Libri editi prima del 1950.. è possibile riprodurli in pdf?
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leocata
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Libri editi prima del 1950.. è possibile riprodurli in pdf?
In questi giorni ho avuto modo di leggere qualche vecchio libro edito nel periodo (1900-1950) e sono rimasto veramente colpito dall'ottima qualità di questi testi....Mi chiedo... è possibile legalmente riprodurli in pdf? esistono delle librerie virtuali dove cercare ? Perchè cancellare queste opere non sono un patrimonio culturale?
Vi segnalo i libri che ho avuto modo di leggere:
1- Levi Civita : lezioni di meccanica Razionale (Un classico ed un testo eccezionale);
2- Bruno Finzi: Analisi Matematica (Chiaro, semplice e completo Ottimo);
3- Dannuso: Scienza delle costruzioni (eccezionale, veramente bello un testamento da maestro altro che certe porcherie moderne scritte a cinquemani/dieci mani)
4- U. Cisotti: Analisi Matematica (alunno di L. Civita ma a mio avviso non secondo, Testo bellissimo)
Vi segnalo i libri che ho avuto modo di leggere:
1- Levi Civita : lezioni di meccanica Razionale (Un classico ed un testo eccezionale);
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Szat
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Re: Libri editi prima del 1950.. è possibile riprodurli in pdf?
Tra tutti i libri che hai scritto l'unico che conosco è questo: direi che quel libro ha (inesorabilmente) una visione troppo vecchia della meccanica razionale, la formulazione odierna è nettamente megliore.leocata ha scritto: 1- Levi Civita : lezioni di meccanica Razionale (Un classico ed un testo eccezionale);
Attenzione vale anche per "La teoria della relatività" di Einstein. Vale per tutti i libri scientifici, dopo tanti anni hanno solo più una valenza storica.
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leocata
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Re: Libri editi prima del 1950.. è possibile riprodurli in pdf?
Io non sono d'accordo, anzi ti dirò che è l'unico ad essere ancora in stampa... Zanichelli. La meccanica razionale vede in L. Civita il padre fondatore... ed è stato lui a risolvere il problema dei tre corpi. Ma tu quali testi usi o hai usato?
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Szat
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Re: Libri editi prima del 1950.. è possibile riprodurli in pdf?
Siccome hai mezionato costruzioni potresti essere un ingegnere (meccanico, edile o altro). Quindi l'approccio che ho io potrebbe essere differente dal tuo (sono un fisico tentdente alla matematica).leocata ha scritto:Io non sono d'accordo, anzi ti dirò che è l'unico ad essere ancora in stampa... Zanichelli. La meccanica razionale vede in L. Civita il padre fondatore... ed è stato lui a risolvere il problema dei tre corpi. Ma tu quali testi usi o hai usato?
Io ho usato "Metodi matematici della meccanica classica" di Arnold
Quarda qui se può interessarti: http://www2.dm.unito.it/~benenti/
Per analisi e costruzioni non so aiutarti (per analisi non conosco nessun libro particolarmente bello)
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Szat
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Re: Libri editi prima del 1950.. è possibile riprodurli in pdf?
Aggiungo che per le parti che ho usato il Benenti non è male.
Dipende come ho detto prima da cosa cerchi. Invece la parte della relatività speciale, sebbene sia caruccia, non è nel mio stile.
Se ti servono altre info chiedi pure.
Dipende come ho detto prima da cosa cerchi. Invece la parte della relatività speciale, sebbene sia caruccia, non è nel mio stile.
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Re: Libri editi prima del 1950.. è possibile riprodurli in pdf?
Tornando on-topic, se ho capito bene in italia i libri diventano di dominio publico (= scade il copyright) dopo 50 anni dalla morte dell'autore (o degli autori). Comunque verifica perché non mai approffondito troppo il problema.
Il progetto Gutenberg è ricco di informazioni a questo riguardo, ad esempio da un'occhiata a questa FAQ:
http://www.gutenberg.org/wiki/Gutenberg:Copyright_FAQ
Il progetto Gutenberg è ricco di informazioni a questo riguardo, ad esempio da un'occhiata a questa FAQ:
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leocata
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Re: Libri editi prima del 1950.. è possibile riprodurli in pdf?
Non vorrei uscire fuori tema ....... Si Possono stampare in PDf legalmente?
Conosco poco questo il testo che hai citato... che tra l'altromi ricorda il Landau ed. Mir,
scuola Urss... preferisco gli italiani 
Conosco poco questo il testo che hai citato... che tra l'altromi ricorda il Landau ed. Mir,
Re: Libri editi prima del 1950.. è possibile riprodurli in pdf?
post rimosso per ragioni private.......
Ultima modifica di kobaiachi il mer 7 gen 2009, 18:30, modificato 1 volta in totale.
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leocata
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Re: Libri editi prima del 1950.. è possibile riprodurli in pdf?
Allora in questa pagina http://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_d% ... o_utilizzo si legge:
quindi solo Tulio Levi Civita il dovrebbe essere riproducibile.....
