In effetti la tabella linkata da luci0 parrebbe indicare un risparmio che non c'è, anzi, c'è un costo aggiuntivo pari alla differenza fra le tabelle tre e due che è appunto il risparmio indicato...
Mi pare un comportamento ingannevole piuttosto scandaloso, da segnalare a chi di dovere...
Comunque, considerato che il costo dell'energia aumenta più del tasso di inflazione, facciamo qualche conto approssimativo...
In calce alla tabella si dice che il costo aumenta trimestralmente (cioé, dice varia, ma mettiamo che aumenti sempre per rendere più vantaggiosa l'offerta a prezzo fisso):
dunque, se dopo i primi tre mesi pago a, detto x il coefficiente con cui calcolare il nuovo costo tenuto conto dell'aumento percentuale (ad esempio se l'aumento è del 1% x è 1.01, se del 5% x è 1.05), dopo altri tre mesi pago a*x, dove altri tre, supposto per semplicità x costante, (a*x)*x =a*x^2, dopo altri tre ((a*x)*x)*x=a*x^3, e così via.
Facendo due calcoli con maxima:
(%i1) s:sum((358.78/4)*x^y,y,0,7);
7 6 5 4 3 2
(%o1) 89.695 x + 89.695 x + 89.695 x + 89.695 x + 89.695 x + 89.695 x
+ 89.695 x + 89.695
(%i2) eq:s=384.1*2;
7 6 5 4 3 2
(%o2) 89.695 x + 89.695 x + 89.695 x + 89.695 x + 89.695 x + 89.695 x
+ 89.695 x + 89.695 = 768.2
(%i3) ev(realroots(eq),float);
(%o3) [x = 1.019392877817154]
Supposto grossolanamente che la cifra da pagare la prima volta sia 358.74/4 per il primo trimestre e che inizi ad aumentare dal trimestre successivo, per essere conveniente l'energia dovrebbe aumentare almeno del 1.9% su base mensile, che non è tanto poco...
Sono conti molto grossolani, ma in effetti credo che, a meno di profonde crisi internazionali, da un punto di vista strettamente economico l'offerta non sia mai conveniente...
gioco ha scritto:Il problema è che l'energia che l'enel spaccia per pulita, non è pulita affatto. Proviene dagli inceneritori, proviene da "fonti di energia rinnovibile ed assimilate", che in Italia altro non sono che carbone, olio combustibile, scarti della lavorazione petrolifera. La costruzione e la manutenzione di questi impianti è finanziata dal '92 con le nostre bollete, alla voce “Costruzione impianti fonti rinnovabiliâ€.
Sì, questo è un altro scandalo, tuttavia pare che i RECs, almeno da questo punto di vista, siano un po' più rigorosi.
Vedi:
http://en.wikipedia.org/wiki/Renewable_ ... rtificates
L'ambientalismo è il nuovo business.
Naturalmente quanto ho detto prima non esclude che ci sia comunque chi tenta di guadagnarci, magari bene e magari neanche senza trucchi...
Però, a parer mio, questo significa prestare attenzione alle offerte proposte, esercitare seri controlli a livello istituzionale e sanzionare severamente chi truffa; che poi questo sia difficilmente realizzabile, vuoi per impotenza, ignoranza o per collusioni a livello politico-economico è un altro discorso ancora.
py67 ha scritto:Si ti do' raggione, volevo solo far presente che purtroppo si fà un gran parlare di catastrofi naturali, di imminente fine della razza umana enro qualche decina di anni per l'effetto serra (dicono entro 50 anni, ascoltato sulla RAI) e non fanno nulla per i morti di fame, vedi Africa, vedi anche in casa nostra. Il mio concetto era questo, tentare di distogliere lo sguardo dai veri problemi.
Ecco, era da l'altro ieri che volevo rispondere a questa tua affermazione, ma mi stava un po' a fatica farlo perché sapevo che non sarei stato breve, poi il Nobel per la pace dato a Gore (meritato o immeritato che sia a livello personale) mi ha dato una spinta in più per farlo.
E' vero che ancora ne sappiamo troppo poco per affermare con certezza che l'attuale tendenza all'aumento della temperatura media della Terra sia di origine antropica (anche se ci sono molti indicazioni al riguardo), è vero che anche in epoche storiche si è assistito a notevoli variazioni climatiche, è vero che mancano modelli attendibili che riescano a prevedere i cambiamenti climatici fra 30, 50 o 100 anni, però è anche vero che i rischi paventati sono molto elevati e che l'andamento delle temperature degli ultimi anni è anomalo (un link fra i tanti sulle misurazioni dell'incremento di temperatura:
http://www.nasa.gov/vision/earth/enviro ... ature.html ) e difficilmente spiegabile senza chiamare in causa un certo effetto serra, è vero che periodi di siccità alternati ad intense precipitazioni in Italia si stanno facendo più intensi e frequenti, è vero che i ghiacciai alpini si stanno ritirando ad un ritmo impressionante (anche senza tante misure basta guardare le foto di qualche decina di anni fa), sono inoltre stati registrati altri segnali che non sto qui a indicare (sia a livello di misurazioni scientifiche quantitative sia a livello di semplici osservazioni qualitative).
