indeterminato,
• di tipo "WI-FI ready", ovvero predisposto, sia a livello hardware e software, per il collegamento alle reti locali in modalità wireless 802.11b/802.11g.
Gli studenti che sono interessati potranno richiedere, presso le banche suddette, un prestito agevolato, che andrà restituito in media con 1€ al giorno (il prezzo di un cappuccino!), in un arco di tempo che andrà dai 12 ai 36 mesi, proporzionalmente all’entità del prestito.
Ma il progetto non si ferma qui; infatti, oltre le agevolazioni agli studenti, è previsto l’obiettivo di finanziare le università per cablare tutte le aree studenti con un hot spot WI-FI, per un accesso molto più facile ai servizi amministrativi degli atenei tramite il PC e internet.
Che ne pensate?
Saluti,
Touch.
Invece di un altro cappuccino, prenditi un computer!
7 febbraio 2006. Un c@ppuccino per un PC è l’iniziativa promossa dal Governo italiano per favorire l’acquisto di un computer portatile agli studenti delle Università italiane, statali e non statali. Il progetto prevede la creazione di un fondo di garanzia di 10,5 milioni di euro, promosso dalle banche che aderiranno all’iniziativa (per ora Banca Intesa). Questo fondo di garanzia sarà utile agli studenti per acquistare un PC portatile con le seguenti caratteristiche:
• essere nuovo di fabbrica e presente a listino,
• dotato di certificato di garanzia e di assistenza tecnica,
• corredato di manualistica tecnica d'uso hardware e software in lingua italiana,
• corredato di sistema operativo in lingua italiana a scelta dello studente e di corrispondente licenza d'uso a tempo indeterminato,
• di tipo "WI-FI ready", ovvero predisposto, sia a livello hardware e software, per il collegamento alle reti locali in modalità wireless 802.11b/802.11g.
Gli studenti che sono interessati potranno richiedere, presso le banche suddette, un prestito agevolato, che andrà restituito in media con 1€ al giorno (il prezzo di un cappuccino!), in un arco di tempo che andrà dai 12 ai 36 mesi, proporzionalmente all’entità del prestito.
Ma il progetto non si ferma qui; infatti, oltre le agevolazioni agli studenti, è previsto l’obiettivo di finanziare le università per cablare tutte le aree studenti con un hot spot WI-FI, per un accesso molto più facile ai servizi amministrativi degli atenei tramite il PC e internet.
Che ne pensate?
Saluti,
Touch.
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Io penso quello che ho scritto nella seguente lettera, a cui finora non mi hanno risposto.
Avevo visto un paio di portatili di un rivenditore on-line aderente all'iniziativa che mi interessavano, con Linux preinstallato (non so quale distribuzione) in lingua INGLESE.
Ciao
P.S. Dopo tanto tempo che seguo il sito, questo è il mio primo post...
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From: Gabriele Inghirami
To: uncappuccinoperunpc@governo.it
Subject: Informazione su configurazione software notebook
Date: Wed, 25 Jan 2006 21:46:59 +0100
X-Mailer: Sylpheed version 2.2.0beta5 (GTK+ 2.8.10; i686-pc-linux-gnu)
Buongiorno.
Sono uno studente interessato all'acquisto di un pc portatile con S.O. linux preinstallato.
Ricercando in alcuni negozi on-line ho trovato un notebook che potrebbe essere di mio interesse, solo che non viene specificata la lingua di installazione del software a corredo del sistema operativo, che potrebbe essere in italiano come in inglese.
Vedo che fra i requisiti che il portatile deve possedere ci deve essere la manualistica hardware e software in lingua italiana, così come dovrebbe essere in italiano il sistema operativo.
La domanda che vorrei porre è la seguente: fino a che punto sono vincolanti i requisiti ora citati?
Se per sistema operativo si intendono solo il kernel e la shell (e.g. bash), i comandi da utilizzare sono quelli con una specifica sintassi e chiuso, la lingua entra in gioco solo come documentazione, se si intende anche un ambiente grafico e il principale software utilizzato ( un window manager, un editor di testi, un browser web, un client e-mail, un compilatore, eccetera ) nel caso delle distribuzioni linux è facilmente, liberamente e gratuitamente possibile cambiare il linguaggio utilizzato semplicemente scaricando e installando alcuni pacchetti, senza dover reinstallare di nuovo il software (tengo però altresì a far presente che, utilizzando solo software libero, è facilmente, liberamente, gratuitamente e legalmente possibile aggiornare, modificare e aggiungere qualsiasi programma, dal piccolo applicativo all'intero sistema operativo con desktop environment, office suite, server web, mail, ssh, e via dicendo...)
Un discorso analogo si può farlo per la documentazione, anch'essa disponibile in gran quantità in rete, anche se non per tutti i programmi anche in italiano, in particolare per molti programmi liberi, dove le traduzioni vengono fatte da volontari.
