Intervista a Patrizio Tassone sulla GPL3

Area di discussione libera.

Moderatore: Staff

Regole del forum
1) Rispettare le idee altrui.
2) Evitare le offese dirette.
3) Leggere attentamente le risposte ricevute
4) Scrivere i messaggi con il colore di default, evitare altri colori.
5) Scrivere in Italiano o in Inglese, se possibile grammaticalmente corretto, evitate stili di scrittura poco chiari, quindi nessuna abbreviazione tipo telegramma o scrittura stile SMS o CHAT.
6) Appena registrati è consigliato presentarsi nel forum dedicato.

La non osservanza delle regole porta a provvedimenti di vari tipo da parte dello staff, in particolare la non osservanza della regola 5 porta alla cancellazione del post e alla segnalazione dell'utente. In caso di recidività l'utente rischia il ban temporaneo.
Avatar utente
cymon
Linux 2.x
Linux 2.x
Messaggi: 430
Iscritto il: ven 5 gen 2007, 1:40
Slackware: 13.1
Kernel: 2.6.33.4-smp
Desktop: Fluxbox
Località: Milano
Contatta:

Messaggio da cymon »

albatros ha scritto: Beh, dal punto di vista della FSF la GPLv2 ha il difetto di non impedire certi usi del software "eticamente scorretti" e pericolosi per alcune libertà dell'utente.

E' vero che per prevenire alcune limitazioni di libertà ne vengono imposte altre, ma è tipico di ogni democrazia imporre delle regole che limitano alcune libertà allo scopo di garantirne altre ritenute più importanti.
Attenzione. La GPLv3 toglie libertà allo sviluppatore per garantire libertà all'utente, dal punto di vista dello sviluppatore non c'è nessun guadagno. Per quello che riguarda invece l'utente su tutto domina la sua libertà di scelta nell'uso di un certo software piuttosto che un altro, che lo tutela al di sopra di qualsiasi licenza.

L'intero mondo del software free può essere catalogato anche secondo la sua vicinanza alle idee della FSF. Esistono sviluppatori che abbracciano in toto le sue direttive, seguono la sua ideologia e condividono ogni aspetto dello Stallman pensiero, ma al di là di questi esiste anche un nutrito gruppo di persone che apprezzano le guideline della FSF secondo diverse sfumature, sfruttando anche l'elasticità di GPLv2.
La GPLv3 sembra una specie di "o dentro o fuori" che permette una scala di grigi a grana più grossa.

Avatar utente
albatros
Iper Master
Iper Master
Messaggi: 2098
Iscritto il: sab 4 feb 2006, 13:59
Kernel: 6.18.0
Desktop: gnome and lxqt
Distribuzione: Ubuntu 24.04 & FC 41
Località: Darmstadt - Germania

Messaggio da albatros »

Attenzione. La GPLv3 toglie libertà allo sviluppatore per garantire libertà all'utente, dal punto di vista dello sviluppatore non c'è nessun guadagno.
Sì, ma gli sviluppatori di un programma sono a loro volta utenti di altri programmi. :)
La GPLv3 sembra una specie di "o dentro o fuori" che permette una scala di grigi a grana più grossa.
Sì, è una licenza più rigorosa e di marcata opposizione ad un certo uso del software libero, più "integralista" nel senso che parla anche dell'uso che si può fare dei programmi, non solo del loro codice sorgente.
E' una scuola di pensiero meno disponibile di altre a scendere a compromessi, che ora si è dotata di una licenza che rispecchia più fedelmente i propri ideali.

Come già detto, non ho ancora una posizione precisa e definita sulla GPL3, tuttavia mi pare, ad esempio, una buona licenza per software accademico o di ricerca di base. :)

Avatar utente
cymon
Linux 2.x
Linux 2.x
Messaggi: 430
Iscritto il: ven 5 gen 2007, 1:40
Slackware: 13.1
Kernel: 2.6.33.4-smp
Desktop: Fluxbox
Località: Milano
Contatta:

Messaggio da cymon »

albatros ha scritto: Come già detto, non ho ancora una posizione precisa e definita sulla GPL3, tuttavia mi pare, ad esempio, una buona licenza per software accademico o di ricerca di base. :)
E su questo mi trovi decisamente d'accordo.

Avatar utente
goldy
Packager
Packager
Messaggi: 1267
Iscritto il: lun 3 mag 2004, 0:00
Slackware: Current
Kernel: 2.6.26.5
Desktop: KDE 3.5.10
Località: Bologna
Contatta:

Messaggio da goldy »

