La scuola in Italia: situazione inaspettata?

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hashbang
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Re: La scuola in Italia: situazione inaspettata?

Messaggio da hashbang »

joe ha scritto:E perchè no, anche un po d'educazione civica non guasterebbe...
Su questo quoto alla grande

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EmaDaCuz
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Re: La scuola in Italia: situazione inaspettata?

Messaggio da EmaDaCuz »


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Paoletta
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Re: La scuola in Italia: situazione inaspettata?

Messaggio da Paoletta »

EmaDaCuz ha scritto:
joe ha scritto: A distanza di anni, penso che anche una materia come il latino, a qualcosa serva, soprattutto a livello di ragionamento. L'impressione è che ora si insegni molto a fare, e poco a valutare. Il "saper fare" è giusto ma viene sempre dopo il "sapere perchè si sta facendo". Alcuni coetanei che hanno dato qualche ripetizione hanno rilevato una certa incapacità degli studenti ad affrontare problemi diversi dal solito... notando un apprendimento quasi mnemonico di procedure varie che ovviamente salta completamente cambiando e camuffando i dati iniziali.
Le materie astratte dovrebbero se non altro dare un input prprio in questa direzione, porsi le domande giuste insomma. E perchè no, anche un po d'educazione civica non guasterebbe...
Da mettere in cornice.
concordo

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Vito
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Re: La scuola in Italia: situazione inaspettata?

Messaggio da Vito »

In un liceo scientifico (indirizzo tradizionale) si fanno tante ore di latino quanto quelle di matematica (non voglio dire amenità ma è così se non ricordo male),
ed addirittura più di biologia,chimica e fisica.
Poi ci lamentiamo che i diplomati "toppano" quando si presentano a facoltà come ingegneria,matematica,fisica ecc ecc..
Io non sono per l'abolizione del latino,ma per un suo ridimensionamento.
Il latino è utile ma non dobbiamo renderlo più importante di materie come matematica e fisica che sono la base di tutto (facendo riferimento al liceo scientifico).
Non penso sia fondamentale dover per forza saper tradurre Seneca e conoscere una marea di autori latini (Quintiliano,Lucilio,Giovenale ecc ecc..),
Basterebbe diminuire un po' quei calderoni che sono i programmi di latino e favorire finalmente le materie scientifiche.
Non siamo più ai tempi di Benedetto Croce e Giovanni Gentile.
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joe
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Re: La scuola in Italia: situazione inaspettata?

Messaggio da joe »

Mettiti nei panni di chi a fine liceo dopo aver intrapreso una scelta "scientifica" capisca di essere molto portato e appassionato per le materie unmanistiche... in quel caso non sarebbe un male e non topperebbe qualche esame a lettere. Ho conosciuto ottimi studenti di matematica provenienti dal classico, passati con 30 e lode all'esame di analisi. Ho visto anche molti usciti dall'itis difendersi più che bene con gli esami d'ingegneria, e tant'è ricordo che si diceva che "quelli dell'itis non fanno una ceppa e sono in giro tutto il giorno".
Questo per dire che se gli studenti toppano quando si presentano ad ingegneria, il problema probabilmente non sta solo nella loro preparazione precedente ma anche nell'applicazione ai primi esami. E probabilmente la soluzione non è l'abolizione del latino.
Insomma alla fine penso che la scuola potrebbe essere senz'altro migliorata ma prima di tutto potremmo anche lasciar perdere i grandi numeri, le statistiche ecc e concentrarci su qualcosa di più terra terra. Di matematica allo scientifico ce n'è anche troppa, E anche l'esagerazione può avere l'effetto contrario: ricordo nella la classe avevano insistito tanto in matematica che alla fine una grandissima parte degli studenti aveva scelto facoltà umanistiche perchè non ne poteva più. Il mio era un indirizzo PNI, anche se d'informatica non se ne parlava, se non all'esame finale dove vi era un quesito inerente da poer scegliere e durante qualche ora in aula informatica dove poi avevamo fatto qualcosa di più "serio" solo l'ultimo anno (se non ricordo male mi pare si parlasse di turbo pascal).
Anchelì la cosa importante è avere imparato un buon metodo di apprendimento della matematica, non solo i contenuti, perchè quelli vanno opoi sempre rivisti.
Se poi vogliamo abolire il latino, non saprei, magari potrmmo mettere un po' più di inglese.. ma per quello a miio avviso occorre molta lettura di testi in inglese e parecchia esperienza pratica in situazioni in cui s'è obbligati a parlarlo (d'altra parte anche l'italiano prima abbiamo imparato a parlarlo poi a leggerlo e infine a capire come funziona gramaticlmente logicamente e a livello di struttura del periodo, no?).
Se però dopo uscissimo dal liceo e decidessimo di andare a lettere perchè la matematica ci esce dalle orecchie, dovremmo farci un bella scorpacciata. E secondo me, personalissimo parere, a 14 - 15 quando scegli a cosa iscriverti, non sai ancora molto di te stesso a livello di prospettive, almeno per molti è o è stato così (io per primo).

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Vito
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Re: La scuola in Italia: situazione inaspettata?

Messaggio da Vito »

Non parlo di abolizione, ma di ridimensionamento,
e purtroppo io continuo a pensare che di matematica (così come di fisica,biologia,chimica ecc ecc..)ce ne sia fin troppo poca.
Quello che io sostengo è che invece di fare una marea di autori latini ci si potrebbe limitare a quelli più importanti a favore
di un programma scientifico più "corposo".
Non parlo di eliminare la letteratura italiana o la lingua italiana, ma di DIMINUIRE lo studio maniacale del latino.
L'attuale liceo scientifico è ancora legato alla riforma Gentile (per chi non lo ricordasse Gentile,come Croce, riteneva lo studio delle materie scientifiche secondario rispetto a quello delle materie umanistiche).

per chi volesse saperne di più:
http://it.wikipedia.org/wiki/Liceo_scientifico
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Re: La scuola in Italia: situazione inaspettata?