Se per chi si avvicina per la prima volta a un pc può essere di conforto e di aiuto trovare ad accoglierlo un'interfaccia grafica nella propria lingua madre, per un utente un po' più esperto può essere preferibile avere la classica riga di comando con cui impartire ordini al pc.
La maggior parte dei programmi da me usati, distribuiti con licenze libere come la GPL o altre, sono in lingua inglese, così come è in lingua inglese la stragrande maggioranza della documentazione di cui dispongo, così come è in inglese l'unico programma proprietario commerciale (anche se di tipo scientifico) da me installato (Maple 9, di cui non esiste versione e documentazione in italiano e di cui possiedo il cd originale acquistato negli USA con regolare licenza d'uso).
Oltretutto, secondo il mio punto di vista, se è sgradevole vedere inquinata la nostra lingua con termini anglosassoni usati a sproposito, d'altra parte in certi ambiti, quali quello informatico e scientifico, trovo estremamente utile privilegiare, laddove possibile e conveniente, l'uso della lingua inglese, che consente un rapido, chiaro ed efficace scambio di informazioni fra cittadini di tutto il mondo, senza le difficoltà, i ritardi e gli equivoci legati a traduzioni.
Lo sviluppo della conoscenza dell'inglese e dell'informatica, binomio di cui anch'io condivido l'importanza anche se non sempre la primarietà, non erano appunto obbiettivi fondamentali da perseguire per l'attuale governo?
Ad ogni modo, al fine di evitare divagazioni eccessive, dopo aver esposto per sommi capi per quali motivi troverei inadeguata e controproducente una interpretazione rigorosa dei requisiti linguistici del software a corredo del portatile (nulla da eccepire, invece, per l'hardware), torno adesso a ripresentarvi la domanda alla base di questa email, ovvero se in definitiva è possibile aderire all'iniziativa "un cappuccino per un pc" con l'acquisto di un portatile con installata una distribuzione linux in lingua inglese, considerata la facilità nel cambiare lingua da parte dell'utente e considerato il fatto che trovo preferibile la lingua inglese sia a livello personale sia a livello generale per motivi pratici e culturali per gli utenti più evoluti.
Considerato che probabilmente ci sarà in Italia un numero cospicuo di studenti che condividono almeno in parte il mio punto di vista e che potrebbero essere interessati alla risposta a questa e-mail, data la natura pubblica dell'iniziativa da parte di un ente statale, vi informo che è possibile che divulghi in rete in maniera integrale, onde evitare interpretazioni fuorvianti, il testo della vostra cortese risposta.
Nel ringraziarvi anticipatamente per l'interessamento alla mia domanda da parte vostra e per un vostro gentile riscontro, mi è gradito porgere cordiali saluti.
Gabriele Inghirami
P.S.
Il link http://www.uncappuccinoperunpc.it/decreto_051206.pdf non risulta raggiungibile (né ieri sera, né al momento in cui scrivo).
Avevo visto un paio di portatili di un rivenditore on-line aderente all'iniziativa che mi interessavano, con Linux preinstallato (non so quale distribuzione) in lingua INGLESE.
Ciao
P.S. Dopo tanto tempo che seguo il sito, questo è il mio primo post...
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From: Gabriele Inghirami
To: uncappuccinoperunpc@governo.it
Subject: Informazione su configurazione software notebook
Date: Wed, 25 Jan 2006 21:46:59 +0100
X-Mailer: Sylpheed version 2.2.0beta5 (GTK+ 2.8.10; i686-pc-linux-gnu)
Buongiorno.
Sono uno studente interessato all'acquisto di un pc portatile con S.O. linux preinstallato.
Ricercando in alcuni negozi on-line ho trovato un notebook che potrebbe essere di mio interesse, solo che non viene specificata la lingua di installazione del software a corredo del sistema operativo, che potrebbe essere in italiano come in inglese.
Vedo che fra i requisiti che il portatile deve possedere ci deve essere la manualistica hardware e software in lingua italiana, così come dovrebbe essere in italiano il sistema operativo.
La domanda che vorrei porre è la seguente: fino a che punto sono vincolanti i requisiti ora citati?
Se per sistema operativo si intendono solo il kernel e la shell (e.g. bash), i comandi da utilizzare sono quelli con una specifica sintassi e chiuso, la lingua entra in gioco solo come documentazione, se si intende anche un ambiente grafico e il principale software utilizzato ( un window manager, un editor di testi, un browser web, un client e-mail, un compilatore, eccetera ) nel caso delle distribuzioni linux è facilmente, liberamente e gratuitamente possibile cambiare il linguaggio utilizzato semplicemente scaricando e installando alcuni pacchetti, senza dover reinstallare di nuovo il software (tengo però altresì a far presente che, utilizzando solo software libero, è facilmente, liberamente, gratuitamente e legalmente possibile aggiornare, modificare e aggiungere qualsiasi programma, dal piccolo applicativo all'intero sistema operativo con desktop environment, office suite, server web, mail, ssh, e via dicendo...)