Penso che la GPL3 sia la naturale evoluzione della 2,
non lo trovo un manifesto ideologico , ma pone alcuni paletti che oggi sono da porre
Non credo sia perfetta , perchè nulla è perfetto
necessita di ulteriori migliorie probabilmente,
ma era doveroso intervenire su alcune cose , tipo discorso brevetti
È giusto che dopo anni di lavoro nella comunità GNU/Linux
arrivi una microsoft o altre aziende a battere cassa?
in un modo o nell'altro queste aziende hanno trovato modo per fare soldi,
alla faccia di chi ha sviluppato in pieno "Spirito GPL" (tanto disprezzato dal Tassone)
e in un modo o nell'altro la GPL doveva intervenire per regolarizzare il tutto
Le affermazioni di Tassone sono assurde, descrive la FSF e Stallmann in particolare
come i cattivoni ideologizzati che vogliono rovinare tutto ,
e poi dall'altra parte ci sono i bbbbuoni (novell che poverina vuole solo difendere gli interessi degli azionisti)
Con un ecosistema del genere, già debilitato, i nuovi paletti che la GPL3 inserisce, se da un lato vanno a proteggere quei principi che la FSF persegue, dall'altro rischiano di uccidere il malato, facendolo tornare un gioco per geek.
Un gioco per geek?
che significa questa frase?
se oggi GNU/Linux è migliorato, e cresciuto in tanti settori
è grazie allo spirito collaborativo che di fondo impone la GPL. non alla pincopalla.spa
Penso, ad esempio, a OpenOffice, un progetto che, ricordo, non nasce dalla comunità, ma prende vita perché qualcuno, Sun, ha pagato per rilasciare quel sorgente
Eppure non c'è uno studio che presenti i vantaggi del software libero senza citare OpenOffice: forse perché, senza una donazione così cospicua di codice, l'unica alternativa oggi sarebbe KOffice, un software che, se mai potrà reggere il confronto con i prodotti Microsoft, lo farà in tempi geologici.
è evidente come per questo signore la comunità di sviluppatori GNU/LINUX non vale una cippa se non intervengono le grosse multinazionali,
E soprattutto non si limita a difendere principi generalmente accettati, li impone, con la forza che deriva dal copyright su pacchetti come gcc e glibc, fondamentali per qualsiasi distribuzione
Beh qual'è il problema? ci sarà SUN o NOVELL che rilasceranno un nuovo tool ,sicuramente migliore e non roba da geek

Questo Tassone avrebbe potuto dare qualche spiegazione in più sul perchè la gpl3 è sbagliata,
entrare in argomenti più tecnici e portando esempi più pratici,
invece si è limitato a sbeffeggiare e insultare velatamente la FSF e RMS,

l'esempio è questo delirio
Se oggi si mettono paletti su dove eseguire il software, chi ci garantisce che domani la GPL3.1 o la GPL4 non contengano una clausola che vieterà l'uso di software coperto da GPL nei paesi dove vige la pena di morte, o in quelli non considerati "liberi" (dalla FSF, ovviamente!), o in quelli che non concedono una pensione agli sviluppatori GPL per lavoro usurante?
ma forse il motivo per cui ha preferito non addentrarsi sul terreno delle spiegazioni e delle argomentazioni
è perchè fondamentalmente non ci ha capito una mazza neanche lui
Sembra sempre più un manifesto politico, che vive di una vita propria astraendosi dal mondo reale, che una licenza software. È una licenza anche difficile da leggere, contorta in più parti, e senza le FAQ di chi l'ha scritta si comprende con difficoltà:

Avatar utente
cymon
Linux 2.x
Linux 2.x
Messaggi: 430
Iscritto il: ven 5 gen 2007, 1:40
Slackware: 13.1
Kernel: 2.6.33.4-smp
Desktop: Fluxbox
Località: Milano
Contatta:

Messaggio da cymon »

goldy ha scritto:
Penso, ad esempio, a OpenOffice, un progetto che, ricordo, non nasce dalla comunità, ma prende vita perché qualcuno, Sun, ha pagato per rilasciare quel sorgente
Eppure non c'è uno studio che presenti i vantaggi del software libero senza citare OpenOffice: forse perché, senza una donazione così cospicua di codice, l'unica alternativa oggi sarebbe KOffice, un software che, se mai potrà reggere il confronto con i prodotti Microsoft, lo farà in tempi geologici.
è evidente come per questo signore la comunità di sviluppatori GNU/LINUX non vale una cippa se non intervengono le grosse multinazionali,
Però il punto interrogativo posto è interessante. OpenOffice come è esistito oggi avrebbe potuto avere uno sviluppo se avesse seguito un'altra storia?
Quali sono i progetti genuinamente GPL di grossa entità che non abbiano avuto iniziezioni dalle multinazionali oggi di successo?

#ELWOOD
Linux 0.x
Linux 0.x
Messaggi: 3
Iscritto il: ven 3 ago 2007, 16:16

Tassone e le paternali la verita su TIVO

Messaggio da #ELWOOD »