Insomma, se ancora non sappiamo quanto le attività umane possano influire sul clima e se non sappiamo quale potranno essere i cambiamenti climatici fra 50 anni, basandoci sull'andamento attuale e sulle conoscenze che abbiamo ci sono tuttavia validi motivi per assumere un atteggiamento prudente, tanto più che:
1) l'emissione di gas serra e l'inquinamento in generale aumenteranno sicuramente se non verranno presi seri provvedimenti, considerato anche il tumultuoso sviluppo di paesi orientali come Cina e India
2) non ci sono elementi per dire se l'incremento attuale delle temperature seguirà in futuro un andamento lineare o avrà invece una crescita molto più rapida (ad esempio lo scioglimento dei ghiacci polari potrebbe comportare un maggiore assorbimento di calore radiativo, anche se questo fenomeno potrebbe essere compensato da altri dall'effetto opposto)
In ogni caso, a prescindere dall'effetto serra, l'uso di combustibili fossili ha certamente effetti dannosi sulla salute a causa delle sostanze chimiche (es. anidride solforosa) che si sviluppano durante la combustione: i danni subiti dalle foreste della Boemia in seguito alle piogge acide sono ben documentati, così come sono ormai abituali i blocchi del traffico nelle grandi città nelle giornate invernali e gli effetti dannosi sull'apparato respiratorio dello smog sono stati sperimentati da molte persone.
Tornando però a un discorso più legato al clima, qualora questo dovesse cambiare drasticamente secondo le previsioni più negative, a farne le spese sarebbero proprio le popolazioni più povere, che hanno meno mezzi per sostenere processi di desertificazione, lunghi periodi di siccità , alluvioni, aumento del livello del mare e via dicendo, con il rischio di gravi disagi o di vere e proprie guerre per l'approvvigionamento idrico (per questo, a prescindere dal personaggio che l'ha ricevuto, trovo giustificato un Nobel per la pace a chi si è impegnato sul fronte del cambiamento climatico).
Pensando poi in maniera un po' più egoistica al nostro paese, mi pare che le piogge negli ultimi anni siano sensibilmente diminuite, tendendosi a concentrarsi in periodi più brevi e più intensi, senza contare l'incremento di insetti portatori di malattie, per ora contenuto, ma pur sempre degno di attenzione.
E' vero, come dici tu si fa un gran parlare di cambiamenti climatici, ma in molti paesi, Italia inclusa, che ha firmato il protocollo di Kyoto ma poi di fatto per ora non lo ha rispettato, si fa ben poco per studiarli più a fondo e per prevenirli, se possibile.
Anche senza pensare al clima, resta il fatto che i combustibili fossili sono destinati ad esaurirsi e, vista la richiesta crescente delle economie emergenti, ad aumentare progressivamente di prezzo, il che potrebbe portare a nuove guerre per il controllo delle risorse residue o quantomeno a indesiderabili e preoccupanti bracci di ferro politici e commerciali.
Per un paese come il nostro, poi, che dipende fortemente dall'estero per l'approvvigionamento energetico, dovrebbe essere d'obbligo una seria politica di efficienza energetica e di ricerca e produzione di energie alternative.
Energie alternative da esaminare comunque con spirito critico, dato che possono talvolta provocare altri danni ambientali, essere profondamente inefficienti o arrecare indirettamente danni a terzi (ad esempio l'uso del mais per produrre etanolo rappresenta al momento un processo poco efficiente, tanto che la quantità di mais richiesta per sostituire in maniera sensibile l'uso della benzina sarebbe enorme e potrebbe comportare una minore disponibilità di cibo o quantomeno un costo più elevato per alcuni fra paesi poveri che potrebbero destinare grandi estensioni di terreno alla coltivazione di mais per etanolo - al riguardo c'era un articolo molto interessante su un recente numero di "Le scienze" ).
Insomma, dal mio punto di vista anche i problemi dell'approvvigionamento e dell'uso razionale dell'energia e dei cambiamenti climatici sono veri problemi, purtroppo trattati troppo spesso con spirito sensazionalistico e superficiale allo stesso tempo, creando talvolta anche situazioni dove il furbo di turno trova il modo di fare facili, lauti e immorali guadagni.
Il problema della fame nel mondo è certamente gravissimo e probabilmente al momento ancora più urgente e importante da risolvere, ma non credo che sia il caso di cominciare dal clima e dal problema dell'energia a sottrarre finanziamenti per destinarli a questa causa (magari dagli armamenti per alcuni paesi? Dai costi della politica per altri?) o a trovare colpevoli per la scarsa attenzione destinata alle condizioni dei poveri del mondo (forse non è più colpevole un certo modo di fare informazione con molta cronaca nera e rosa, dove si fanno giocare gli spettatori (e i lettori) a fare gli investigatori, gli psicologi e i giudici e dove il parere del vicino di casa pare conti come quello dell'oracolo di Delfi?)