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V ha scritto:
Mi dispiace ma devo proprio contraddirti: mal pagato!?!?!
Io conosco gente impiegata in comune che lavorando meno di 7 ore al giorno si porta a casa 1000 euro al mese.
Sai qual'è il bello poi?
Producono meno di quello che dpvrebbero e gli vengono dati i premi produzione per lavorare nella norma!!!!
Fidati
Non generalizzare...
C'è PA e PA.
A parte il fatto che lo standard sono 36 ore la settimana, per uno che ha famiglia, 1000 euro (che tra l'altro ormai sono almeno 1300-1400) ti sembrano tanti? Dimmi chi è (a posto fisso) che guadagna meno di quella cifra...!
[...cut...]
Io!
Dopo 2 anni di part time ("fittizio") a quasi 700 euro, qualche giorno fa mi hanno proposto il passaggio a full time...Bene, mi dico!
La proposta iniziale del capo? 1000 euro, "netti però!" mi ha detto lui (ed ha specificato che non era una proposta prendere o lasciare). Alla fine mi sono dovuto accontentare di 1100. Ah, è sottinteso che il netto in busta sarà molto di più, ma siccome i dipendenti costano troppo, le tasse sono troppe l'unico che fa economia per il bene dell'azienda è il sottoscritto (ultimo assunto). Non ho buoni pasto, rimborsi per la macchina, etc etc. Sono laureato in ing.
Saluti
corrado
P.S. Ad ottobre ho rifiutato un lavoro in un'altra provincia presso un azienda che "investe in cervelli e titoli", che crede che il "capitale di un'azienda sono i suoi laureati" (così mi diceva l'amministratore unico all'ultimo colloquio) e che mi offriva un mensile a circa 1000 euro (per i primi anni almeno).
La cosa che mi strappa un amaro sorriso è che diversi anni fa uno si faceva il mazzo (per non dire altro) per laurearsi. Prendeva il suo fagotto a 18 anni e investiva soldi, volontà e impegno in una laurea che gli avrebbe garantito un futuro. Attualmente un lavoratore dipendente con un diploma di terza media si porta a casa gli stessi soldi. Ho diversi amici con tale diploma che lavorano in fabbrica a prendono gli stipendi di un laureato con 19 anni di studi alle spalle che inizia a lavorare. Sia ben chiaro, non ho nulla contro di loro ma mi fa parecchio pensare la cosa. 1000 euro al mese sono veramente pochi. Se vai a lavorare fuori ne spendi la metà nell'appartamento. Rimangono 500 euro per mangiare. In pratica è come se si prendesse uno stipendio di 500 euro. Al primo inghippo sei in rosso.
Chi di voi ha mai fatto un lavoro fisicamente pesante?
Io parlo per esperienza diretta: una persona che fa determinati lavori a 50 anni è distrutta fisicamente, mentre una persona che lavora in ufficio a 60 anni può ancora svolgere il suo lavoro al 100%.......
Ora è pagata troppo la "manovalanza" o poco l'operaio "specializzato"?
Bart ha scritto:La cosa che mi strappa un amaro sorriso è che diversi anni fa uno si faceva il mazzo (per non dire altro) per laurearsi. Prendeva il suo fagotto a 18 anni e investiva soldi, volontà e impegno in una laurea che gli avrebbe garantito un futuro. Attualmente un lavoratore dipendente con un diploma di terza media si porta a casa gli stessi soldi. Ho diversi amici con tale diploma che lavorano in fabbrica a prendono gli stipendi di un laureato con 19 anni di studi alle spalle che inizia a lavorare. Sia ben chiaro, non ho nulla contro di loro ma mi fa parecchio pensare la cosa.
secondo me dietro tutto ciò c'è la volontà ben precisa di fare dell'Italia un Paese che esporta solo prodotti a basso valore aggiunto, in modo tale da non fare concorrenza a Paesi che hanno fatto della ricerca il loro core business. Inoltre c'è la volontà di scoraggiare gli studi, in modo da renderci una massa totalmente manovrabile di ignoranti.
Paoletta ha scritto:secondo me dietro tutto ciò c'è la volontà ben precisa di fare dell'Italia un Paese che esporta solo prodotti a basso valore aggiunto, in modo tale da non fare concorrenza a Paesi che hanno fatto della ricerca il loro core business. Inoltre c'è la volontà di scoraggiare gli studi, in modo da renderci una massa totalmente manovrabile di ignoranti.
