la strada del sistemista linux/unix

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ilmich
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Re: la strada del sistemista linux/unix

Messaggio da ilmich »

prima esperieza 1600euro?!?!?!?!?!!??!?
saranno forse cambiati i tempi ma quando ho iniziato io a fare il programmatore(ma conosco anche colleghi sistemisti)... nn ti davano manco 1000 euro :)
ho visto cose che voi astemi non potete immaginare
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krisis
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Re: la strada del sistemista linux/unix

Messaggio da krisis »

Meskalamdug ha scritto:Come prima esperienza vi accontentereste di 1600€ netti?
Come primissima esperienza mi sono accontentato della metà di quella cifra con un contratto a progetto.
Per uno con un minimo di esperienza 1600 sono il minimo per un contratto a progetto , per meno è un furto dato che all'azienda costa di meno che pagare 1300 netti ad un tempo inderterminato.

Meskalamdug
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Re: la strada del sistemista linux/unix

Messaggio da Meskalamdug »

Riprendo questo 3d dopo anni, è ancora attuale.
Una curiosità, qualcuno di voi ha mai avuto esperienze dirette con lavori da frontaliere (sempre in ambito amministrazione Linux/Unix) in Svizzera?
Cambia qualcosa rispetto alla realtà italiana oppure tutto il mondo è paese?

Twenty-Seven
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Re: la strada del sistemista linux/unix

Messaggio da Twenty-Seven »

Ciao, per quanto riguarda la Svizzera non ho avuto esperienze di lavoro dirette, pero' abitandoci vicino ho diversi amici e conoscenti che fanno i frontalieri. A livello retributivo ovviamente ne vale la pena (anche se il divario di stipendio si e' abbassato rispetto al passato), per il resto tutto il modo e' paese, hanno solo piu' mezzi. Tra l' altro se non vivi in un comune frontaliero dal punto di vista fiscale non ne vale cosi' tanto la pena (ma qui non mi pronuncio oltre perche' ne so davvero poco). Per esperienze dirette invece, posso dire che in Svizzera non e' che siano tanto amici dell' open source, sembra quasi che abbiano la fobia che vadano a "guardargli sotto al cofano".

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Re: la strada del sistemista linux/unix

Messaggio da Meskalamdug »

Twenty-Seven ha scritto:
mer 20 mag 2020, 9:04
Ciao, per quanto riguarda la Svizzera non ho avuto esperienze di lavoro dirette, pero' abitandoci vicino ho diversi amici e conoscenti che fanno i frontalieri. A livello retributivo ovviamente ne vale la pena (anche se il divario di stipendio si e' abbassato rispetto al passato), per il resto tutto il modo e' paese, hanno solo piu' mezzi. Tra l' altro se non vivi in un comune frontaliero dal punto di vista fiscale non ne vale cosi' tanto la pena (ma qui non mi pronuncio oltre perche' ne so davvero poco). Per esperienze dirette invece, posso dire che in Svizzera non e' che siano tanto amici dell' open source, sembra quasi che abbiano la fobia che vadano a "guardargli sotto al cofano".
Grazie per le info. Io ho visto che negli annunci cercano sistemisti sia Linux che Unix. Nei prossimi mesi forse ci farò un pensiero.

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Toni
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Re: la strada del sistemista linux/unix

Messaggio da Toni »

Ciao,

ho riletto un pò questo vecchio thread mi sorgono alcune domande (sono passati quasi 9 anni):
  • L'utente doom cosa avrà scelto per la sua vita lavorativa?
  • Immagino le vostre idee/punti di vista siano cambiati (in meglio o in peggio)
  • Vi è chiaro che a meno che non siate imprenditori, fare il dipendente (o partita iva mascherata da dipendente) è per definizione frustante?
  • Lavorate sempre nello stesso campo oppure avete cambiato?

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Re: la strada del sistemista linux/unix

Messaggio da Twenty-Seven »

Anch'io sono curioso di sapere cosa ha scelto doom...
Per quanto mi riguarda io faccio il dipendente e non mi sento per nulla frustrato... ho iniziato a fare il sistemista linux a 40 anni, proprio grazie alla slackware, è un lavoro che ho cercato e non tornerei mai indietro

Meskalamdug
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Re: la strada del sistemista linux/unix

Messaggio da Meskalamdug »

Ieri stavo sfogliando annunci di lavoro e guarda cosa salta fuori(ho omesso il nome della ditta).