goldy ha scritto:Penso che la GPL3 sia la naturale evoluzione della 2,
non lo trovo un manifesto ideologico , ma pone alcuni paletti che oggi sono da porre
Non credo sia perfetta , perchè nulla è perfetto
necessita di ulteriori migliorie probabilmente,
ma era doveroso intervenire su alcune cose , tipo discorso brevetti
È giusto che dopo anni di lavoro nella comunità GNU/Linux
arrivi una microsoft o altre aziende a battere cassa?
in un modo o nell'altro queste aziende hanno trovato modo per fare soldi,
alla faccia di chi ha sviluppato in pieno "Spirito GPL" (tanto disprezzato dal Tassone)
e in un modo o nell'altro la GPL doveva intervenire per regolarizzare il tutto
Le affermazioni di Tassone sono assurde, descrive la FSF e Stallmann in particolare
come i cattivoni ideologizzati che vogliono rovinare tutto ,
e poi dall'altra parte ci sono i bbbbuoni (novell che poverina vuole solo difendere gli interessi degli azionisti)
Con un ecosistema del genere, già debilitato, i nuovi paletti che la GPL3 inserisce, se da un lato vanno a proteggere quei principi che la FSF persegue, dall'altro rischiano di uccidere il malato, facendolo tornare un gioco per geek.
Un gioco per geek?
che significa questa frase?
se oggi GNU/Linux è migliorato, e cresciuto in tanti settori
è grazie allo spirito collaborativo che di fondo impone la GPL. non alla pincopalla.spa
Penso, ad esempio, a OpenOffice, un progetto che, ricordo, non nasce dalla comunità, ma prende vita perché qualcuno, Sun, ha pagato per rilasciare quel sorgente
Eppure non c'è uno studio che presenti i vantaggi del software libero senza citare OpenOffice: forse perché, senza una donazione così cospicua di codice, l'unica alternativa oggi sarebbe KOffice, un software che, se mai potrà reggere il confronto con i prodotti Microsoft, lo farà in tempi geologici.
è evidente come per questo signore la comunità di sviluppatori GNU/LINUX non vale una cippa se non intervengono le grosse multinazionali,
E soprattutto non si limita a difendere principi generalmente accettati, li impone, con la forza che deriva dal copyright su pacchetti come gcc e glibc, fondamentali per qualsiasi distribuzione
Beh qual'è il problema? ci sarà SUN o NOVELL che rilasceranno un nuovo tool ,sicuramente migliore e non roba da geek

Questo Tassone avrebbe potuto dare qualche spiegazione in più sul perchè la gpl3 è sbagliata,
entrare in argomenti più tecnici e portando esempi più pratici,
invece si è limitato a sbeffeggiare e insultare velatamente la FSF e RMS,

l'esempio è questo delirio
Se oggi si mettono paletti su dove eseguire il software, chi ci garantisce che domani la GPL3.1 o la GPL4 non contengano una clausola che vieterà l'uso di software coperto da GPL nei paesi dove vige la pena di morte, o in quelli non considerati "liberi" (dalla FSF, ovviamente!), o in quelli che non concedono una pensione agli sviluppatori GPL per lavoro usurante?
ma forse il motivo per cui ha preferito non addentrarsi sul terreno delle spiegazioni e delle argomentazioni
è perchè fondamentalmente non ci ha capito una mazza neanche lui
Sembra sempre più un manifesto politico, che vive di una vita propria astraendosi dal mondo reale, che una licenza software. È una licenza anche difficile da leggere, contorta in più parti, e senza le FAQ di chi l'ha scritta si comprende con difficoltà:


Salve a tutti
oddio ma chi ha scelto quel CAPTCHA? La morte del daltonico :D
scusate rimanendo in topic. Concordo con quello che sto quotando. IL problema e la frase veramente tragica usata da parte di questo tizio su il problema della tivoization
cito:
TiVo attinge a piene mani alla comunità, ma restituisce un sistema "stabilizzato", non un'accozzaglia di pacchetti, e su quel sistema fornisce garanzie, corre dei rischi anche legali, non si trincera dietro alla fornitura del software "as-is".
La frase Accozzaglia di pacchetti (riferito ovviamente a tutte le distribuzioni linux) non e' stata per nulla carina, io almeno l'ho trovata offensiva, per uno che pubblica una rivista su linux, indi ci guadagna.
La GPL3 in quello che Tassone in queste poche ma assai confuse parole, non vuole capire (o fa finta) che Tivo, ha fatto la furba, ovvero: Ha abbracciato la gpl2 sul suo tivo, ma in realta' quando qualsiasi user decide di modificare il prodotto per gli affaracci suoi Tivo non accetta piu' il prodotto
mi spiego meglio:
TiVo ha aggirato le norme della gpl2 facendo sì che il prodotto esegua solo programmi la cui firma digitale è fra quelle autorizzate dal produttore, dallo STESSO PRODUTTORE (TIVO) chiaramente andando contro a cio' che e' la licenza GPL qualsiasi sia 1 2 3. Così mentre TiVo dice di aderire alle richieste della GPL2, che permette la modifica del codice sorgente, ogni software che è aggiunto o modificato non puo' essere usato o riusato su TIVO.
Ovviamente la paternale sui rischi che TIVO corre sono fregnacce belle e buone, perche' tutti sanno che quando si modifica un programma software su un sistema embedizzato la garanzia viene a morire.
Semplicemente con la GPL3 si e' voluto difendere i principi della GPL nella sua intierezza.
La storia di Torvalds e inerente a questioni personali, e notoriamente Torvalds e' un testardo basta ricordare Bitkeeper.
Per cui L'articolo, parla di cose che non conosce. Lasciando a voi decidere sviluppatori, utenti. e tecnici il giudizio sulla gpl3. Tassone ha inscenato un editoriale da isteria di massa (per intenerci citando ghostbuster) su qualcosa che non ha ancora capito dopo tutti questi anni. cosa sia la filosofia opensource e il concetto di licenza GPL
che e' davvero triste per uno che pubblica da anni una rivista su linux.
Augurandomi che la frase "accozzaglia di pacchetti" faccia riflettere i lettori di tale rivista.
un saluto alla comunita' slack italiana
Elwood

