laptop negroponte
Moderatore: Staff
Regole del forum
1) Rispettare le idee altrui.
2) Evitare le offese dirette.
3) Leggere attentamente le risposte ricevute
4) Scrivere i messaggi con il colore di default, evitare altri colori.
5) Scrivere in Italiano o in Inglese, se possibile grammaticalmente corretto, evitate stili di scrittura poco chiari, quindi nessuna abbreviazione tipo telegramma o scrittura stile SMS o CHAT.
6) Appena registrati è consigliato presentarsi nel forum dedicato.
La non osservanza delle regole porta a provvedimenti di vari tipo da parte dello staff, in particolare la non osservanza della regola 5 porta alla cancellazione del post e alla segnalazione dell'utente. In caso di recidività l'utente rischia il ban temporaneo.
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Io queste cose non le capisco, come fai a parlare di laptop e terzo mondo nella stessa frase? Parlare di "educazione moderna" poi mi sembra proprio una mancanza di rispetto nei confronti di queste popolazioni. Cosa ci fa un bambino del terzo mondo con un portatile quando gli mancano i beni di prima necessità?
- albatros
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- Località: Darmstadt - Germania
Probabilmente è stato tradotto male education=istruzione.
Comunque conoscere culture diverse dalla propria, a meno che non si viva isolati nei più remoti angoli del globo, dal mio punto di vista non può che migliorare il rispetto e la tolleranza reciproca; naturalmente questo vale anche per la popolazione italiana ed occidentale in generale.
Ho alcuni amici e conoscenti stranieri, cercare di capire i punti di vista di culture diverse dalla propria non vuol dire rinnegarla.
Certo, occorre stare attenti a non imporre, soprattutto in maniera forzata, idee estranee alla cultura locale, a non cancellare, come è purtroppo stato fatto in passato, costumi e stili di vita o intere civiltà.
Se a un bambino mancano cibo, acqua e vaccini, certo del portatile se ne farà ben poco, ma per quei paesi dove almeno i generi di prima necessità ci sono anche se non abbondano, poter dotare gli studenti di strumenti informatici può contribuire a migliorare il processo di alfabetizzazione informatica. Inoltre un pc, di per sé, può contenere migliaia di libri, anche se non si impara a programmare è come se si regalasse ad ogni bambino una potenziale piccola biblioteca. Certo, vedo anch'io i limiti dell'iniziativa, mi rendo conto che occorrerà investire anche nella formazione più avanzata con strumenti, anche informatici, più potenti, ma, purché si stia attenti alle speculazioni e alla propaganda finalizzata solo all'immagine, ritengo comunque interessante e utile l'idea di base e anche il prodotto finale, il laptop, in sé mi pare abbia un ottimo rapporto qualità/prezzo e che non sia un semplice giocattolo.
Comunque conoscere culture diverse dalla propria, a meno che non si viva isolati nei più remoti angoli del globo, dal mio punto di vista non può che migliorare il rispetto e la tolleranza reciproca; naturalmente questo vale anche per la popolazione italiana ed occidentale in generale.
Ho alcuni amici e conoscenti stranieri, cercare di capire i punti di vista di culture diverse dalla propria non vuol dire rinnegarla.
Certo, occorre stare attenti a non imporre, soprattutto in maniera forzata, idee estranee alla cultura locale, a non cancellare, come è purtroppo stato fatto in passato, costumi e stili di vita o intere civiltà.
Se a un bambino mancano cibo, acqua e vaccini, certo del portatile se ne farà ben poco, ma per quei paesi dove almeno i generi di prima necessità ci sono anche se non abbondano, poter dotare gli studenti di strumenti informatici può contribuire a migliorare il processo di alfabetizzazione informatica. Inoltre un pc, di per sé, può contenere migliaia di libri, anche se non si impara a programmare è come se si regalasse ad ogni bambino una potenziale piccola biblioteca. Certo, vedo anch'io i limiti dell'iniziativa, mi rendo conto che occorrerà investire anche nella formazione più avanzata con strumenti, anche informatici, più potenti, ma, purché si stia attenti alle speculazioni e alla propaganda finalizzata solo all'immagine, ritengo comunque interessante e utile l'idea di base e anche il prodotto finale, il laptop, in sé mi pare abbia un ottimo rapporto qualità/prezzo e che non sia un semplice giocattolo.