Un discorso analogo si può farlo per la documentazione, anch'essa disponibile in gran quantità in rete, anche se non per tutti i programmi anche in italiano, in particolare per molti programmi liberi, dove le traduzioni vengono fatte da volontari.
Se per chi si avvicina per la prima volta a un pc può essere di conforto e di aiuto trovare ad accoglierlo un'interfaccia grafica nella propria lingua madre, per un utente un po' più esperto può essere preferibile avere la classica riga di comando con cui impartire ordini al pc.
La maggior parte dei programmi da me usati, distribuiti con licenze libere come la GPL o altre, sono in lingua inglese, così come è in lingua inglese la stragrande maggioranza della documentazione di cui dispongo, così come è in inglese l'unico programma proprietario commerciale (anche se di tipo scientifico) da me installato (Maple 9, di cui non esiste versione e documentazione in italiano e di cui possiedo il cd originale acquistato negli USA con regolare licenza d'uso).
Oltretutto, secondo il mio punto di vista, se è sgradevole vedere inquinata la nostra lingua con termini anglosassoni usati a sproposito, d'altra parte in certi ambiti, quali quello informatico e scientifico, trovo estremamente utile privilegiare, laddove possibile e conveniente, l'uso della lingua inglese, che consente un rapido, chiaro ed efficace scambio di informazioni fra cittadini di tutto il mondo, senza le difficoltà, i ritardi e gli equivoci legati a traduzioni.
Lo sviluppo della conoscenza dell'inglese e dell'informatica, binomio di cui anch'io condivido l'importanza anche se non sempre la primarietà, non erano appunto obbiettivi fondamentali da perseguire per l'attuale governo?
Ad ogni modo, al fine di evitare divagazioni eccessive, dopo aver esposto per sommi capi per quali motivi troverei inadeguata e controproducente una interpretazione rigorosa dei requisiti linguistici del software a corredo del portatile (nulla da eccepire, invece, per l'hardware), torno adesso a ripresentarvi la domanda alla base di questa email, ovvero se in definitiva è possibile aderire all'iniziativa "un cappuccino per un pc" con l'acquisto di un portatile con installata una distribuzione linux in lingua inglese, considerata la facilità nel cambiare lingua da parte dell'utente e considerato il fatto che trovo preferibile la lingua inglese sia a livello personale sia a livello generale per motivi pratici e culturali per gli utenti più evoluti.
Considerato che probabilmente ci sarà in Italia un numero cospicuo di studenti che condividono almeno in parte il mio punto di vista e che potrebbero essere interessati alla risposta a questa e-mail, data la natura pubblica dell'iniziativa da parte di un ente statale, vi informo che è possibile che divulghi in rete in maniera integrale, onde evitare interpretazioni fuorvianti, il testo della vostra cortese risposta.
Nel ringraziarvi anticipatamente per l'interessamento alla mia domanda da parte vostra e per un vostro gentile riscontro, mi è gradito porgere cordiali saluti.
Gabriele Inghirami
P.S.
Il link http://www.uncappuccinoperunpc.it/decreto_051206.pdf non risulta raggiungibile (né ieri sera, né al momento in cui scrivo).
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Infatti il link è errato.Il link http://www.uncappuccinoperunpc.it/decreto_051206.pdf non risulta raggiungibile (né ieri sera, né al momento in cui scrivo).
Quello corretto è questo : http://www.uncappuccinoperunpc.it/alleg ... 051206.pdf
[sarcastic mode=on]
Certo che dopo la pappardella sull'open source, non beccare neanche il link giusto... altro che SO in italiano...
[sarcastic mode=off]
Touch.
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Caro Touchstyle,
ho riportato l'email come era scritta al momento dell'invio (a parte aver tolto il mio indirizzo e-mail) e il link non l'ho trascritto, ma l'ho preso con il classico "copy link location", quindi al momento era quello e non portava da nessuna parte...
Evidentemente hanno corretto, non avevo verificato se lo avessero fatto...
Grazie per il link giusto.
Effettivamente, poi, sono un po' prolisso quando scrivo (e anche quando parlo...)
Ciaooo
ho riportato l'email come era scritta al momento dell'invio (a parte aver tolto il mio indirizzo e-mail) e il link non l'ho trascritto, ma l'ho preso con il classico "copy link location", quindi al momento era quello e non portava da nessuna parte...
Evidentemente hanno corretto, non avevo verificato se lo avessero fatto...
Grazie per il link giusto.
Effettivamente, poi, sono un po' prolisso quando scrivo (e anche quando parlo...)