Bart
Staff
Staff
Messaggi: 4249
Iscritto il: lun 9 ago 2004, 0:00
Località: Rimini

Messaggio da Bart »

Secondo me le parti interessanti della GPL3 sono quelle relative ai brevetti e ai DRM. Non so quanto possano condividere questa nuova licenza i detentori di brevetti, visto che numerosi punti portano ad un loro annullamento. In pratica ho letto che l'articolo 11 di tale licenza impone al titolare di un brevetto utilizzato in un software regolato dalla GPL3, di concedere agli utenti licenza gratuita sul brevetto. In pratica avere un brevetto non serve più a niente. A voi sembra giusta questa cosa?
Mi trovo invece pienamente d'accordo con l'articolo che vieta la distribuzione di software che viola la privacy degli utenti, anche se questo è una bella mazzata per molte politiche di business.

Avatar utente
cymon
Linux 2.x
Linux 2.x
Messaggi: 430
Iscritto il: ven 5 gen 2007, 1:40
Slackware: 13.1
Kernel: 2.6.33.4-smp
Desktop: Fluxbox
Località: Milano
Contatta:

Re: Tassone e le paternali la verita su TIVO

Messaggio da cymon »

#ELWOOD ha scritto: La frase Accozzaglia di pacchetti (riferito ovviamente a tutte le distribuzioni linux) non e' stata per nulla carina, io almeno l'ho trovata offensiva, per uno che pubblica una rivista su linux, indi ci guadagna.
La GPL3 in quello che Tassone in queste poche ma assai confuse parole, non vuole capire (o fa finta) che Tivo, ha fatto la furba, ovvero: Ha abbracciato la gpl2 sul suo tivo, ma in realta' quando qualsiasi user decide di modificare il prodotto per gli affaracci suoi Tivo non accetta piu' il prodotto
mi spiego meglio:
TiVo ha aggirato le norme della gpl2 facendo sì che il prodotto esegua solo programmi la cui firma digitale è fra quelle autorizzate dal produttore, dallo STESSO PRODUTTORE (TIVO) chiaramente andando contro a cio' che e' la licenza GPL qualsiasi sia 1 2 3.
Se TiVo fosse andata contro una GPL qualsiasi l'azienda sarebbe stata denunciata e non si sarebbero dovute inserire norme ad hoc nella GPLv3.

Il problema della tivoization è difficile da trattare in una licenza software perchè coinvolge il software e l'hardware su cui gira. DI per sé il codice rilasciato da TiVo non viola nessun principio finché non viene accoppiato al su HW.
Se domani, però, tu ti assembli un HW TiVo open e modifichi (come tuo diritto e capacità) il software TiVo per farlo girare sul tuo HW open allora hai tutte le possibilità di questo mondo di riutilizzarlo. L'unico limite alla tua libertà non è intrinseco nel codice, ma nell'hardware che hai acquistato assieme ad esso. Che questo possa essere da ostacolo all'utenza smanettona è comprensibile, ma la questione mi pare abbastanza capziosa. Cosa faresti se domani TiVo ti vendesse l'hardware senza niente sopra e ti suggerisse di scaricare il codice da un certo sito internet? Quel codice violerebbe GPLv3 o no?

La questione che pone Tassone parlando di "accozzaglia di pacchetti" non è dispregiativa della comunità, ma riguarda il fatto che TiVo ha come interlocutore l'utenza finale e casalinga nella "distribuzione" del suo sistema e non la comunità degli sviluppatori. In questo contesto deve fornire tutele superiori a quelle considerate nella GPLvqualsiasi, come la garanzia, ma non gli si può chiedere di farlo senza rete, ovvero lasciando il sistema alla mercé di chiunque mentre si prende la totale responsabilità relativa al suo utilizzo.