Linux/HPC Systems Administrator
LONDON
£400 - £500 a day - Contract - Remote

Il prezzo minimo sono 400 sterline al giorno!Io non ho mai vissuto a Londra, credo sia parecchio
costosa, comunque 400*5 farebbero 2000 sterline la settimana, e 2000 * 4 sono 8000 sterline
mensili.
Qualcuno di voi ha mai vissuto a Londra, o ha lavorato nel campo sistemistico a Londra o dintorni?

F4B1CK
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Re: la strada del sistemista linux/unix

Messaggio da F4B1CK »

Meskalamdug ha scritto:
mar 29 dic 2020, 20:51
Ieri stavo sfogliando annunci di lavoro e guarda cosa salta fuori(ho omesso il nome della ditta).

Linux/HPC Systems Administrator
LONDON
£400 - £500 a day - Contract - Remote

Il prezzo minimo sono 400 sterline al giorno!Io non ho mai vissuto a Londra, credo sia parecchio
costosa, comunque 400*5 farebbero 2000 sterline la settimana, e 2000 * 4 sono 8000 sterline
mensili.
Qualcuno di voi ha mai vissuto a Londra, o ha lavorato nel campo sistemistico a Londra o dintorni?
Londra può essere carissima, dipende in che zona vivi e che tenore di vita vuoi avere. Quella cifra da remoto (se leggo bene), significa che te la porti a casa anche lavorando dall'Italia? Direi di non pensarci due volte. Se invece vogliono la presenza, tieni conto che una stanza (ovvero un loculo dove poter solo dormire), nelle zone centrali arriva a costare anche 800 sterline alla settimana. Se ti sposti più in periferia i costi scendono parecchio, ma devi metterci in conto i tempi di spostamento che non sono proprio una passeggiata, data l'estensione della City.
Comunque, per iniziare a ragionare e magari avere un tenore di vita umano, dovresti iniziare a percepire 3-4000 sterline al mese (con qualche compromesso sulla location dove vivi, ti rimane anche qualcosa). Sono cifre che per un italiano possono sembrare alte, ma in Regno Unito i salari sono molto più alti, perché commisurati al reale costo della vita. Un bartender arriva tranquillamente a guadagnare quella cifra.
Non ho avuto esperienze dirette, ma amici e parenti che ci hanno lavorato e ci lavorano da anni, quindi qualche cosa la so, a riguardo.
Certo che ora con la Brexit diventa tutto più complicato per chi non è cittadino britannico.

La mia esperienza in Italia invece conta molti anni come libero professionista che, grazie allo stato e quindi alla pressione fiscale, maledicevo ogni santo giorno. Poi da qualche anno sono entrato come sistemista in un'azienda locale che però conta 80 dipendenti, quindi nemmeno tanto piccolina. La paga è nella media, spostandomi penso di poter aumentare il RAL di almeno 4-5000€ all'anno, ma alla fine mi sono fatto la mia vita qui e non ne varrebbe la pena per le spese. Alla mia età (over 40) sono cose che si iniziano a considerare. Preferisco provare a prendere il capo con le buone e provare a farmi aumentare di livello, visto che ogni mese mi aumentano le responsabilità (del carico di lavoro non ne parliamo). Questa è la realtà tipica: chi fa un lavoro specializzato nel campo IT, tranne rari casi, è sotto pagato e sei sempre in bilico perché l'azienda -per i tanti motivi esposti in altri post- potrebbe decidere di esternalizzare anche te. Personalmente io sono per la crescita delle competenze interne: il consulente è vero che diventa uno scarico di responsabilità, ma è anche vero che se va via ti attacchi al tram, visto che perdi di botto una figura che magari ti mandava avanti un progetto. La verità è che viviamo in un paese dove le aziende, spesso, non vogliono far crescere i dipendenti né professionalmente né come carriera. Sei un numero e ti spostano come una pedina. Questo vale soprattutto per le figure più giovani, che entrano già in questo meccanismo appena assunti. Se il sistema Italia non cambia paradigma su questi concetti, gli addetti all'IT saranno sempre visti alla stregua di un operaio di una linea di produzione (senza nulla togliere all'operaio). Il guaio è che, purtroppo, la maggior parte di noi fa questo lavoro per passione e quindi è difficile andare a fare l'idraulico (sapendolo fare). Anche se paradossalmente oggi guadagna di più dell'IT medio (se non si è nell'area di managment)

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Re: la strada del sistemista linux/unix

Messaggio da Meskalamdug »

F4B1CK ha scritto:
mer 30 dic 2020, 18:29
Meskalamdug ha scritto:
mar 29 dic 2020, 20:51
Ieri stavo sfogliando annunci di lavoro e guarda cosa salta fuori(ho omesso il nome della ditta).