Ciaooo
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Un sistema GNU/Linux è a tutti gli effetti un sistema operativo (e vorrei vedere...), e se dicono che il sistema può essere scelto, non vedo perché dovrebbero rifiutarlo. Quoto albatros in toto sulla lingua inglese che imho è migliore in ambito informatico (anche io installo solo software in inglese), ed eventualmente sui pacchetti di localizzazione. Poi se non dovesse andargli bene.. beh, allora che cerchino un windoz xp totalmente in italiano, con il "prompt del dos" che si chiama "terminale" e non accetta più comandi come "dir", "copy" e "del" ma dovrà accettare "elenca", "copia" e "canc"
E basta con questo C:\autoexec.bat, che lo chiamino C:\esecuzione_automatica.bat 
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- Kernel: 2.6.32-5-amd64
- Desktop: gnome
- Distribuzione: debian squeeze
- Località: Prato
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bha... ottima nell'applicazione ma stupida nella logica... non ci dovrebbero volere i "cappuccini" per far sì che uno stato sovvenzioni queste spese... però è sempre meglio di nulla... per i pc... uno potrebbe sentire la dell se riesce a fagli ottenere un pc senza win...
[OT]
albatros... cacchio un toscano!
io sono di Prato, e conosco un paio di persone a Reggello... c'ho studiato insieme 
[/OT]
M
[OT]
albatros... cacchio un toscano!
[/OT]
M
Anche io e un mio compagno stiamo tentando di sfruttare il finanziamento acquistando un notebook con Linux preinstallato.
Stando a http://www.linuxsi.com/ sulla provincia di Milano abbiamo ben *1* rivenditore autorizzato che vende notebook con linux preinstallato (che sarebbe PLUG AND PLAY INFORMATICA S.R.L.).
Ho telefonato per chiedere se si puo' trovare qualche workaround per portare a casa un bel notebook senza s.o. alla faccia del requisito 4, per esempio falsificando il preventivo, ma mi hanno detto che probabilmente non si puo' far niente perche' chi controlla i requisiti lo fa direttamente sul listino (infatti il primo requisito dice "presente in listino") ma che si informeranno sulle possibilita'.
Per quanto riguarda Linux preinstallato hanno detto che non sanno neanche quale distribuzione/lingua sia, perche' non ne hanno ancora venduti e il listino dice semplicemente "Linux".
Come reagiranno se no e' specificata la lingua? Sono proprio curioso, comunque lo scopriro' presto: stamattina vado in segreteria a chiedere il pin. Vi faro' sapere!
In teoria i notebook con Linux dovrebbero essere piu' economici degli equivalenti con windows, spero almeno che non sia vero il contrario!
Guarda caso ho appena letto questo http://searchopensource.techtarget.com/ ... 10,00.html e non voglio fare la fine di Joe e Dennis -__-
In ogni caso non scegliero' un notebook con windows: non voglio rischiare di diventare matto per eventuali problemi di supporto hardware (tenere win e' fuori discussione
).
E ancora peggio, tutte le volte che lo guarderei scorgerei il bollino malefico e mi ricorderei che ho dato piu' di un centinaio di euro alla microsoft tra windows e office per usarli alla meglio come frisbie!
Stando a http://www.linuxsi.com/ sulla provincia di Milano abbiamo ben *1* rivenditore autorizzato che vende notebook con linux preinstallato (che sarebbe PLUG AND PLAY INFORMATICA S.R.L.).
Ho telefonato per chiedere se si puo' trovare qualche workaround per portare a casa un bel notebook senza s.o. alla faccia del requisito 4, per esempio falsificando il preventivo, ma mi hanno detto che probabilmente non si puo' far niente perche' chi controlla i requisiti lo fa direttamente sul listino (infatti il primo requisito dice "presente in listino") ma che si informeranno sulle possibilita'.
Per quanto riguarda Linux preinstallato hanno detto che non sanno neanche quale distribuzione/lingua sia, perche' non ne hanno ancora venduti e il listino dice semplicemente "Linux".
Come reagiranno se no e' specificata la lingua? Sono proprio curioso, comunque lo scopriro' presto: stamattina vado in segreteria a chiedere il pin. Vi faro' sapere!
In teoria i notebook con Linux dovrebbero essere piu' economici degli equivalenti con windows, spero almeno che non sia vero il contrario!
Guarda caso ho appena letto questo http://searchopensource.techtarget.com/ ... 10,00.html e non voglio fare la fine di Joe e Dennis -__-
In ogni caso non scegliero' un notebook con windows: non voglio rischiare di diventare matto per eventuali problemi di supporto hardware (tenere win e' fuori discussione
E ancora peggio, tutte le volte che lo guarderei scorgerei il bollino malefico e mi ricorderei che ho dato piu' di un centinaio di euro alla microsoft tra windows e office per usarli alla meglio come frisbie!