Avatar utente
masalapianta
Iper Master
Iper Master
Messaggi: 2775
Iscritto il: lun 25 lug 2005, 0:00
Nome Cognome: famoso porco
Kernel: uname -r
Desktop: awesome
Distribuzione: Debian
Località: Roma
Contatta:

Re: Tassone e le paternali la verita su TIVO

Messaggio da masalapianta »

cymon ha scritto:
#ELWOOD ha scritto: La frase Accozzaglia di pacchetti (riferito ovviamente a tutte le distribuzioni linux) non e' stata per nulla carina, io almeno l'ho trovata offensiva, per uno che pubblica una rivista su linux, indi ci guadagna.
La GPL3 in quello che Tassone in queste poche ma assai confuse parole, non vuole capire (o fa finta) che Tivo, ha fatto la furba, ovvero: Ha abbracciato la gpl2 sul suo tivo, ma in realta' quando qualsiasi user decide di modificare il prodotto per gli affaracci suoi Tivo non accetta piu' il prodotto
mi spiego meglio:
TiVo ha aggirato le norme della gpl2 facendo sì che il prodotto esegua solo programmi la cui firma digitale è fra quelle autorizzate dal produttore, dallo STESSO PRODUTTORE (TIVO) chiaramente andando contro a cio' che e' la licenza GPL qualsiasi sia 1 2 3.
Se TiVo fosse andata contro una GPL qualsiasi l'azienda sarebbe stata denunciata e non si sarebbero dovute inserire norme ad hoc nella GPLv3.

Il problema della tivoization è difficile da trattare in una licenza software perchè coinvolge il software e l'hardware su cui gira. DI per sé il codice rilasciato da TiVo non viola nessun principio finché non viene accoppiato al su HW.
Se domani, però, tu ti assembli un HW TiVo open e modifichi (come tuo diritto e capacità) il software TiVo per farlo girare sul tuo HW open allora hai tutte le possibilità di questo mondo di riutilizzarlo. L'unico limite alla tua libertà non è intrinseco nel codice, ma nell'hardware che hai acquistato assieme ad esso. Che questo possa essere da ostacolo all'utenza smanettona è comprensibile, ma la questione mi pare abbastanza capziosa. Cosa faresti se domani TiVo ti vendesse l'hardware senza niente sopra e ti suggerisse di scaricare il codice da un certo sito internet? Quel codice violerebbe GPLv3 o no?

La questione che pone Tassone parlando di "accozzaglia di pacchetti" non è dispregiativa della comunità, ma riguarda il fatto che TiVo ha come interlocutore l'utenza finale e casalinga nella "distribuzione" del suo sistema e non la comunità degli sviluppatori. In questo contesto deve fornire tutele superiori a quelle considerate nella GPLvqualsiasi, come la garanzia, ma non gli si può chiedere di farlo senza rete, ovvero lasciando il sistema alla mercé di chiunque mentre si prende la totale responsabilità relativa al suo utilizzo.
eppure la frase "Ovviamente la paternale sui rischi che TIVO corre sono fregnacce belle e buone, perche' tutti sanno che quando si modifica un programma software su un sistema embedizzato la garanzia viene a morire." mi sembra abbastanza chiara.
Btw tivo o non tivo io non capisco il problema, la fsf ha il copyright su determinati software, la legge gli consente di decidere i termini d'uso e redistribuzione di tale software e lei lo fa; non esistono termini d'uso e redistribuzione giusti o sbagliati, se mi gira posso fare una licenza che non permetta l'uso del mio software su hardware di colore verde, perche' il verde mi sta sulle scatole e questo non e' giusto o sbagliato perche' non riguarda nessuno al di fuori di chi ha il copyright su quel codice; non ti piace una licenza? non usarla, il resto son chiacchiere sterili; tivo ha fatto la "furba" (legalmente) perche' e' riuscita ad aggirare lo spirito di una licenza libera senza violarla legalmente, gli autori di quella licenza a quelpunto si son accorti che era possibile fare cose che non avevano previsto (e che non volevano fossero fatte) con quella licenza ed ora ne stanno facendo un'altra per tappare quelli ed altri "buchi"; se a qualcuno non sta bene si riscriva quel codice o non lo usi, ma criticare una licenza (qualsiasi essa sia, anche una certa eula con clausole ben piu' assurde di quelle presenti nella gpl3) e' al livello di criticare una scelta personale che non riguarda nessun altro.
Continuo a leggere in questo thread frasi come "grazie al piffero che ognuno sceglie quello che gli piace" salvo poi leggere cose come "In pratica avere un brevetto non serve più a niente. A voi sembra giusta questa cosa?" oppure "La GPLv3 sembra una specie di "o dentro o fuori" che permette una scala di grigi a grana più grossa.", ecc..
se uno sceglie liberamente quel che piu' gli piace che senso ha fare questi discorsi?

Avatar utente
albatros
Iper Master
Iper Master
Messaggi: 2098
Iscritto il: sab 4 feb 2006, 13:59
Kernel: 6.18.0
Desktop: gnome and lxqt
Distribuzione: Ubuntu 24.04 & FC 41
Località: Darmstadt - Germania

Messaggio da albatros »