Messaggio da S@* »

Non intervengo sulla disquisizione relativa alle materie scolastiche più o meno utili alla formazione del futuro cittadino lavoratore.
Ma tanto per ritornare sul tema di apertura del post questo è quanto è successo pochi giorni fa al Consiglio comunale di Milano, qui si parla di scuola primaria, il punto di inizio , da dove si parte, da dove si comincia a leggere escrivere (qualora fosse ancora possibile , visti i tagli):
In consiglio si parla di alunni disabili
e la maggioranza se ne va
MILANO - Il Pdl lascia l’aula di palazzo Marino per protesta contro il dibattito sulla situazione delle scuole milanesi voluto dall’opposizione. Restano in aula Pasquale Salvatore dell’Udc, Barbara Ciabò di Fli, Franco De Angelis e Giancarlo Pagliarini del Gruppo Misto, oltre che Barbara Bianchi Bonomi del Pdl come scelta personale. È quanto accaduto lunedì nella seduta del consiglio comunale di Milano dedicata al tempo pieno e al problema dei bambini diversamente abili rimasti senza sostegno. Assente il sindaco Moratti ma assenti anche gli assessori. Presenti invece una cinquantina fra insegnanti e genitori.

L'USCITA - Dopo l'intervento di Patrizia Quartieri, indipendente del Prc, che applaudita dal pubblico ha presentato una mozione sul tema, e del dirigente scolastico regionale Giuseppe Colosio, che ha fatto il punto sulla organizzazione del tempo pieno a Milano e in Lombardia, ha preso la parola il capogruppo del Pdl, Giulio Gallera, per annunciare la decisione della maggioranza di lasciare l’aula: «La maggioranza non partecipa al dibattito. Per noi questa discussione è un gravissimo errore, visto che si sta parlando di cose non di nostra competenza. Se l’oppozione vuole cantarsela e suonarsela da sola, e con clac fra il pubblico, vada avanti da sola». E una quindicina di consiglieri hanno lasciato l'assemblea.

LE COMPETENZE - «Non è vero che l'argomento non è di competenza del comune di Milano - afferma il giorno dopo un'agguerrita Patrizia Quartieri - Altrimenti non si spiegherebbe come mai siano stati stanziati dal Comune 3 milioni e 700mila euro nel 2010 per dare aiuto con assistenti educativi ai 1.678 casi di bambini che hanno bisogno del sostegno nelle scuole milanesi». «Surreale, rincara Pierfrancesco Majorino, capogruppo Pd in Consiglio Comunale - che non ci fossero né sindaco né assessori: il Comune ha eccome competenza in materia di scuola, soprattutto per quanto riguarda alunni disabili ed edilizia scolastica. E dire che lunedì a Palazzo Marino era presente anche il ministro Gelmini...»

LA SITUAZIONE - Il problema nasce dal fatto che, rispetto allo scorso anno allorquando il comune ha speso 3 milioni e 500mila euro per i 1.524 casi di bambini diversamente abili, quest'anno ci sono 154 casi in più di bambini con disabilità, come da trend nazionale. E allora come si fa? «Si potrebbe stornare una parte dei quasi 5 milioni di euro che si spendono per il buono libri nelle scuole medie - risponde l'ex insegnante Patrizia Quartieri - che viene dato indiscriminatamente a tutti senza considerare il reddito. Duecento euro in prima media per tutti, per chi è figlio di un operaio e chi è figlio di un manager».

I GENITORI PROTESTANO - Tutto questo accade mentre in città monta la protesta dei genitori di bimbi ancora attesa d'insegnante al sostegno o di assistenza educativa: «Faccio parte del gruppo Glh dell'Istituto Cavalieri di via Ariberto - racconta una mamma, Rossella - Con un gruppo di genitori abbiamo deciso di fare una diffida al provveditorato e ci stiamo informando come fare per ricorrere al Tar visto che alle elementari hanno nominato 3 insegnanti e mezzo di sostegno per sette bambini disabili di cui quattro gravi (che quindi avrebbero bisogno del rapporto 1:1, ndr) e tre medi (in due avrebbero bisogno di 8 ore ciascuno, e 1 di 12 ore). Intanto - prosegue - stiamo cercando di entrare in contatto con i genitori di altre scuole in vista di una class action». Sul piede di guerra anche 34 mamme e papà della primaria «Ferrante Aporti» che hanno diffidato il provveditore di Milano: «Ci hanno dato 7 cattedre e mezzo al posto delle 15 richieste». Le famiglie della scuola dell’Infanzia di via S. Elembardo, costituitisi in comitato, hanno scritto alle varie istituzioni raccontando i loro disagi: «In caso di assenza di un’insegnante viene attivata “l’emergenza”, ovvero, la classe viene smistata nelle altre due. Questo, comporta la formazione di gruppi di bambini che raggiungono le 39 unità con un solo insegnante. Due sezioni della scuola hanno subito la riduzione del 50% delle ore di sostegno su un bambino, a favore di un altro appena inserito. È questo il servizio che il Comune di Milano è in grado di offrire ai suoi cittadini?»
Fonte http://milano.corriere.it/milano/notizi ... .shtml%20C

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