intervista sul futuro di linux
Moderatore: Staff
Regole del forum
1) Citare sempre la versione di Slackware usata, la versione del Kernel e magari anche la versione della libreria coinvolta. Questi dati aiutano le persone che possono rispondere.
2) Per evitare confusione prego inserire in questo forum solo topic che riguardano appunto Gnu/Linux in genere, se l'argomento è specifico alla Slackware usate uno dei forum Slackware o Slackware64.
3) Leggere attentamente le risposte ricevute
4) Scrivere i messaggi con il colore di default, evitare altri colori.
5) Scrivere in Italiano o in Inglese, se possibile grammaticalmente corretto, evitate stili di scrittura poco chiari, quindi nessuna abbreviazione tipo telegramma o scrittura stile SMS o CHAT.
6) Appena registrati è consigliato presentarsi nel forum dedicato.
La non osservanza delle regole porta a provvedimenti di vari tipo da parte dello staff, in particolare la non osservanza della regola 5 porta alla cancellazione del post e alla segnalazione dell'utente. In caso di recidività l'utente rischia il ban temporaneo.
1) Citare sempre la versione di Slackware usata, la versione del Kernel e magari anche la versione della libreria coinvolta. Questi dati aiutano le persone che possono rispondere.
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5) Scrivere in Italiano o in Inglese, se possibile grammaticalmente corretto, evitate stili di scrittura poco chiari, quindi nessuna abbreviazione tipo telegramma o scrittura stile SMS o CHAT.
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- JohnnyMnemonic
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- Messaggi: 2733
- Iscritto il: dom 5 set 2004, 0:00
- Nome Cognome: Giuseppe Palmiotto
- Slackware: 14.0
- Kernel: 3.5.5-thanatos
- Località: Bologna
- Contatta:
Ciao submax, sto realizzando una traduzione, non riassuntiva però, che verrà pubblicata penso in pochi giorni su http://www.notebookitalia.it
per ora sono alla prima pagina ed è abbastanza interessante, anche se parla ancora della nascita di linux e del suo lavoro nella linux foundation, vediamo cosa dirà sul futuro
per ora sono alla prima pagina ed è abbastanza interessante, anche se parla ancora della nascita di linux e del suo lavoro nella linux foundation, vediamo cosa dirà sul futuro
- ildiama
- Linux 3.x

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- Iscritto il: mar 27 dic 2005, 16:49
- Slackware: mine
- Kernel: 2.6.alto..
- Desktop: KDE4
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Ecco il riassunto. Si può fare meglio, lo so. Ma meglio lo leggerai dalla traduzione di johnny.
Ciao
All'inizio dice che ha scelto di lavorare ad un kernel perchè gli piaceva
Poi spiega cos'è la Linux Foundation..
Infine parla del suo lavoro: dice che lavora a tempo pieno sul kernel, ma non scrive molto codice.
Si occupa di controllare il "flusso" del codice, sostanzialmente tramite git (il sistema di controllo
dei sorgenti da lui stesso scritto).
Soprattutto scrive codice per "mettere insieme" le varie parti che gli arrivano e per suggerire agli altri
in che modo, ad esempio, organizzare una patch. La cosa che fa di più è andare dagli altri e dire sì e no
(è un pò sborrone, non c'è che dire.. NdT).
Poi dice che la vecchia metodologia 2.pari = stabile, 2.dispari = sviluppo non va più bene a causa dei cicli di
rilascio troppo lunghi per molte novità importanti. Inoltre i bug venivano corretti (dall'esterno, soprattutto) per
le release stable e molte volte quegli aggiustamenti non potevano essere portati nella release di sviluppo vanificando
e raddoppiando il lavoro.
Da un pò quindi (dal 2.6 praticamente) ci sono cicli di rilascio stabilizzati sui due o tre mesi.
Il che significa che i kernel stabili sono più "vicini" a quelli di sviluppo. E tutti sono contenti (a occhio, lui più di tutti).
Quindi il passaggio ad esempio al kernel 3.0 secondo lui non ha senso se non commercialmente.
I rami di sviluppo del kernel (ac,mm, etc..) sembrano perdere rilevanza secondo APC, ma linus ribatte dicendo che ce ne
sono ancora per ogni cosa: dallo sviluppo dei driver al sistema sonoro al raddrizzamento banane (sempre NdT).
Quando poi il codice passa al ramo di linus e riceve il sì di cui sopra, passa al ramo stabile.
Per fare bene questi passaggi ha scritto git.
Poi una digressione sul fatto che secondo lui i fork non sono una brutta cosa e non tolgono energie vitali ai progetti.
