La miglior medicina per questa malattia del forum, che penso e spero transitoria, e che comunque non mi pare irrimediabilmente grave e pervasiva, credo sia semplicemente un po' più di pazienza, un po' più di tolleranza e un po' più di buona volontà nel dare il buon esempio mostrandosi seri, cortesi e rispettosi; Loris e i moderatori, con PM o altri strumenti che riterranno opportuni, penseranno a mitigare e a frenare gli utenti scorretti o provocatori.
Tornando all'argomento di questa discussione, che navajo ha fatto bene ad aprire, incanalando così in una sede opportuna dibattiti sviluppatisi in altre discussioni che trattavano altri argomenti, ossia sul revisionismo/conservatorismo degli utenti slackware, ne approfitto per chiarire la mia posizione.
Personalmente non è che sia contrario alle innovazioni nella slackware o in altre distribuzioni, semplicemente non sono interessato a tutte le innovazioni che vengono proposte e che magari talvolta sono presenti in altre distribuzioni e nella slackware no. Parlando sempre a titolo personale, non mi interessa compiz e il desktop 3D, non mi interessa l'automount, non mi interessa un installer diverso, non mi interessa un gestore delle dipendenze, non mi interessa un partizionatore automatico e sinceramente, anche se anch'io ne ho scaricati diversi e sono grato e riconoscente a chi si è preso la briga di farli e a chi ha reso possibile la loro distribuzione in rete (grazie!

), non sono neanche interessato più di tanto ai pacchetti già pronti, la maggior parte delle volte compilo da sorgente e via. Non è che sia contrario a tutte queste cose, che le giudichi frivole o roba del genere, soltanto non mi interessano, così come non mi interessano la maggior parte dei programmi televisivi, l'opera lirica, il campionato di calcio, i giochi di ruolo o la musica da discoteca, senza per questo farmi alcun giudizio negativo su chi queste cose invece le apprezza e le ama. Quando sono passato qualche anno fa da RedHat a Slackware la mia RedHat somigliava già ad una Slackware, avendola spogliata di quanto ritenevo superfluo. A me piace l'essenzialità della Slackware, il fatto che sia composta da un numero limitato di script su cui mettere le mani, il fatto che non ci siano di default servizi per il mio uso personale inutili. Non sono contrario ad un installer diverso o a metterci qualche tool automatico, semplicemente non ne farò uso perché non mi interessano, perché ritengo già di poter fare con quei pochi comandi imparati una volta praticamente tutto quello che mi serve. E l'idea istintiva che ho è che anche altri utenti Slackware la pensino più o meno allo stesso modo, ossia che abbiano scelto questa distribuzione per motivi analoghi, per questo, di primo acchito, ritengo inutile cambiarne l'impostazione di base. Sì, si può far meglio, ma se uno vuole si può già arrangiare da solo. Qualcuno potrà ritenerla una visione egoista, a me pare la logica conseguenza dello scegliere un certo modo di usare GNU/linux, com'è quello che io ho intravisto nella Slackware. Poi, d'accordo, ci saranno pareri e valutazioni diverse su parti specifiche della distribuzione, ci saranno miglioramenti di vario tipo riconosciuti come tali dai più, anche fra i vecchi utenti, ma la mia prima idea è che chi ha scelto originariamente Slackware non ami tanti fronzoli, che talvolta rendono più complicato risolvere un problema, che appesantiscono il sistema e che in certi casi addirittura lo destabilizzano.
Questo non vuol dire che abbia da ridire su chi la pensa diversamente, semplicemente a me Slackware come impostazione di base piace così com'è e non ho voglia di far pressioni perché cambi e venga aggiunto qualcosa che a me non interessa (e infatti non uso né hald né compiz).
Il mio presupposto è che la maggior parte degli utenti Slackware la pensi così: c'è tanta scelta, se uno ha optato per Slackware, dirrei io, è perché ama l'essenzialità e non si trova a suo agio con tanti automatismi, ma potrei benissimo sbagliarmi e non mi lamenterei se un domani nella distribuzione venissero introdotte modifiche che non condivido perché non mi interessano, continuerei a usare Slackware scegliendo quel che mi piace o a fare quello che riterrei più conveniente.