Bart ha scritto:In pratica ho letto che l'articolo 11 di tale licenza impone al titolare di un brevetto utilizzato in un software regolato dalla GPL3, di concedere agli utenti licenza gratuita sul brevetto. In pratica avere un brevetto non serve più a niente. A voi sembra giusta questa cosa?
A me sì, perché non ritengo giusto poter brevettare il software, tranne casi molto particolari, e sono contento che, almeno per ora, nell'Unione Europea non vengano riconosciuti validi.
Avere un brevetto può comunque servire, anche se si consente il suo uso gratuitamente, per tutelarsi da eventuali pretese di altri detentori di brevetti e/o ricercare accordi con essi.
masalapianta ha scritto:non ti piace una licenza? non usarla, il resto son chiacchiere sterili;
Scusa, ma non sono d'accordo, almeno non del tutto.
Discutere pacatamente, analizzare i diversi punti di vista, pensare alle conseguenze o all'impatto di una licenza, riflettere sulle sue motivazioni etico-filosofiche non mi pare affatto sterile.
Così come non lo sarebbe meditare fino a dove sia giusto estendere i poteri di chi un'opera la fa e gli eventuali diritti di chi ne usufruisce (il fatto che una cosa sia legale non la rende soggettivamente giusta e viceversa).
Cambiare le regole di uso delle prossime versioni di un programma ampiamente utilizzato è un qualcosa che può riguardare milioni di persone, quindi non mi sorprende che ci siano delle reazioni e delle discussioni intorno alla gpl3.
Rispettare le legittime scelte altrui non implica, a parer mio, astenersi dall'esprimere la propria opinione in merito.
La stessa FSF ha elaborato diverse bozze prima del rilascio della versione ufficiale proprio per incoraggiare le persone alla discussione e a formulare un parere o una critica costruttiva.
Diverso è il fare pressioni affinché la FSF cambi orientamento, perché certamente essa ha agito in maniera legittima e coerente con le proprie idee.
Diverso è pretendere che altri lavorino per scopi, fini e interessi da loro non condivisi: chi produce un programma ha diritto di stabilire diritti e doveri dell'utente finale mediante una licenza d'uso, Concordo con te, masalapianta, che se ad uno la licenza non piace non è certamente obbligato ad accettarla e può rivolgersi ad altri soggetti, oppure, se ne ha i mezzi, tirare fuori soldi e/o ingegno e creare lui una alternativa.
Che è quanto può avvenire nel peggiore dei casi se le grandi aziende volessero usare programmi prima gpl2 e non volessero accettare la gpl3: se convinte della bontà di questi programmi per il loro valore e non per meri ragionamenti economici, stipendieranno alcuni programmatori per proseguirne lo sviluppo sotto gpl2.
Personalmente non vedo scenari così apocalittici, fra l'altro il CEO di Sun pare non abbia accolto poi così negativamente le ultime bozze della gpl3.

Posso capire le preoccupazioni di chi si teme lacerazioni all'interno del movimento del software libero (e open source, che è un concetto diverso), ma l'avvento della gpl3 ha solo messo in chiaro quelle che sono le intenzioni di una sua importante componente, non c'è nulla di nuovo, si è solo sviscerato e messo in luce un orientamento già espressa in passato.
I singoli programmatori possono liberamente scegliere se aderire o no alla nuova licenza, secondo le loro preferenze. Se uno di loro passerà alla gpl3 e ad alcuni utenti non piacerà la nuova licenza, tutto sarà come se questi dovessero trovarsi un nuovo mainteiner che rimanga con la gpl2.

Avatar utente
Luci0
Staff
Staff
Messaggi: 3591
Iscritto il: lun 27 giu 2005, 0:00
Nome Cognome: Gabriele Santanché
Slackware: 12.2 14.0
Kernel: 2.6.27.46- gen 3.2.29
Desktop: KDE 3.5.10 Xfce
Località: Forte dei Marmi
Contatta:

Messaggio da Luci0 »

Io credo che non bisogna preouccuparsi più di tanto...
... ma credo che il software GNU debba tutelarsi ... troppi hanno pasticciato sulla GPL2 travisandone il significato e con comportamenti sicuramente poco edificanti ... insomma é anche questione di stile Linus Torvald non é Bill Gates altrimenti avremmo dovuto tutti pagare le royalties ... ma dal momento che non tutti si sono comportati da signori come Torvalds e hanno giocato sporco ( es. SCO-Caldera RedHat ) e con cadute di stile vergognose é bene che si predano provvedimenti ...
Vorrei ricordare che anche la PIXAR e Hollywood hanno utilizzato Cluster basati su Linux senza scucire un centesimo ... ma questa forse é un' altra storia...

Avatar utente
masalapianta
Iper Master
Iper Master
Messaggi: 2775
Iscritto il: lun 25 lug 2005, 0:00
Nome Cognome: famoso porco
Kernel: uname -r
Desktop: awesome
Distribuzione: Debian
Località: Roma
Contatta:

Messaggio da masalapianta »

albatros ha scritto:
Bart ha scritto:In pratica ho letto che l'articolo 11 di tale licenza impone al titolare di un brevetto utilizzato in un software regolato dalla GPL3, di concedere agli utenti licenza gratuita sul brevetto. In pratica avere un brevetto non serve più a niente. A voi sembra giusta questa cosa?
A me sì, perché non ritengo giusto poter brevettare il software, tranne casi molto particolari,
ma giusto o non giusto che sia brevettare le idee sul software il punto e' che facendo questo discorso allora tutte le licenze libere sono "ingiuste" perche' ad esempio concedi i sorgenti (sotto certe condizioni certo) e addirittura permetti ad altri di aver vantaggio su codice tuo senza ricavarne vantaggio a tua volta (se non con modelli di business alternativi); ci vogliamo mettere in testa che non esistono licenze non giuste? una licenza esprime solo la volonta' dell'autore d'un software circa il suo uso e redistribuzione, NON puo' essere ingiusta per definizione, il codice e' suo e qualsiasi decisione in merito e' automaticamente giusta.
e sono contento che, almeno per ora, nell'Unione Europea non vengano riconosciuti validi.
in realta' tali brevetti vengono riconosciuti validi in europa ma solo nell'ambito di sistemi embedded
masalapianta ha scritto:non ti piace una licenza? non usarla, il resto son chiacchiere sterili;
Scusa, ma non sono d'accordo, almeno non del tutto.
Discutere pacatamente, analizzare i diversi punti di vista, pensare alle conseguenze o all'impatto di una licenza, riflettere sulle motivazioni etico-filosofiche di una licenza non mi pare affatto sterile.
concordo, quello che e' sterile sono le argomentazioni di tassone o di chi addirittura parla di "giusto" o "non giusto"; un conto e' discutere gli impatti di una licenza in un determinato ambito e un conto e' fare un'arringa per criticarla; come se fosse sensato il fatto stesso di criticare una licenza
Così come non lo sarebbe meditare fino a dove sia giusto estendere i poteri di chi un'opera la fa e gli eventuali diritti di chi ne usufruisce (il fatto che una cosa sia legale non la rende soggettivamente giusta e viceversa).
il concetto di diritti su un'idea non e' giusto per definizione, non esiste alcun diritto naturale su cose immateriali, men che meno esiste alcun diritto naturale di "copia"; son diritti artificiali messi in piedi per tutelare un modello economico che si basa sulla concorrenza (che puo' andar benissimo per carita', ma non mi si venga a parlare di giusto e non giusto). D'altra parte come si puo' anche solo parlare di diritti su un' "idea"? e dove sta scritto che nessuno prima di te non l'ha gia' avuta e se l'e' tenuta per se? che c'e' di naturale nel diritto su un'idea stabilito in base al fatto che tale idea viene comunicata a un dato ente? se proprio vogliamo parlare di giusto e sbagliato allora e' giusto che i diritti su un'idea li abbia chi l'idea l'ha avuta per primo a prescindere che l'abbia comunicata o meno a chicchessia, ma a quel punto diventa impossibile stabilirlo e da qui deriva il fatto che il diritto su un'idea non e' un diritto naturale (quello su un oggetto materiale ad esempio lo e' perche' e' possibile stabilire chi ne e' in possesso)
Cambiare le regole di uso delle prossime versioni di un programma ampiamente utilizzato è un qualcosa che può riguardare milioni di persone, quindi non mi sorprende che ci siano delle reazioni e delle discussioni intorno alla gpl3.
le riguarda negli effetti ma non le riguarda minimamente nella decisione e men che meno nella critica (che non ha senso)
Rispettare le legittime scelte altrui non implica, a parer mio, astenersi dall'esprimere la propria opinione in merito.
ma nessuno impedisce a nessun altro di criticare la gpl3, stante il fatto che e' piu' o meno come criticare tizio perche' si e' fidanzato con caia e non con sempronia, puoi farlo, ma se poi tizio ti viene a dire "ma che vuoi? come ti permetti? fatti i mazzi tuoi" ha tutte le ragioni del mondo
La stessa FSF ha elaborato diverse bozze prima del rilascio della versione ufficiale proprio per incoraggiare le persone alla discussione e a formulare un parere o una critica costruttiva.
piu' realisticamente la fsf lo ha fatto per "tastare" il terreno e rendersi conto su quanto consenso potessero contare per diffondere la licenza; e proprio su questo punto avrebbe senso (perche' criticare la licenza in se non ha senso) una critica in quanto la fsf non si limita a far valere il proprio diritto a scegliere la licenza che preferisce per il softwaresu cui ha il copyright ma cerca di far proselitismo; cosa sbagliata perche' NON e' una cosa che la riguardi che licenza viene scelta per software su cui loro non han copyright (esattamente quel che fa tassone, sbagliando pure lui, quando fa proselitismo al contrario su una cosa che NON lo riguarda)

Avatar utente
masalapianta
Iper Master
Iper Master
Messaggi: 2775
Iscritto il: lun 25 lug 2005, 0:00
Nome Cognome: famoso porco
Kernel: uname -r
Desktop: awesome
Distribuzione: Debian
Località: Roma
Contatta:

Messaggio da masalapianta »

Luci0 ha scritto: e hanno giocato sporco ( es. SCO-Caldera RedHat )
non mi risulta che redhat abbia fatto alcunche' di sporco
Vorrei ricordare che anche la PIXAR e Hollywood hanno utilizzato Cluster basati su Linux senza scucire un centesimo ... ma questa forse é un' altra storia...
bhe? hanno agito nel pieno rispetto, non solo legale, della gpl ma anche dello spirito che c'e' dietro, non ci vedo nulla di male