NON È POSSIBILE RIPRODURRE LIBRI ORFANI CON MENO DI 70 ANNICome si legge all'art.25[5] della legge sul diritto d'autore: i diritti di utilizzazione economica dell'opera durano tutta la vita dell'autore e sino al termine del settantesimo anno solare dopo la sua morte; se l'autore fosse morto il 2 gennaio 1940, i diritti economici scadrebbero il 31 dicembre 2010.
quindi solo Tulio Levi Civita il dovrebbe essere riproducibile.....
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Re: Libri editi prima del 1950.. è possibile riprodurli in pdf?
neanche lui, è morto nel 1941 + 70 = 2011leocata ha scritto: NON È POSSIBILE RIPRODURRE LIBRI ORFANI CON MENO DI 70 ANNI
quindi solo Tulio Levi Civita il dovrebbe essere riproducibile.....
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Re: Libri editi prima del 1950.. è possibile riprodurli in pdf?
D'accordissimo. Io sono laureato in Matematica e ho dovuto studiare Meccanica Razionale su quel testo. Tra l'altro definirlo "padre fondatore" della Meccanica Razionale è un puro azzardo: e allora Lagrange cos'è stato? Il Primo Motore Immobile?Szat ha scritto:Tra tutti i libri che hai scritto l'unico che conosco è questo: direi che quel libro ha (inesorabilmente) una visione troppo vecchia della meccanica razionale, la formulazione odierna è nettamente megliore.leocata ha scritto: 1- Levi Civita : lezioni di meccanica Razionale (Un classico ed un testo eccezionale);
A parte le battute, rimane comunque un grandissimo matematico italiano (come Lagrange, del resto).
In bocca al lupo per i tuoi studi Szat. E complimenti per le tue passioni.
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Re: Libri editi prima del 1950.. è possibile riprodurli in pdf?
Bene, sicuramente Levi Civita ha contribuito a dar corpo alla materia didattica Meccanica Razionale (principalmente in Italia) mentre Lagrange, Hamilton, D'Alambert et altri hanno contribuito in modo Fondamentale allo studio della meccanica classica con i loro metodi e principi non mi pare che ci siano libri scritti da loro per studenti. Non so se veramente è antiquato il modo di presentare la materia, ma a me (che di libri sull'argomento qualcuno lo conosco) pare che la chiararezza espositiva che certi maestri come T.L.Civ. o Cisotti hanno nelle loro opere non sia presente in tanti testi cosidetti moderni che altro non sono che opere scopiazzate..
Discorso analogo sui Russi... Provate a leggere il Landau di Meccanica... che dire chiarissimo per chi conosce cosa legge ma duro come una pietra per i neofiti.
Discorso analogo sui Russi... Provate a leggere il Landau di Meccanica... che dire chiarissimo per chi conosce cosa legge ma duro come una pietra per i neofiti.
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Szat
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Re: Libri editi prima del 1950.. è possibile riprodurli in pdf?
leocata ha scritto:Bene, sicuramente
Discorso analogo sui Russi... Provate a leggere il Landau di Meccanica... che dire chiarissimo per chi conosce cosa legge ma duro come una pietra per i neofiti.
Offtopic: Tipico dello stile di Landau.... Non è solo il primo così. Però gli altri russi sono diversi (ci sono interi corsi di matematica che sono fantastici)
ps: appurato che non si possa ancora fare niente su quei libri il link l'hai guardato?
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leocata
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Re: Libri editi prima del 1950.. è possibile riprodurli in pdf?
Ho visto che il prof.Benenti ha pubblicato il suo libro.... ed ho guardato qualche pagina del cap.4, che dire bravo è bravo... Ma i suoi allievi leggendo il capitolo 4 capiscono che cosa ha di speciale l'approccio Lagrangiano alla Meccanica.
Tutto sommato l'approccio lagrangiano è semplice ma chi lo descrive spesso nell'affrettarsi al rigore matematico ha poca capacità di sintesi.... basterebbe dire che:
la configurazione di un qualsiasi sistema meccanico è individuabile attraverso alcuni parametri (detti gdl) che ne descrivono in modo univoco la configurazione. La conoscenza al generio istante di questi parametri e delle loro derivate (detti gdl e velocità generalizzate) permettono di individuare lo stato dinamico del sistema in quell'istante (o atto di moto).
Se per indicare lo stato di un sistema servono n gdl allora questo viene detto sistema ad n gradi di libertà.
L'insieme (q1,q2..qn) costituiscE uno spazio vettoriale detto spazio delle configurazioni. Quando un sistema va dalla configurazione 1(INIZIALE) alla configurazione 2(FINALE) lo fa seguendo la geodetica che unisce questi due stati (principio di minima azione). Le geodetiche altro non sono che la soluzione delle equazioni differenziale di Eulero-Lagrange dello spazio delle confiugurazioni. Quindi se voglio studiare un sistema meccanico cosa devo fare? semplice:
Trovo i gdl => scrivo le eq di Lagrange=> Le integro (conoscendo le cond. In) per trovare l'evoluzione dinamica del sistema e poi tutto il resto: stabilità, sensibilità alla cond. Iniziali, problemi di Integrazioni(es. sistemi rigidi)........ .