Effettivamene si tratta di bruciare tappe di evoluzione.È inutile negarlo,ma SE i bambini del terzo mondo non sanno leggere o scrivere,come possono interagire con un portatile?
Ma vi rendete conto che un portatile è (a mio parere) lo strumento per eccellenza che rappresenta l'evoluzione dell'uomo?
Chip,microchip,processore,periferiche,sofware e altro....tutto questo messo insieme genera un pc,un portatile,l'informatica.
E come ci siamo arrivati a questo?Attrverso l'evoluzione quindi attraverso la LETTURA/SCRITTURA.
Se mancano queste,come si fa ad usare un portatile?
Ma anche se i + sfortunati sanno leggere e scrivere,il portatile è una tappa troppo al di sopra del loro teorico percorso.
Ma vi rendete conto che un portatile è (a mio parere) lo strumento per eccellenza che rappresenta l'evoluzione dell'uomo?
Chip,microchip,processore,periferiche,sofware e altro....tutto questo messo insieme genera un pc,un portatile,l'informatica.
E come ci siamo arrivati a questo?Attrverso l'evoluzione quindi attraverso la LETTURA/SCRITTURA.
Se mancano queste,come si fa ad usare un portatile?
Ma anche se i + sfortunati sanno leggere e scrivere,il portatile è una tappa troppo al di sopra del loro teorico percorso.
- elettronicha
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Bart ha scritto:Cosa ci fa un bambino del terzo mondo con un portatile quando gli mancano i beni di prima necessità?
Mica tutto il terzo mondo è affetto da malattia, fame e povertà. Senz'altro lì dove non mancano i beni di primissima società (e perché no, anche dove scarseggiano anche quelli) un pc è un grandissimo supporto all'educazione dei bambini. Pensa solo a come devono lottare i volontari o i missionari che vogliono insegnare qualcosa ai bambini. Dimenticate che anche il mercato della telefonia cellulare è in fortissima espansione nelle zone disagiate. Eppure un povero contadino se vuole vendere al mercato a 50 km dovrà pur telefonare o comunicare in qualche modo.albatros ha scritto:Se a un bambino mancano cibo, acqua e vaccini, certo del portatile se ne farà ben poco, ma per quei paesi dove almeno i generi di prima necessità ci sono anche se non abbondano, poter dotare gli studenti di strumenti informatici può contribuire a migliorare il processo di alfabetizzazione informatica. Inoltre un pc, di per sé, può contenere migliaia di libri, anche se non si impara a programmare è come se si regalasse ad ogni bambino una potenziale piccola biblioteca. Certo, vedo anch'io i limiti dell'iniziativa, mi rendo conto che occorrerà investire anche nella formazione più avanzata con strumenti, anche informatici, più potenti, ma, purché si stia attenti alle speculazioni e alla propaganda finalizzata solo all'immagine, ritengo comunque interessante e utile l'idea di base e anche il prodotto finale, il laptop, in sé mi pare abbia un ottimo rapporto qualità/prezzo e che non sia un semplice giocattolo.
- acrive
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Bart ha scritto:Io queste cose non le capisco, come fai a parlare di laptop e terzo mondo nella stessa frase? Parlare di "educazione moderna" poi mi sembra proprio una mancanza di rispetto nei confronti di queste popolazioni. Cosa ci fa un bambino del terzo mondo con un portatile quando gli mancano i beni di prima necessità?
Mentre leggevo le tue righe mi sono ricordato di questa...
http://www.youtube.com/watch?v=I-vFa1oLiLk
Battute a parte. Sul terzo mondo va bene.. Ma si parla anche di Brasile. E comunque per me bisognerebbe venderlo anche nei paesi industrializzati.. Un bel portatilino al marmocchietto.. Invece di usare il pc di papà!
- elettronicha
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