Avatar utente
albatros
Iper Master
Iper Master
Messaggi: 2098
Iscritto il: sab 4 feb 2006, 13:59
Kernel: 6.18.0
Desktop: gnome and lxqt
Distribuzione: Ubuntu 24.04 & FC 41
Località: Darmstadt - Germania

Messaggio da albatros »

ci vogliamo mettere in testa che non esistono licenze non giuste? una licenza esprime solo la volonta' dell'autore d'un software circa il suo uso e redistribuzione, NON puo' essere ingiusta per definizione, il codice e' suo e qualsiasi decisione in merito e' automaticamente giusta.
Il problema è più a monte, si tratta di decidere fino a che punto si può decidere dell'uso che altri faranno delle proprie creazioni.
Non può essere ingiusta la volontà dell'autore di un programma, possono, a parer mio, esserlo le leggi che stabiliscono fino a che punto la volontà dell'autore può essere protetta dall'uso diverso da quello stabilito dall'autore che altri vorrebbero fare della sua opera.
Sono le conseguenze e gli obblighi imposti dalla legge, le condizioni di uso che si vengono effettivamente a creare che possono, a parer mio, essere ritenute ingiuste, così che la licenza, che sul piano delle intenzioni non è classificabile in base a criteri soggettivi come giusta o sbagliata, lo diventa nella sua applicazioni pratica.
Se mi dici che, qualsiasi decisione prenda l'autore, le sue volontà debbano sempre essere rispettate e tutelate dalla legge, allora concordo con te che viene a cadere il senso della valutazione sul giusto e lo sbagliato a proposito di una licenza.
in realta' tali brevetti vengono riconosciuti validi in europa ma solo nell'ambito di sistemi embedded
Vero, e si tratta dei casi particolari a cui mi riferivo nel post precedente, ovvero quando in sostanza il software è stato appositamente pensato per il funzionamento di un ben preciso e specifico oggetto fisico, sì che alla fine diventa parte integrante dello stesso.
Questo tipo di brevetto lo considero personalmente accettabile.
il concetto di diritti su un'idea non e' giusto per definizione, non esiste alcun diritto naturale su cose immateriali, men che meno esiste alcun diritto naturale di "copia"; son diritti artificiali messi in piedi per tutelare un modello economico che si basa sulla concorrenza (che puo' andar benissimo per carita', ma non mi si venga a parlare di giusto e non giusto).
Sono d'accordo con te sulla prima parte di queste affermazioni, ma allora su tutto ciò che non può essere considerato come facente parte del "diritto naturale" non si dovrebbero poter esprimere giudizi e valutazioni?
Nel nostro sistema di leggi vi sono vari concetti lontani dal diritto naturale, ma non per questo non si è cercato di dare loro una regolamentazione in base a quanto ritenuto dal legislatore giusto, sbagliato o conveniente.
nessuno impedisce a nessun altro di criticare la gpl3, stante il fatto che e' piu' o meno come criticare tizio perche' si e' fidanzato con caia e non con sempronia, puoi farlo, ma se poi tizio ti viene a dire "ma che vuoi? come ti permetti? fatti i mazzi tuoi" ha tutte le ragioni del mondo
Mi pare sia ben diversa la scelta di un compagno o una compagna, così come tutte le scelte che riguardano l'individuo e basta (es. che film gli piacciono, come vota, in cosa crede, come veste, cosa mangia, che cosa legge, eccetera), da quella che riguarda la scelta di un "modello di contratto" in cui si stabiliscono i termini di uso di un software, che riguardano, certamente negli effetti e non nella decisione, molte altre persone, che per il semplice motivo di esserne interessate non sono irragionevoli e non compiono azioni prive di senso nel manifestare il proprio punto di vista.
Citazione:

La stessa FSF ha elaborato diverse bozze prima del rilascio della versione ufficiale proprio per incoraggiare le persone alla discussione e a formulare un parere o una critica costruttiva.

piu' realisticamente la fsf lo ha fatto per "tastare" il terreno e rendersi conto su quanto consenso potessero contare per diffondere la licenza;
E' una tua impressione o hai delle prove o almeno degli indizi a supporto di questa tua affermazione?

Volevo scriverlo prima, lo faccio ora: bentornato dal viaggio di nozze! :D

Avatar utente
albatros
Iper Master
Iper Master
Messaggi: 2098
Iscritto il: sab 4 feb 2006, 13:59
Kernel: 6.18.0
Desktop: gnome and lxqt
Distribuzione: Ubuntu 24.04 & FC 41
Località: Darmstadt - Germania

Messaggio da albatros »

Riporto alcuni passaggi estratti dal bollettino 10 di luglio 2007 della FSF:

Dall'articolo di Peter Brown, Executive Director, "Proprietary vs. Free":
Immagine
Immagine
Immagine
Dall'articolo di John Sullivan, Campaigns Manager, "Why Matters":
Immagine
Immagine
E la nota sul copyright del bollettino, che devo (giustamente) riportare:
Immagine

Questo per dimostrare l'importanza attribuita al principio etico del software libero dalla FSF.
:)

Rispondi