Non credo che diffondere a tutti costi la Slackware sia una sorta di missione, penso ci si debba limitare a proporre un certo modo di usare una distribuzione che ci/mi piace, agevolando la soluzione di problemi con la documentazione e con il forum e facendo risparmiare un po' di tempo con il repository, ma mantenendo intatto un certo paradigma d'uso.
Che poi chi usi slackare siano 100 persone o 100^3, mi lascia abbastanza indifferente.
E mi lascia anche indifferente che Ubuntu sia la distribuzione che va per la maggiore o che Windows continui a essere il sistema operativo più diffuso in ambito domestico: sì, riterrei preferibile una maggiore conoscenza delle basi dell'informatica a livello generale, vista la pervasività e la centralità dei computer nella maggior parte delle attività umane di un paese sviluppato, ma questa speranza va di pari passo con quella di un miglior livello culturale medio, aldilà dell'informatica.
Sul discorso delle masse e di Slackware, ripeto quanto detto altre volte: non credo che l'uso di slackware sia difficile, né che gli slackwaristi siano necessariamente più capaci di altri, nè che chi preferisce altri OS sia per forza un tonto, per me è soprattutto questione di gusti. Concordo che l'utente medio di slackware abbia qualche conoscenza, predisposizione all'iinformatica e passione in più di quello medio di altri OS e distribuzioni, ma ci sono evidenti e diffuse eccezioni, parlerei più di tendenza che di classificazione, non credo, insomma, che la preferenza di un sistema operativo o un altro possa fornire stime affidabili sul QI di una persona e ritengo falso, fuorviante, inappropriato e anche un po' offensivo distinguere fra una élite di slackwaristi e una massa di semianalfabeti informatici definiti utonti.
Secondo me, è semplicemente più conveniente configurare alcune cose a mano piuttosto che con dei tool automatici, non è che a ricompilare un kernel o scriversi un xorg.conf occorra sapere o imparare chissà che cosa, è solo un modo diverso di impostare un programma, non si impara davvero come funzioni il tcp/ip, come funzionino i socket, lo scheduler del kernel, la mappatura in memoria e tante altre cose, per le quali occorre uno studio a parte. Non ho sottomano l'articolo, ma ricordo che una volta Linus disse che lo scopo di una distribuzione in fondo era semplificare la vita e rendere più agevole l'uso del sistema, per cui lui preferiva distribuzioni che non gli facessero perdere tempo a configurare quella cosa o quell'altra, ma che gli consentissero di mettersi quanto prima a programmare, a seguire lo sviluppo del kernel e a fare, insomma, quel che gli pareva con il pc. Non avrebbe tutti i torti, se le distribuzioni che configurano molte cose in automatico e con interfacce grafiche non avessero in alcuni casi più di un problema, che con la maggiore complessità diventa talvolta più difficile da riparare, e non fossero così pesanti
Tornando alle innovazioni, non sono affatto contrario all'inserimento di nuove versioni dei programmi, anzi, perché a queste corrisponde solitamente un maggior numero di funzionalità, sono i programmi che in fondo mi interessa usare, non i file di configurazione o i tool di amministrazione: mentre un programma nuovo potrebbe darmi possibilità e opzioni che oggi non ho, non sento al momento il bisogno di tool che facciano per me quanto adesso faccio con poca fatica e con poco carico relativamente alla gestione del sistema. Slackware mi piace anche per questo: a una struttura che si è mantenuta negli anni ha abbinato programmi relativamente recenti e piuttosto stabili.
Vi lascio senza concludere come avrei voluto perché il sonno ormai mi divora, spero di non aver commesso troppi errori e di non aver scritto troppe frasi sconclusionate, nel qual caso vi prego anticipatamente di scusarmi.
Grazie per l'attenzione e buona notte a tutti! Ciao!