V ha scritto:Guardate, io parlo da studente universitario....
Chi di voi ha mai fatto un lavoro fisicamente pesante?
Io parlo per esperienza diretta: una persona che fa determinati lavori a 50 anni è distrutta fisicamente, mentre una persona che lavora in ufficio a 60 anni può ancora svolgere il suo lavoro al 100%.......
Ora è pagata troppo la "manovalanza" o poco l'operaio "specializzato"?
Il primo anno di lavoro in azienda ho fatto il "cinese"...
E poi dover fare un lavoro, perchè si ha bisogno di lavorare, e non esserne soddisfatti può distruggerti psicologicamente.
"...te ne vai triste come chi deve..." (F. De Andre)
Gli appassionati del settore hanno principalmente 2 strade
1) Entrare nel ced di una grande azienda o P.A.
Probabilmente linux sarà sfruttato al minimo e si incontreranno tonnellate di server Windows, si avrà sicuramente a che fare con le scelte opinabili del proprio capo, con sprechi economici, ma almeno lo stipendio è sicuro.
2) Lavorare in proprio.
Allora lavorerai con piccole e medie imprese, dove i budget sono sicuramente inferiori, lo stipendio ovviamente non è assicurato, ma se sei capace è difficile fare la fame.
Ovviamente diventa necessario avere una infarinatura generale, hardware, sistemi operativi e software perchè i clienti ti chiederanno di tutto. Comunque per esperienza personale difficilmente ti chiederanno cose molto complicate.
Nella ditta dove lavoro io i server windows venduti sono solo quelli che devono eseguire applicazioni appositamente scritte per il "gioiello" di Microsoft, il resto è Slackware o Fedora (visto che un produttore software si ostina a non certificarmi le installazioni su Slack).
Come ho scritto nel mio primo post linux è usatissimo in italia anche se non viene pubblicizzato.
Non lamentatevi se prendete meno di 1000 euro all'inizio , siete giovani , vivete ancora in famiglia. La gavetta si fa sempre , io all'inizio prendevo 800 euro a progetto, ora ne piglio quasi il doppio. Non spaventatevi degli orari di lavoro o di dove vi mandano. Il "c**o" all'inizio ve lo dovete fare. Smettetela di lamentarvi su quanto vi prepari poco l'università e menate varie , iniziate a mandare cv (a pacchi) su infojobs e studiate.
Se ancora non trovate lavoro è perchè vi lamentate e pretendete troppo all'inizio.
L'aver fatto l'università NON TI PREPARA A LAVORARE NELL'IT. Le uniche cose che veramente contano sono le capacità personali e l'esperienza. E se nella vostra città non trovate nulla SPOSTATEVI o FATE I PENDOLARI come migliaia di altre persone. E se dopo un anno di lavoro ancora vi pagano poco non abbiate paura di cambiare posto di lavoro
Se non si osa e non ci si rompe la schiena quando si è giovani non si combinerà mai nulla nella vita.
Piccola parentesi sull'università : 5 anni di matematica non ti portano da nessuna parte , 5 anni di ingengeria dei materiali ti portano contratti da migliaia di euro al mese. Il mercato è cambiato , le richieste sono cambiate.
ADATTATEVI.
Io prendo dagli 800 ai 850 euro al mese come apprendista informatico.
Sono rimborsato per viaggi e pranzi fuori.
Ho 24 anni e sono fondamentalmente sistemista Windows.
Diploma di perito informatico, analista programmatore. Niente laurea.
Ho fatto anche il programmatore, ho sviluppato qualche gestionale ad hoc che non siamo riusciti a vendere, ma almeno mi sono fatto della gran esperienza.
Conoscere Windows e sistemi Active Directory purtroppo è il pane...io l'ho appreso sul lavoro.
Mi ritengo molto fortunato, i capi vedono che "mi sbatto" e che mi sono imparato tante belle cosine da solo (PHP, Linux) e infatti, grazie a me, iniziamo ora a fare qualche implementazione di sistemi Linux su qualche serverino, ma siamo a ferrara...le aziende vanno ancora avanti a carta e penna.
Il mio apprendistato finirà a breve e credo che non prenderò più di 1000 euro al mese e per un ragazzo di 24 anni che inizia ad aver bisogno di uscire di casa sono veramente pochi.
Io nella zona a parità di età sono quello messo meglio...fate un po' voi.
Comunque quoto chi dice che sono le capacità personali e la capacità di adattamento che contano.
