becera propaganda, mista a disfattismo e catastrofismo di sinistra
Chi critica il governo è disfattista e catastrofista?
La confusione, diffusa ad arte da Berlusconi,
è quella tra Stato e governo. Criticare la partecipazione
alla guerra in Iraq è stata omologata a criticare la "Patria",
criticare la politica economica del governo
viene gabellata assurdamente e
in modo del tutto fantasioso
per un sostegno all'ideologia comunista.
A parte il fatto che non esiste UNA ideologia comunista,
ma vi sono forme innumerevoli e in svariati casi incompatibili
di ideologia socialista da un lato, e innumerevoli forme
di socialismo reale dall'altra,
quello dei comunisti è un mito per allocchi, uno spaventapasseri.
Ma davvero qualcuno dotato di normale intelligenza
può pensare che se vince Prodi ci troviamo
i carri armati del Patto di Varsavia in casa?
Criticare la legge Biagi vien fatta equivalere
a una sorta di fiancheggiamento del terrorismo.
In realtà, il fatto è che Berlusconi ha una concezione
del tutto sua della democrazia: è stato eletto
con una larga maggioranza, e questo nel suo intendimento
corrisponde a un assegno in bianco che legittima
ogni sua scelta.
L'idea che la democrazie è formata anche dal diritto-dovere
dell'opposizione alla critica gli è estranea.
Chi critica non lo lascia lavorare come vorrebbe:
ma questa è per l'appunto la funzione dell'opposizione.
Io non scrivo in politichese. Scrive invece in politichese
chi adotta categorie politico-concettuali del tutto inesistenti e insignificanti
come "comunista" e, oggi, in fondo e in parte,
come "sinistra". Mai visto "Destra e sinistra" di Bobbio?
Ah già, Bobbio, un comunista!
M.
M.