il fatto è che il sistema di avvio di slackware è proprio progettato x funzionare in questo modo: i vari script di avvio fanno partire i vari demoni solo se il loro script di avvio è eseguibile. infatti sono tutti fatti così (da rc.inet2):
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# Start the OpenSSH SSH daemon:
if [ -x /etc/rc.d/rc.sshd ]; then
echo "Starting OpenSSH SSH daemon: /usr/sbin/sshd"
/etc/rc.d/rc.sshd start
fi
come noti c'è un test esplicito (-x) sui flag di esecuzione dello script in questione. e poi come hanno detto tutti, tutto quel che fa pkgtool è togliere o meno lo stesso flag (/var/adm/setup.services):
Codice: Seleziona tutto
for service in rc.atalk rc.bind rc.cups rc.dnsmasq rc.httpd rc.inetd ...
if [ -f etc/rc.d/$service ]; then
if grep -w $service $TMP/reply 1> /dev/null ; then
chmod 755 etc/rc.d/$service
else
chmod 644 etc/rc.d/$service
fi
fi
done
poi bon, se tu sei + comodo a modificare gli script fallo pure, ma a me non pare una buona idea, xké se mai aggiorni il sistema devi andare a modificare i nuovi script in modo che riflettano i vecchi...
comunque commentare sshd in inetd.conf non serve a niente, anche xké è commentato di default. ribadisco che slackware non fa partire sshd da inetd.
i sistemi unix partono dal presupposto che root sa sempre quello che fa e non sbaglia mai, x questo fanno quel che dice senza obiezioni. e in fondo la maggior parte delle volte va bene così, bisogna solo stare un po' attenti e prenderci la mano.