DanBadJar ha scritto:... non prenderò più di 1000 euro al mese e per un ragazzo di 24 anni che inizia ad aver bisogno di uscire di casa sono veramente pochi.
...
premessa (OT) {
Scusa se prendo la tua affermazione in prestito e scusatemi se torno per un
attimo OT, ma qualche risposta di prima mi aveva fatto venire il complesso del
riccone e cominciavo a vergognarmi come un ladro.
}
OT {
E perché per uno che lavora da quasi vent'anni, con moglie e due figlie
grandicelle a carico, il mutuo (o il fitto) della casa e spese infinite, 1000 €
e rotti dovrebbero essere troppi? Forse perché lavora nella PA (facendo,
comunque, il suo dovere)?
}
Ultima modifica di aschenaz il mer 25 apr 2007, 11:49, modificato 1 volta in totale.
E perché per uno che lavora da quasi vent'anni, con moglie e due figlie
grandicelle a carico, il mutuo (o il fitto) della casa e spese infinite, 1000 €
e rotti dovrebbero essere troppi? Forse perché lavora nella PA (facendo,
comunque, il suo dovere)?
Non è il caso di fare paragoni, perchè tutto è relativo, però devo ammettere che nelle tue condizioni 1000€ starebbero mooooolto stretti anche a me.
Dunque
Sono di e lavoro a Torino per un'azienda che ha un appalto da una multinazionale di informatica. Finchè non decideranno di subappaltare ad altre aziende lavorerò per dare assistenza ad un ente regionale italiano solo ed esclusivamente su windows. Oltre al mio servizio ce ne sono altri due per enti stranieri.
Prendo uno stipendio medio di 1000/1100 euro mensili (e buoni pasto) e con me (per la stessa cifra e ritenendosi fortunati) lavora gente laureata e che conosce fino a quattro lingue.
Non sò nelle altre parti d'Italia (ma credo che la situazione sia la medesima) ma da noi questo campo è completamente saturo. I negozzi d'informatica sono più delle panetterie e qualsiasi st****o si può improvvisare tecnico, quindi mettersi in proprio è un suicidio.
Alle aziende non frega nulla delle tue conoscienze informatiche anzi meno sai, meno puoi pretendere, meno vieni pagato.
Capitolo linux: i tecnici linux alle aziende costano un botto e mezzo, quindi se devi essere assunto per usare linux devi essere estremamente pratico, altrimenti c'è sempre qualche verme che si svende e a cui poter imboccare due nozioni di *nix, così da poter "tappare" quel buco.
Alle aziende italiane non interessa offrire un prodotto/servizio efficiente in maniera da poterlo conservare il può a lungo possibile, ma arraffare quanto più arraffabile in tempi estremamente brevi.
N.B. Tutte le considerazioni fatte sono da ritenersi ovviamente IMHO e in base alla mia esperienza
Alle aziende italiane non interessa offrire un prodotto/servizio efficiente in maniera da poterlo conservare il può a lungo possibile, ma arraffare quanto più arraffabile in tempi estremamente brevi.
prometeo79 ha scritto:Alle aziende non frega nulla delle tue conoscienze informatiche anzi meno sai, meno puoi pretendere, meno vieni pagato.
Capitolo linux: i tecnici linux alle aziende costano un botto e mezzo, quindi se devi essere assunto per usare linux devi essere estremamente pratico, altrimenti c'è sempre qualche verme che si svende e a cui poter imboccare due nozioni di *nix, così da poter "tappare" quel buco.
Alle aziende italiane non interessa offrire un prodotto/servizio efficiente in maniera da poterlo conservare il può a lungo possibile, ma arraffare quanto più arraffabile in tempi estremamente brevi.
In linea di massima il discorso è valido per quasi tutte le aziende italiane, soprattutto se medio-piccole e appaltatrici per multinazionali straniere; generalmente tali aziende non producono né innovazione né sviluppo, ma si limitano a fare reti e customizzare gestionali. Succede però a volte (pochiiiiissime per carità) che alcune aziende italiane mandino del proprio personale negli USA ad addestrare quelli di Accenture (che trattano glia altri come dei cazzoni) su di un determinato processo, per il quale lì non hanno know-how. Purtroppo una delle tante cause di questa situazione è la dimensione infima delle aziende italiane, che sono facilmente colonizzabili. Anche in Giappone c'è un tessuto aziendale simile a quello italiano, ma il Giappone fa innovazione, perché le aziende si uniscono in consorzi.