Linux/HPC Systems Administrator
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£400 - £500 a day - Contract - Remote

Il prezzo minimo sono 400 sterline al giorno!Io non ho mai vissuto a Londra, credo sia parecchio
costosa, comunque 400*5 farebbero 2000 sterline la settimana, e 2000 * 4 sono 8000 sterline
mensili.
Qualcuno di voi ha mai vissuto a Londra, o ha lavorato nel campo sistemistico a Londra o dintorni?
Londra può essere carissima, dipende in che zona vivi e che tenore di vita vuoi avere. Quella cifra da remoto (se leggo bene), significa che te la porti a casa anche lavorando dall'Italia? Direi di non pensarci due volte. Se invece vogliono la presenza, tieni conto che una stanza (ovvero un loculo dove poter solo dormire), nelle zone centrali arriva a costare anche 800 sterline alla settimana. Se ti sposti più in periferia i costi scendono parecchio, ma devi metterci in conto i tempi di spostamento che non sono proprio una passeggiata, data l'estensione della City.
Comunque, per iniziare a ragionare e magari avere un tenore di vita umano, dovresti iniziare a percepire 3-4000 sterline al mese (con qualche compromesso sulla location dove vivi, ti rimane anche qualcosa). Sono cifre che per un italiano possono sembrare alte, ma in Regno Unito i salari sono molto più alti, perché commisurati al reale costo della vita. Un bartender arriva tranquillamente a guadagnare quella cifra.
Non ho avuto esperienze dirette, ma amici e parenti che ci hanno lavorato e ci lavorano da anni, quindi qualche cosa la so, a riguardo.
Certo che ora con la Brexit diventa tutto più complicato per chi non è cittadino britannico.

La mia esperienza in Italia invece conta molti anni come libero professionista che, grazie allo stato e quindi alla pressione fiscale, maledicevo ogni santo giorno. Poi da qualche anno sono entrato come sistemista in un'azienda locale che però conta 80 dipendenti, quindi nemmeno tanto piccolina. La paga è nella media, spostandomi penso di poter aumentare il RAL di almeno 4-5000€ all'anno, ma alla fine mi sono fatto la mia vita qui e non ne varrebbe la pena per le spese. Alla mia età (over 40) sono cose che si iniziano a considerare. Preferisco provare a prendere il capo con le buone e provare a farmi aumentare di livello, visto che ogni mese mi aumentano le responsabilità (del carico di lavoro non ne parliamo). Questa è la realtà tipica: chi fa un lavoro specializzato nel campo IT, tranne rari casi, è sotto pagato e sei sempre in bilico perché l'azienda -per i tanti motivi esposti in altri post- potrebbe decidere di esternalizzare anche te. Personalmente io sono per la crescita delle competenze interne: il consulente è vero che diventa uno scarico di responsabilità, ma è anche vero che se va via ti attacchi al tram, visto che perdi di botto una figura che magari ti mandava avanti un progetto. La verità è che viviamo in un paese dove le aziende, spesso, non vogliono far crescere i dipendenti né professionalmente né come carriera. Sei un numero e ti spostano come una pedina. Questo vale soprattutto per le figure più giovani, che entrano già in questo meccanismo appena assunti. Se il sistema Italia non cambia paradigma su questi concetti, gli addetti all'IT saranno sempre visti alla stregua di un operaio di una linea di produzione (senza nulla togliere all'operaio). Il guaio è che, purtroppo, la maggior parte di noi fa questo lavoro per passione e quindi è difficile andare a fare l'idraulico (sapendolo fare). Anche se paradossalmente oggi guadagna di più dell'IT medio (se non si è nell'area di managment)
Grazie per la risposta esaustiva, confermi purtroppo le mie aspettative. Pretese tante, lavoro tanto e ovviamente stipendio basso.
Riguardo il "remote" nell'annuncio è proprio scritto "remote" ma ho seri dubbi che permettano un guadagno simile lavorando solo
da remoto.Può anche essere un errore di chi ha messo l'annuncio.