Alla domanda sull'impatto di linux nel mondo opensource dice che ha avuto un ruolo centrale nella maturazione di
tutto il movimento. E inquadra il suo modo di vedere l'opensource come un metodo migliore per generare tecnologie complesse
piuttosto che come una scelta di libertà.
Augura una morte terribile (e non so quanto stia scherzando) ai produttori di hw che non rilasciano i datasheet e le specifiche.
Dice che la cosa di cui va più fiero è della sua "tecnologia" (io ci vedo un riferimento erotico.. boh) anche se ad esempio
col fatto che linux è gratis molti hanno potuto goderne grazie a lui.
Le tecnologie di cui parlava, in cui sente di essere meglio di ogni altro OS kernel, sono la portabilità, il processo di
sviluppo, la gestione della memoria e il livello filesystem.
Quando non programma o non sta al computer, sta con la famiglia e gli piace leggere. Gli piacciono le distro semplici (cita
Fedora, SUSE, YDL) e in generale quelle con una installazione semplice (no debian e gentoo). Di slack non dice nulla.
Usa tante xterms e programmi da console tipo alpine (evoluzione di pine). Non cita il browser, secondo me apposta.
Non sembra aver intenzione di smettere il suo lavoro.
Infine quattro cacchiate sui viaggi in Australia per conto di Linux.conf.
Ciao
All'inizio dice che ha scelto di lavorare ad un kernel perchè gli piaceva
Poi spiega cos'è la Linux Foundation..
Infine parla del suo lavoro: dice che lavora a tempo pieno sul kernel, ma non scrive molto codice.
Si occupa di controllare il "flusso" del codice, sostanzialmente tramite git (il sistema di controllo
dei sorgenti da lui stesso scritto).
Soprattutto scrive codice per "mettere insieme" le varie parti che gli arrivano e per suggerire agli altri
in che modo, ad esempio, organizzare una patch. La cosa che fa di più è andare dagli altri e dire sì e no
(è un pò sborrone, non c'è che dire.. NdT).
Poi dice che la vecchia metodologia 2.pari = stabile, 2.dispari = sviluppo non va più bene a causa dei cicli di
rilascio troppo lunghi per molte novità importanti. Inoltre i bug venivano corretti (dall'esterno, soprattutto) per
le release stable e molte volte quegli aggiustamenti non potevano essere portati nella release di sviluppo vanificando
e raddoppiando il lavoro.
Da un pò quindi (dal 2.6 praticamente) ci sono cicli di rilascio stabilizzati sui due o tre mesi.
Il che significa che i kernel stabili sono più "vicini" a quelli di sviluppo. E tutti sono contenti (a occhio, lui più di tutti).
Quindi il passaggio ad esempio al kernel 3.0 secondo lui non ha senso se non commercialmente.
I rami di sviluppo del kernel (ac,mm, etc..) sembrano perdere rilevanza secondo APC, ma linus ribatte dicendo che ce ne
sono ancora per ogni cosa: dallo sviluppo dei driver al sistema sonoro al raddrizzamento banane (sempre NdT).
Quando poi il codice passa al ramo di linus e riceve il sì di cui sopra, passa al ramo stabile.
Per fare bene questi passaggi ha scritto git.
Poi una digressione sul fatto che secondo lui i fork non sono una brutta cosa e non tolgono energie vitali ai progetti.
Alla domanda sull'impatto di linux nel mondo opensource dice che ha avuto un ruolo centrale nella maturazione di
tutto il movimento. E inquadra il suo modo di vedere l'opensource come un metodo migliore per generare tecnologie complesse
piuttosto che come una scelta di libertà.
Augura una morte terribile (e non so quanto stia scherzando) ai produttori di hw che non rilasciano i datasheet e le specifiche.
Dice che la cosa di cui va più fiero è della sua "tecnologia" (io ci vedo un riferimento erotico.. boh) anche se ad esempio
col fatto che linux è gratis molti hanno potuto goderne grazie a lui.
Le tecnologie di cui parlava, in cui sente di essere meglio di ogni altro OS kernel, sono la portabilità, il processo di
sviluppo, la gestione della memoria e il livello filesystem.
Quando non programma o non sta al computer, sta con la famiglia e gli piace leggere. Gli piacciono le distro semplici (cita
Fedora, SUSE, YDL) e in generale quelle con una installazione semplice (no debian e gentoo). Di slack non dice nulla.
Usa tante xterms e programmi da console tipo alpine (evoluzione di pine). Non cita il browser, secondo me apposta.
Non sembra aver intenzione di smettere il suo lavoro.
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Intervista tradotta e pubblicata su http://notebookitalia.it/intervista-a-l ... linux.html