Probabilmente sono stato poco preciso.... Ma tu lo hai mai trovato scritto chiaro e tondo in qualche testo di ultima generazione? Io ho trovato "chiarezza" solo in qualche vecchio testo tipo quelli citati... e nel Landau.... ma anche lì....
Tutto sommato l'approccio lagrangiano è semplice ma chi lo descrive spesso nell'affrettarsi al rigore matematico ha poca capacità di sintesi.... basterebbe dire che:
la configurazione di un qualsiasi sistema meccanico è individuabile attraverso alcuni parametri (detti gdl) che ne descrivono in modo univoco la configurazione. La conoscenza al generio istante di questi parametri e delle loro derivate (detti gdl e velocità generalizzate) permettono di individuare lo stato dinamico del sistema in quell'istante (o atto di moto).
Se per indicare lo stato di un sistema servono n gdl allora questo viene detto sistema ad n gradi di libertà.
L'insieme (q1,q2..qn) costituiscE uno spazio vettoriale detto spazio delle configurazioni. Quando un sistema va dalla configurazione 1(INIZIALE) alla configurazione 2(FINALE) lo fa seguendo la geodetica che unisce questi due stati (principio di minima azione). Le geodetiche altro non sono che la soluzione delle equazioni differenziale di Eulero-Lagrange dello spazio delle confiugurazioni. Quindi se voglio studiare un sistema meccanico cosa devo fare? semplice:
Trovo i gdl => scrivo le eq di Lagrange=> Le integro (conoscendo le cond. In) per trovare l'evoluzione dinamica del sistema e poi tutto il resto: stabilità, sensibilità alla cond. Iniziali, problemi di Integrazioni(es. sistemi rigidi)........ .
Probabilmente sono stato poco preciso.... Ma tu lo hai mai trovato scritto chiaro e tondo in qualche testo di ultima generazione? Io ho trovato "chiarezza" solo in qualche vecchio testo tipo quelli citati... e nel Landau.... ma anche lì....
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Re: Libri editi prima del 1950.. è possibile riprodurli in pdf?
Offtopic: Posto che tutto questo è offtopic (visto che siamo su libera se vuoi una mano su alcune cose al limite possiamo aprire un altro 3d), qui cadi in errore.leocata ha scritto: L'insieme (q1,q2..qn) costituiscE uno spazio vettoriale detto spazio delle configurazioni. Quando un sistema va dalla configurazione 1(INIZIALE) alla configurazione 2(FINALE) lo fa seguendo la geodetica che unisce questi due stati (principio di minima azione). Le geodetiche altro non sono che la soluzione delle equazioni differenziale di Eulero-Lagrange dello spazio delle confiugurazioni.
Quello che tu chiami spazio delle configurazioni non è affatto uno spazio vettoriale (anzi tolto un paio di esempi non lo è mai) ma è una cosa più complicata, infatti si tratta di una varietà differenziabile. Se lo spazio delle configurazioni fosse SV allora potresti fare la combinazione lineare di parametri che non ha senso, visto che magari le variabili sono angoli diversi.
Infatti se fosse SV allora si potrebbe munire di una metrica piatta (quella con tutti uno sulla diagonale) e le geodetiche sarebbero le rette. Invece se pensi al pendolo lo spazio delle configurazioni è un clilindro (prodotto cartesiano di una retta, il tempo, e di una circonferenza, l'angolo.).
Postulato 1) Lo spazio delle configurazioni è una varietà differenziabile.
Postulato 2) Esiste una funzione chiamata lagrangiana che per botta di c**o in meccanica risulta essere L = E- v (o E + V se parli con un matematico).
Postulato 3) Esiste il principio di minima azione, dove la variazione dell'integrale di azione è nulla.
Da qui fai tutto quello che ti serve. Ci tengo a sottolineare che il principio di minima azione funziona per tutte le teorie di campo (sia meccanica, relatività, Yang Mils...) ma non sta scritto da nessuna parte che deve esistere.
Quindi a priori non è giustificato nemmeno tale principio. Poi l'unico motivo che ci spinge a usarlo è che funziona tutto qui.
No io ci ho fatto due corsi sopra e l'unico libro che si avvicina è l'Arnold, ma ci vuole un corso per ogni pagina di quel libro... Inoltre il corpo rigido oggi a fisica non si fa più, ma si fa solo il punto materiale (parlando di meccanica lagrangiana o hamiltoniana che sia).leocata ha scritto:Quindi se voglio studiare un sistema meccanico cosa devo fare? semplice:
Trovo i gdl => scrivo le eq di Lagrange=> Le integro (conoscendo le cond. In) per trovare l'evoluzione dinamica del sistema e poi tutto il resto: stabilità, sensibilità alla cond. Iniziali, problemi di Integrazioni(es. sistemi rigidi)........ .[/i]
Probabilmente sono stato poco preciso.... Ma tu lo hai mai trovato scritto chiaro e tondo in qualche testo di ultima generazione? Io ho trovato "chiarezza" solo in qualche vecchio testo tipo quelli citati... e nel Landau.... ma anche lì....