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lablinux
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Re: la strada del sistemista linux/unix

Messaggio da lablinux »

magari la presenza è richiesta una volta al mese. Puoi tranquillamente lavorare da remoto, è una condizione anomala quella italiana dove il lavoro da remoto è poco considerato.
Con la pandemia, è da mazro che lavoro da remoto (svillupatore IT). Anche i sistemisti lavorano da remoto. L'azienda (più di 200 persone) ha faticato le prime settimane ad organizzare e ampliare le connessioni ma ormai è lo standar.
Non so se finità l'emergenza Covid rientreremo in sede o meno. La mia speranza, come quella di altri colleghi, sarebbe un mix, 2 giorni in sede e tre da remoto.

PS la 'fregatura' di lavorare da remoto è che non ci sono straordinari, mi è capitato di lavorare anche di domenica praticamente a gratis

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Re: la strada del sistemista linux/unix

Messaggio da brg »

lablinux ha scritto:
gio 31 dic 2020, 11:23
Non so se finità l'emergenza Covid rientreremo in sede o meno. La mia speranza, come quella di altri colleghi, sarebbe un mix, 2 giorni in sede e tre da remoto.
È anche la mia speranza. Devo però dire che il titolare della mia ditta mi aveva ventilato questa ipotesi qualche mese fa, quindi sono fiducioso.

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Re: la strada del sistemista linux/unix

Messaggio da rik70 »

La fregatura vera di tutta questa faccenda è che prima o poi le aziende italiane capiranno che da remoto un lavoratore che so... indiano... costerà 'n' volte meno di uno "autoctono".

E in un sistema nel quale per restare "competitivo" devi per forza far leva sul costo del lavoro(ormai dopo 20 anni possiamo darlo per assodato) il conto è presto fatto.

Perdonate la ventata di ottimismo.

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Re: la strada del sistemista linux/unix

Messaggio da brg »

rik70 ha scritto:
gio 31 dic 2020, 13:37
La fregatura vera di tutta questa faccenda è che prima o poi le aziende italiane capiranno che da remoto un lavoratore che so... indiano... costerà 'n' volte meno di uno "autoctono".
All'estero l'hanno già capito da tempo. Il software di bordo del Boeing 737 MAX è stato fatto in India, ad esempio. Tuttavia io da questo punto di vista non mi sento particolarmente a rischio, occupandomi di software industriale, devo anche assistere al collaudo ed alla installazione dei macchinari o impianti con il software da me realizzato e quelle sono cose che non si possono fare da remoto.

Se proprio hanno voglia di tagliare il costo del lavoro, possono sempre partire dal reparto delle risorse umane o dal marketing o dagli esperti di Lean Six Sigma...

hashbang
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Re: la strada del sistemista linux/unix

Messaggio da hashbang »

lablinux ha scritto:
gio 31 dic 2020, 11:23
PS la 'fregatura' di lavorare da remoto è che non ci sono straordinari, mi è capitato di lavorare anche di domenica praticamente a gratis
Questo non mi è mai capitato durante questo periodo, e né lo faccio capitare alle risorse che lavorano sotto di me nei progetti dal cliente.
La giornata lavorativa da contratto è 8 ore nei giorni feriali e si lavora per obbiettivi, quindi una volta che ci siamo dati un tempo massimo di giornate per lavorarci le mie risorse sono libere di organizzarsi il lavoro e di vivere la propria vita privata. E se per qualche strano e remoto motivo ci dovesse essere un lavoro da fare di domenica, allora lo si fa con la dovuta maggiorazione del 50% (per la risorsa) e con la relativa allocazione (per il cliente). Altrimenti il cliente può farselo da solo.

Se il cliente ha bisogno di far lavorare di più o è perché organizza male il lavoro, ed è un suo problema, oppure ha bisogno di più risorse, e qui ne possiamo anche parlare. Ma in entrambi i casi le singole risorse dovranno sempre fare orario d'ufficio. Lo straordinario è tale se è indice di eventualità/emergenza, non se diventa un allungamento dell'attività lavorativa. Per quello esistono i contratti a servizio.

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